First Place, un nuovo spazio per l’autonomia abitativa e l’inclusione a Barriera di Milano

Taglio del nastro questa mattina per “First Place”, il nuovo spazio di accoglienza abitativa di via Sordevolo 1 dedicato alla costruzione di percorsi di autonomia e inclusione per persone con disabilità e per persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità e vulnerabilità abitativa.

L’intervento è stato realizzato grazie a un investimento complessivo di oltre 700mila euro, di cui 509mila euro finanziati dal PNRR (Missione 5 “Inclusione e coesione”, componente 2, investimento 1.2 e 1.3) e 200mila euro di cofinanziamento da parte dell’ente gestore, nell’ambito delle linee di intervento dedicate ai Percorsi di autonomia per persone con disabilità e all’Housing First.

Il progetto è stato sviluppato dalla Città di Torino insieme a Nanà Cooperativa Sociale, ente gestore e capofila, in partenariato con Homes4All S.r.l. Società Benefit, che ha curato la progettazione e il coordinamento dell’intervento di riqualificazione dell’immobile, e all’associazione Acmos, il cui contributo si è focalizzato su attività di animazione territoriale e di costruzione della comunità con il coinvolgimento del quartiere e delle reti sociali locali.

Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, la direttrice del Dipartimento Servizi sociali e abitativi Monica Lo Cascio e la presidente di Nanà Cooperativa Sociale Isabella Spezzano.

“Oggi – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – inauguriamo uno dei numerosi progetti messi in campo grazie ai fondi del Pnrr per rendere Torino una città sempre più solidale e attenta ai bisogni di chi è più fragile. In questo luogo, in particolare, abbiamo restituito spazi che erano dismessi alla collettività rispondendo alla necessità di una sistemazione abitativa di famiglie in un momento di difficoltà e persone con disabilità che desideravano intraprendere un percorso di vita autonoma. Veder nascere questi progetti è motivo d’orgoglio per l’amministrazione e per tutti coloro che hanno lavorato affinché potessero diventare realtà”.

“Con il recupero di un intero edificio e di sette appartamenti – ha affermato la vicesindaca Michela Favaro -, il progetto First Place getta le basi per proporre percorsi di autonomia abitativa capaci di dare dignità a donne, uomini e famiglie che, nonostante disabilità o vulnerabilità, reclamano indipendenza e autosufficienza. Anche in questo caso, la collaborazione tra istituzioni ed enti del Terzo Settore si conferma un valore aggiunto imprescindibile, capace di offrire opportunità a chi ne ha bisogno”.

“Il nuovo spazio in Barriera di Milano – ha sottolineato l’assessore Jacopo Rosatelli – consentirà di ampliare ulteriormente le opportunità di inclusione e di autonomia per famiglie e singoli in situazione di emergenza abitativa, rafforzando al tempo stesso il protagonismo delle persone coinvolte e il legame con il quartiere. Questo intervento si inserisce nel più ampio quadro del Piano di Inclusione Sociale della Città, che punta a sviluppare risposte sempre più diffuse e integrate nei territori. Luoghi come questo dimostrano che costruire comunità inclusive significa investire nelle relazioni, nella partecipazione e nella possibilità per ciascuno di trovare il proprio posto nella città”.

“La riqualificazione di via Sordevolo e l’avvio della sperimentazione di una coabitazione – hanno detto Isabella Spezzano, presidente di Nanà Cooperativa, e Mario Montalcini, amministratore delegato di Homes4All – ha permesso di tornare ad abitare e animare uno stabile per lungo tempo rimasto vuoto e costruire un lavoro di rete con le realtà associative presenti lungo la via e nel quartiere per offrire l’opportunità di servizi di sportello e accompagnamento alla cittadinanza in risposta ai bisogni del territorio. Ringraziamo tutti gli enti e gli operatori che hanno contributo a questo grande risultato. Da adesso in poi il nostro impegno sarà dedicato a rendere tutto questo sostenibile nel lungo periodo”.

La riqualificazione ha interessato l’intero edificio di via Sordevolo, trasformando un immobile in stato di obsolescenza in una struttura dedicata all’abitare sociale e all’inclusione. Gli interventi hanno riguardato il recupero edilizio dell’edificio, l’adeguamento degli impianti, il miglioramento dell’accessibilità e l’efficientamento energetico. La nuova configurazione degli spazi ha consentito la realizzazione di sette unità abitative e di un’area comune destinata alle attività collettive e all’apertura verso il territorio.

Gli alloggi sono stati progettati e realizzati per rispondere a differenti livelli di autonomia dei beneficiari, tra persone con disabilità, singoli o nuclei familiari. Al termine della riqualificazione, lo scorso mese di settembre, sempre grazie alle risorse del Pnrr è partita la fase di start-up del progetto che ha coinvolto 14 persone con l’obiettivo di supportarle in percorsi personalizzati di crescita attraverso un progetto personalizzato e mirato al recupero dell’autonomia che pone l’abitazione come primo strumento di inclusione.

La gestione del percorso si è fondata sul lavoro di un’équipe multidisciplinare e sulla collaborazione con il terzo settore, favorendo la costruzione di reti territoriali e l’accesso ai servizi. Le attività hanno previsto in questi mesi la presa in carico individualizzata, il supporto nella gestione dell’abitare, il coordinamento dei servizi, il rafforzamento delle competenze personali e relazionali e l’attivazione di percorsi di accompagnamento verso l’autonomia. Particolare attenzione è stata dedicata anche allo sviluppo di strumenti di mediazione abitativa, al fine di favorire il successivo inserimento stabile dei beneficiari in contesti abitativi sul mercato immobiliare.

La fase sperimentale si è conclusa con il reinserimento abitativo in nuovi contesti di alcuni dei beneficiari. Gli altri, insieme a nuove persone in condizioni di fragilità abitativa, restano ospiti della struttura di via Sordevolo la cui gestione proseguirà in continuità con il percorso avviato attraverso il progetto RE.SI.NA (Relazioni – Sicurezza – Nuova Autonomia), un modello di gestione per la coabitazione di persone e famiglie in situazione di fragilità ed emergenza abitativa. Negli spazi comuni del complesso sarà anche attivo uno sportello dedicato all’abitare, ai servizi di patronato e a quelli di educazione finanziaria, che sarà aperto settimanalmente a tutta la comunità cittadina.