“Woodstock in Cittadella”, alla Falchera un weekend di sport, musica e solidarietà

Torna nel fine settimana del 13 e 14 giugno “Woodstock in Cittadella”, la manifestazione che da otto anni anima il quartiere Falchera con due giornate dedicate allo sport, alla musica, e alla solidarietà. L’appuntamento si svolgerà negli spazi della Cittadella “Bea e Stefania”, in via degli Ulivi 11, e coinvolgerà bambini, famiglie, giovani e adulti in un ricco programma di attività all’aria aperta.

L’edizione 2026 è stata presentata questa mattina a Palazzo Civico, alla presenza dell’assessore allo Sport e al Tempo libero Domenico Carretta, del presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto e degli organizzatori della NIDA (Nazionale Italiana dell’Amicizia). Per due giorni il grande spazio verde della periferia nord di Torino si trasformerà in un luogo di incontro e partecipazione, con tornei sportivi, laboratori, spettacoli musicali, animazione, area ristoro e la possibilità di campeggiare all’interno della struttura.

Tra le principali novità di quest’anno ci sono le “Olimpiadi della Solidarietà”, un nuovo format che accompagnerà le attività sportive della manifestazione. L’iniziativa si ispira ai valori più autentici dello sport, mettendo al centro la partecipazione, il rispetto, il fair play e la condivisione, con l’obiettivo di valorizzare l’incontro tra le persone prima ancora del risultato agonistico.

L’evento mantiene una forte finalità sociale e benefica. I fondi raccolti contribuiranno infatti a sostenere i progetti della Cittadella “Bea e Stefania” e le attività dedicate ai bambini affetti da malattie rare, promuovendo al tempo stesso una cultura dell’inclusione e della solidarietà.

“Woodstock in Cittadella è un evento sempre molto atteso dalla nostra città, perché capace di unire la passione per lo sport all’impegno sociale più profondo – ha dichiarato l’assessore allo Sport e al Tempo libero della Città di Torino, Domenico Carretta -. Quest’anno, con la bellissima novità delle Olimpiadi della Solidarietà, il quartiere Falchera lancia un messaggio potente: lo sport non è solo competizione, ma soprattutto inclusione, rispetto e voglia di stare insieme. Sostenere la Cittadella ‘Bea e Stefania’ e accendere i riflettori sul tema delle malattie rare attraverso lo sport è la prova di come Torino sappia fare squadra e mobilitarsi per una causa comune, riuscendo a trasformare un luogo abbandonato in uno spazio aperto a tutti, pieno di musica e di vita”.

“Woodstock in Cittadella Nida non è soltanto un evento musicale – dichiara il Presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto – ma un’esperienza di comunità che mette insieme persone, energie e idee. Come istituzione abbiamo il dovere di sostenere iniziative che generano partecipazione, inclusione e senso di appartenenza. La nostra Circoscrizione continuerà a essere al fianco di chi costruisce momenti di qualità per il territorio.Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare e a vivere insieme questa importante iniziativa.”

Dietro la manifestazione c’è il lavoro della NIDA, associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di sostenere bambini gravemente malati e famiglie in difficoltà. Proprio dall’incontro con la storia di Beatrice Naso, bambina affetta da una malattia rara, è nato il progetto della Cittadella “Bea e Stefania”, oggi diventata un punto di riferimento per lo sport, l’aggregazione e l’inclusione nella zona nord della città.

“Quella di quest’anno sarà un’edizione molto speciale e di Woodstock in cittadella, perché per la prima volta, avverrà sotto il nome ufficiale di Cittadella Bea e Stefania dopo la recente cerimonia di intitolazione del centro. Un’edizione speciale con tantissimi ingredienti per renderla unica: sport, musica, spettacolo, inclusione, laboratori, buon cibo, immersi nel verde e con la possibilità di campeggiare in un centro sportivo che quando sarà finito sarà tra i più belli in Italia. Come sempre guidati dalla mission NIDA, del fare del bene divertendosi. Woodstock è un evento fondamentale per far conoscere il progetto , raccogliere fondi e andare avanti con i lavori per finire il prima possibile e aiutare sempre più bambini gravemente malati. Quest’anno avremo graditi ospiti i bimbi di Casa Ugi e le loro famiglie, sarà bello mettere loro a disposizione quanto già realizzato fino ad ora“.