La creatività rifà il look ai territori: a Torino il Forum delle Città Creative Unesco

Come possono l’arte, il design e le tradizioni locali trasformare concretamente il volto e l’economia delle nostre città? La risposta è arrivata questa mattina dai padiglioni del MAcA (Museo A come Ambiente), dove si è tenuto il Forum Italiano delle Città Creative UNESCO, uno degli eventi chiave della prima edizione pilota di “Torino Design City 2026 – Transizioni Tangibili”.

Il forum, curato dal Circolo del Design in collaborazione con il Politecnico di Torino e promosso dalla Città di Torino, ha riunito una delegazione delle eccellenze italiane della rete UNESCO per un confronto sulle migliori pratiche di sviluppo territoriale. Sotto la lente dei relatori, la necessità di non considerare la prestigiosa designazione internazionale come un semplice “bollino”, bensì come un vero e proprio motore di rigenerazione culturale, sociale ed economica.

L’Assessora alla Cultura della Città di Torino, Rosanna Purchia, ha voluto sottolineare l’importanza strategica della continuità della nomina a dodici anni dal primo riconoscimento, evidenziando come il riconoscimento di Torino come Città Creativa UNESCO del Design valorizzi la vocazione internazionale della città e come l’appuntamento biennale di Torino Design City unisca identità industriale, ricerca e cultura: “Accogliere a Torino il Forum Italiano delle Città Creative UNESCO ha significato confermare il ruolo della creatività come strumento per affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo. Le città della rete rappresentano laboratori di innovazione capaci di generare sviluppo sostenibile, partecipazione e nuove opportunità per le comunità. Mettere in dialogo queste esperienze ci permette di costruire insieme una visione condivisa del futuro dei nostri territori”.

A sottolineare il valore strategico della sinergia accademica e territoriale è intervenuta anche la Vicerettrice per la comunicazione e promozione del Politecnico di Torino, Silvia Barbero: “Le reti sono una risorsa fondamentale per condividere esperienze, valorizzare le specificità dei territori e generare nuove opportunità di collaborazione. Con la Città di Torino abbiamo avviato un percorso volto a facilitare le relazioni tra le diverse realtà, in città e a livello nazionale e internazionale, mettendo a disposizione le competenze del Politecnico di Torino nel campo del design. Un contributo che attraversa tutte e tre le missioni dell’Ateneo, formazione, ricerca e terza missione, per trasformare le connessioni in progettualità concrete e fare del design una leva di innovazione per i territori”.

Guidata dall’esperto di city making Stefano Daelli (dell’agenzia FROM), la sessione ha visto sfilare i delegati di diverse città italiane, che hanno condiviso le proprie strategie post-nomina suddivise in macro-aree d’eccellenza.

Sull’asse del Gusto le città di Alba, Bergamo e Parma hanno illustrato come la Gastronomia possa ridefinire le filiere agroalimentari in chiave turistica e sostenibile. Biella, Carrara, Como, Fabriano e Faenza hanno messo al centro il rilancio industriale e formativo legato ad Artigianato e Arti Popolari. Mentre La Spezia e la stessa Torino hanno dialogato sull’impatto del Design nella pianificazione degli spazi pubblici.

Parlare di design a Torino oggi significa affrontare i grandi nodi della contemporaneità. La scelta di svolgere l’incontro al MAcA – cuore pulsante di un’area simbolo di rigenerazione urbana come Parco Dora – ne è la prova tangibile. La transizione ecologica, tema portante di questa edizione intitolata “Transizioni Tangibili”, necessita infatti della progettualità e del metodo del design per tradursi in soluzioni reali, accessibili e condivise per i cittadini.

La giornata ha permesso di approfondire le prospettive future della collaborazione tra le città italiane della rete UNESCO, ponendo le basi per nuove progettualità condivise a livello nazionale e internazionale.

A valorizzare l’incontro è stato anche il Creative HUB, allestito sempre presso il MAcA nell’ambito di Transizioni Tangibili. Nato da una call dedicata ai temi della sostenibilità e della cooperazione tra territori creativi, lo spazio ospita una selezione di progetti, experiences e visioni presentati da 10 Città Creative UNESCO (3 italiane e 7 internazionali). Il Creative HUB si conferma così come una vetrina concreta di come la creatività possa generare innovazione, offrendo ai visitatori un’ulteriore occasione di scambio, visibilità e networking in linea con gli obiettivi globali dell’UNESCO.

Il Forum si è chiuso con la conferma di una forte volontà di collaborazione: l’obiettivo comune delle delegazioni italiane è ora quello di consolidare una roadmap nazionale capace di far dialogare in modo permanente le diverse comunità creative, rendendo la rete UNESCO uno strumento stabile di cooperazione istituzionale e di sviluppo per il Paese.

La Rete delle Città Creative UNESCO

Istituita nel 2004, la Rete promuove la cooperazione tra le città che identificano nella creatività un fattore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, incoraggiando lo scambio di conoscenze, esperienze e buone pratiche a livello globale.