I fiumi che attraversano Torino sono di nuovo al centro delle strategie future della Città, grazie al progetto “Torino e i suoi fiumi. Proiezioni Strategiche del Pettine Blu” di cui si discuterà questo pomeriggio, alle 18.30, durante l’incontro negli spazi culturali di Dorado, in lungo Dora Firenze 37, a Torino, alla presenza dell’assessore al verde pubblico, parchi e sponde fluviali della Città di Torino Francesco Tresso, dell’assessore all’Urbanistica della Città di Torino Paolo Mazzoleni, del responsabile scientifico del Centro FULL Loris Antonio Servillo, docente al Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST e coordinatore del team di ricerca, di Pietro Garibaldi docente dell’Università degli studi di Torino e di Luca Ballarini ideatore di Torino Stratosferica. A moderare l’evento Giulietta Fassino di Urban Lab.
Il progetto, promosso dalla Città di Torino, Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e Fiumi, e sviluppato dal Centro Interdipartimentale FULL del Politecnico di Torino, grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha l’obiettivo di verificare la situazione e di delineare prospettive d’uso corrette e innovative mettendo in relazione corsi d’acqua e aree urbane, osservando e ripensando la Città a partire dai fiumi.
L’ambizione finale del lavoro è di contribuire alla costruzione di una Torino sensibile ai suoi fiumi, basata su tre grandi temi. Prima di tutto, ricostruire l’identità delle aste fluviali, enfatizzando la vocazione delle diverse porzioni di Città che si affacciano sui fiumi, attraverso la realizzazione di interventi lineari lungo le sponde. In secondo luogo, individuare scenari per le grandi aree di trasformazione, dove possono essere collocate opportunità di sviluppo economico, ma coordinate da una visione coerente. Infine, costruire lo spazio fluviale come rifugio climatico, capace di rispondere al progressivo surriscaldamento delle aree urbane e non, oltre che di fungere da punto nodale per il sistema ecologico della Città.
I fiumi, oggi quasi invisibili nel percepito quotidiano, acquisiscono in questa inversione di sguardo un ruolo attivo in relazione ai cittadini, della città e di chi abita nei comuni limitrofi, attraversati e connessi tramite le dorsali verdi-blu.
In quest’ottica il progetto affronta il rapporto tra edificato e aree fluviali, la dimensione ecosistemica e la definizione di scenari trasformativi per i contesti fluviali di Torino. Tali scenari sono intesi come strumento in grado di svelare potenzialità progettuali, nuovi usi e molteplici relazioni con e lungo i quattro fiumi, traducendosi in una visione d’insieme capace di orientare sviluppi coerenti e coordinati, in stretta relazione con il nuovo Piano Regolatore. Anche grazie al PRG si vogliono sviluppare attività socio-economiche legate ai fiumi, che possano così trasformarsi in scenari privilegiati per l’articolazione delle reti di mobilità lenta e di spazi di loisir, oltre che catalizzatori di investimenti e attività economiche.
