Affidamento familiare, la Città aumenta i contributi e rafforza la collaborazione con l’Asl

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, ha approvato nel corso dell’ultima seduta una delibera che prevede un aumento dei contributi destinati alle famiglie affidatarie e un nuovo accordo di collaborazione con l’ASL Città di Torino per rafforzare il sistema cittadino degli affidamenti familiari. Il provvedimento, che entrerà in vigore dal mese di novembre 2026, punta a sostenere maggiormente le famiglie che accolgono minori in situazioni di fragilità e a rafforzare la collaborazione tra servizi sociali e sanitari lungo tutte le fasi dell’affido.

Dopo oltre un decennio dall’ultima revisione organica delle quote economiche, la Città aumenta i rimborsi spese riconosciuti alle famiglie affidatarie per adeguarli all’aumento del costo della vita e ai bisogni sempre più complessi dei minori accolti. Gli incrementi variano dal 10 al 21 per cento a seconda della tipologia di affidamento.

Per gli affidamenti residenziali a terzi i contributi mensili passeranno da un minimo di 413 a 500 euro e da un massimo di 826 a 910 euro, mentre per gli affidamenti a parenti entro il quarto grado gli importi saranno adeguati da 266 a 320 euro e da 578 a 660 euro. Sono inoltre previsti 850 euro al mese per il Progetto Neonati, in aumento rispetto agli attuali 760 euro, e 920 euro per gli affidamenti in emergenza e per le famiglie comunità, rispetto agli attuali 831 euro. Vengono inoltre rivalutati i contributi destinati ai percorsi di affidamento genitore-bambino e agli interventi di sostegno nelle situazioni più complesse.

Accanto all’incremento delle quote economiche, la delibera introduce un nuovo accordo triennale tra Comune e ASL per la gestione integrata degli affidamenti familiari. L’intesa prevede una struttura stabile dedicata agli affidi, composta dagli operatori della Casa dell’Affidamento e da un’équipe socio-sanitaria permanente con assistenti sociali, educatori e psicologi afferenti ai due enti pubblici.

“Con questo provvedimento aumentiamo i contributi destinati alle famiglie affidatarie e rafforziamo il sistema cittadino dell’affidamento familiare attraverso una collaborazione ancora più stretta tra l’Amministrazione comunale e l’ASL – dichiara Jacopo Rosatelli, Assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. L’affidamento rappresenta una risorsa preziosa per garantire a bambine, bambini e adolescenti il diritto a crescere in un contesto familiare quando la propria famiglia attraversa una fase di difficoltà. Per questo abbiamo scelto di investire sia sul sostegno economico alle famiglie che accolgono, sia sulla qualità degli interventi di accompagnamento e supporto, e in questa direzione il nuovo accordo con l’ASL ci consentirà di offrire una presa in carico più integrata. È un investimento concreto sui diritti dei minori e sulla capacità della comunità torinese di prendersi cura delle situazioni di maggiore fragilità”.

“Con questo accordo compiamo un significativo passo in avanti verso un necessario efficientamento del sistema di tutela dei minori sul nostro territorio – afferma Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Città di Torino -. Affidando la regia metodologica e organizzativa alla nostra S.C. Psicologia Aziendale, integriamo in modo più strutturato le competenze cliniche dell’ASL Città di Torino con la rete dei Servizi Sociali della Città di Torino, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi e garantire una maggiore omogeneità nelle valutazioni.  Rendere il sistema più efficiente significa rendere l’azione pubblica più appropriata e tempestiva: un supporto psicologico mirato alla genitorialità e alla valutazione dei percorsi d’affido ci consente di prevenire dove possibile le situazioni critiche e contenere il ricorso agli inserimenti in struttura residenziale, tenendo sempre come riferimento primario la tutela del minore”.

Tra gli obiettivi principali dell’accordo figurano la prevenzione degli allontanamenti evitabili attraverso interventi precoci di sostegno alla genitorialità, il supporto alle famiglie d’origine per favorire, quando possibile, il rientro dei minori nel proprio nucleo familiare, la riduzione del rischio di interruzione degli affidamenti e il potenziamento dell’accoglienza familiare come alternativa al collocamento in comunità.

L’équipe integrata si occuperà della promozione dell’affido, della selezione e valutazione delle famiglie disponibili all’accoglienza, del sostegno psicologico ai minori e dell’accompagnamento delle famiglie affidatarie durante tutto il percorso. Particolare attenzione sarà riservata ai bisogni emotivi e relazionali dei bambini e dei ragazzi accolti.

Per garantire uniformità e qualità degli interventi sarà inoltre istituito un Tavolo interistituzionale di governance composto da Comune e ASL, incaricato di monitorare i risultati, aggiornare i protocolli operativi e verificare periodicamente l’efficacia del sistema.

Al 31 dicembre 2025 risultavano attivi a Torino 240 affidamenti residenziali, di cui 149 eterofamiliari (130 giudiziali e 19 consensuali) e 91 intrafamiliari (82 giudiziali e 9 consensuali). Tra gli affidamenti residenziali, 31 riguardavano inserimenti in famiglie comunità, 38 erano riferiti al progetto neonati e 65 a minori con disabilità. Nello stesso periodo erano inoltre attivi 111 affidamenti di minori stranieri non accompagnati a parenti o connazionali. I minori inseriti in strutture residenziali, in Piemonte e fuori regione, erano complessivamente 342, di cui 186 minori stranieri non accompagnati e 156 non MSNA.