Una giornata di sport, integrazione e confronto tra culture ha animato oggi Torino: alla Cittadella dello Sport Colletta è andato in scena il “Mundialito 2026”, manifestazione promossa dalla Rete CPIA del Piemonte e della Valle d’Aosta e patrocinata da Città di Torino e Circoscrizione 7.
Dalle 10 alle 17 il complesso sportivo si è così trasformato in un crocevia di storie, culture ed esperienze diverse, con studenti dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti protagonisti di un torneo che ha unito competizione e valori sociali.
Cuore della giornata il calcio a 11, strutturato in gironi eliminatori, semifinali e finale, affiancato dalla pallavolo femminile, per un’edizione che ha registrato una partecipazione in crescita e un respiro sempre più ampio anche oltre i confini regionali. Nato nel periodo post pandemia il “Mundialito” ha così confermato oggi la propria vocazione: fare dello sport uno strumento concreto di inclusione, capace di costruire relazioni e rafforzare il senso di comunità.
A salutare i partecipanti per la Città di Torino c’era questa mattina per il calcio d’inizio Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali, mentre a ringraziare i partecipanti alla chiusura della competizione Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili.
“Il Mundialito è la dimostrazione concreta di come lo sport possa abbattere barriere linguistiche e culturali, creando occasioni reali di incontro e di comunità – afferma l’assessore Rosatelli -. Iniziative come questa rafforzano il valore dell’inclusione e danno voce alle storie di chi cerca nuove opportunità di partecipazione, riuscendo al tempo stesso a far sentire tutti a casa, attraverso un torneo che unisce, accoglie e crea appartenenza”.
“Il Mundialito dei CPIA racconta un’esperienza di scuole aperte e capace di andare oltre le aule, costruendo relazioni attraverso esperienze condivise – dice l’assessora Salerno -. Le persone che lo frequentano portano spesso con sé importanti responsabilità familiari e lavorative: proprio per questo una giornata di festa e sport assume un valore ancora più significativo nella loro quotidianità e lo sport, linguaggio universale, diventa così il modo migliore per far sentire tutti a casa”.





