Si rafforza l’asse internazionale tra la Città di Torino e la Mongolia. Nella Sala Cortile di Palazzo Carignano, sede del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, è stata ufficialmente siglata la Lettera d’Intenti tra Torino e Kharkhorin, un atto istituzionale formale che prelude al rinnovo dell’Accordo di Collaborazione tra le due realtà urbane.
La firma è avvenuta alla presenza del Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, del Governatore di Kharkhorin, Bat-Erdene Byamba, già intervenuto alla sessione inaugurale degli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli Enti locali, e del Presidente del Consiglio Comunale della città mongola, Nendaram Perleibaatar. All’incontro ha preso parte anche il Cardinale Giorgio Marengo, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar, figura chiave di questo storico legame.
Il sindaco di Torino ha espresso grande emozione nel siglare l’atto, sottolineando come questo non rappresenti il punto di partenza, bensì la maturazione di un percorso di lungo corso: “Non si tratta dell’inizio di una nuova collaborazione – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo – ma della formalizzazione di un rapporto già esistente, forte e duraturo. Questo accordo funge da cornice istituzionale per un lavoro congiunto che va avanti da tempo tra Torino e la Mongolia, basti pensare a come le nostre istituzioni cittadine, a partire dall’Università di Torino e da altre realtà locali, operino in territorio mongolo ormai da moltissimi anni. L’auspicio è che questo legame possa diventare un patrimonio stabile e condiviso per la città”.
La firma del protocollo si è inserita nel contesto globale della Conferenza internazionale delle Città del Cibo degli Stati generali della Cooperazione internazionale degli enti locali tenutasi a Terra Madre Salone del Gusto, l’evento che ha portato a Torino i delegati di centoventi Paesi. Una vetrina che il Sindaco Lo Russo ha rivendicato con orgoglio, descrivendo una Torino specchio di grande apertura internazionale e centro di relazioni diplomatiche attive. Di fronte alla platea, Lo Russo ha lanciato un preciso messaggio istituzionale, strettamente legato allo spirito della manifestazione piemontese: “Oggi la diversità è spesso percepita come una minaccia, e si registra una tendenza attuale a considerare la provenienza geografica o la nascita in un determinato Paese come una colpa o un problema. Questo accordo e l’evento Terra Madre ribadiscono invece l’esatto contrario: l’importanza dell’incontro tra culture come elemento di arricchimento comune. Questo approccio di mutua conoscenza e accoglienza si contrappone fermamente alle logiche di respingimento e ai conflitti culturali”.
Il Governatore di Kharkhorin, Bat-Erdene Byamba, ha accolto con profondo entusiasmo il rinnovo del patto, sottolineando il profondo valore simbolico e pratico che unisce le due comunità a dispetto della distanza geografica: “Siamo profondamente onorati di essere a Torino e di consolidare questa preziosa amicizia – ha dichiarato il Governatore –. La cooperazione con la Città di Torino e il sostegno offerto in questi anni dalle sue istituzioni sono per noi di fondamentale importanza. Condividiamo una storia importante come prime capitali dei nostri rispettivi Paesi e una configurazione geografica che ci ricorda le nostre radici ai piedi delle montagne. Questa firma non fa che suggellare un legame umano, scientifico e culturale che ha già dimostrato di portare frutti straordinari e che intendiamo ampliare con rinnovato slancio nei campi del turismo e della formazione”.
L’intervento del Cardinale Giorgio Marengo ha toccato corde profonde, personali e storiche, esprimendo una commossa gioia per un territorio a lui carissimo: “Sento un forte legame personale con la regione di Kharkhorin, dove ho trascorso ben 14 anni sui 23 complessivi vissuti in Mongolia – ha confidato il Cardinale, rivolgendo un ringraziamento formale al Sindaco Lo Russo per aver promosso la ripresa dell’accordo e al Governatore Bat-Erdene per la sua attiva partecipazione -. “La Città di Torino si conferma il protagonista principale di questo cammino di cooperazione internazionale. E grazie ad anni di impegno didattico e ricerche, i nostri archeologi del Centro Scavi dell’Università degli Studi di Torino hanno ottenuto il permesso di scavare in una valle vicina a Kharkhorin, portando alla luce un fondamentale insediamento del XIII secolo”.
La cooperazione tra le due città affonda le sue radici nell’incessante operato dei Missionari della Consolata di Torino in territorio mongolo. Il loro sostegno alla popolazione locale e le relazioni avviate con le autorità di Kharkhorin favorirono, nel 2015, la prima missione a Torino del sindaco mongolo in occasione del Forum locale sullo sviluppo locale, culminata poi nel primo storico Patto di collaborazione siglato il 9 novembre 2016. Una rete umana che il Cardinale Marengo ha voluto ringraziare sentitamente, citando la congregazione dei Missionari della Consolata, con una menzione specifica per Padre Piero De Maria per la passione dimostrata, e l’associazione missionaria “Sperare Insieme” guidata dal Presidente, Marco Palestro, per il ruolo attivo nel facilitare gli scambi bilaterali.
Il Patto intende favorire la collaborazione nel campo della cultura e del turismo, per lo sviluppo di progetti e corsi di formazione in ambito storico-archeologico e interreligioso. E la mostra sulla Mongolia, realizzata dal Mao di Torino “Zanabazar. The Wisdom of the Steppe. Capolavori del XVII secolo dal cuore della Mongolia”, dal 27 febbraio al 7 aprile scorsi, è solo un esempio di questa importante partnership.
Kharkhorin nasce come una cittadella medievale unica nel suo genere, storicamente caratterizzata dalla convivenza pacifica di diverse tradizioni religiose. Un patrimonio di tolleranza che si riflette pienamente nell’attuale cooperazione.
Nonostante le migliaia di chilometri di distanza, le analogie geografiche tra le due città restano sorprendenti: il nome Kharkhorin significa “Montagne Nere” ed essa sorge ai piedi del Khangai proprio come Torino si sviluppa ai piedi delle Alpi. Entrambe, inoltre, condividono il destino storico di essere state le prime capitali dei rispettivi Stati (l’Impero mongolo di Gengis Khan e il Regno d’Italia). Oggi la Mongolia è un paese prioritario per la Cooperazione italiana e i nuovi accordi rilanceranno i flussi turistici e culturali, promuovendo progetti in ambito storico-archeologico e interreligioso. Durante il soggiorno a Torino, la delegazione mongola ha già incontrato i Missionari della Consolata, il Direttore del MAO (Museo d’Arte Orientale) Davide Quadrio e i rappresentanti del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino (CRAST).



