Con il completamento del nuovo impianto fotovoltaico e del sistema di accumulo energetico, il deposito Gerbido di GTT aggiunge un nuovo tassello al percorso di transizione energetica del trasporto pubblico torinese.
Sono stati presentati oggi gli interventi che realizzano un sistema integrato di produzione e accumulo di energia destinato alla ricarica dei mezzi elettrici. Un progetto che mette insieme fotovoltaico, batterie di accumulo e infrastrutture di ricarica con l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni e limitare l’esposizione ai costi dell’energia.
“Il contesto macroeconomico attuale ci pone di fronte a sfide senza precedenti: l’impennata dei costi energetici e, in particolare, il persistente caro gasolio gravano pesantemente sui bilanci del trasporto pubblico locale, rendendo non più rimandabile un cambio di paradigma – ha sottolineato il presidente di GTT Antonio Fenoglio – In questo scenario critico, l’efficienza energetica e l’autonomia produttiva non sono solo scelte ecologiche, ma necessità industriali per garantire la sostenibilità del servizio. Il completamento dell’impianto integrato del Gerbido dimostra l’impegno concreto e determinato di GTT nel guidare la transizione energetica verso una flotta totalmente elettrica”.

“L’intervento realizzato al deposito Gerbido dimostra come la transizione ecologica a Torino si traduca in azioni capaci di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e qualità del servizio – ha dichiarato l’assessora alla Mobilità e alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta – Grazie ai fondi PNRR e in linea con l’indirizzo della Città, GTT sta completando il rinnovo della flotta e lavora parallelamente all’estensione delle infrastrutture di ricarica. L’obiettivo prioritario è migliorare l’affidabilità del servizio per i cittadini, riducendo i consumi e migliorando la qualità dell’aria nei nostri quartieri”.
Gli interventi al Gerbido sono stati realizzati grazie ai fondi del PNRR, nell’ambito del piano che ha finanziato l’acquisto di 248 autobus elettrici e la realizzazione di 243 punti di ricarica nei depositi aziendali e ai capolinea. Per il solo impianto del Gerbido, tra fotovoltaico e sistema di accumulo, l’investimento complessivo è stato di circa 3,5 milioni di euro.
L’impianto fotovoltaico, che completa la copertura del deposito, produrrà ogni anno circa 800mila chilowattora di energia pulita, equivalenti ai consumi annuali di 300 famiglie. Un risultato che permetterà di evitare ogni anno l’emissione di circa 280 tonnellate di CO2, pari alla capacità di assorbimento di oltre 2.300 platani.

Accanto al fotovoltaico è stato realizzato un sistema di accumulo elettrochimico da 4.500 chilowattora. I due impianti lavorano in sinergia: durante il giorno l’energia prodotta alimenta direttamente le colonnine di ricarica dei bus elettrici, mentre quella non utilizzata viene immagazzinata e resa disponibile nelle ore notturne. In questo modo il deposito riesce a coprire in autonomia circa il 25% del fabbisogno energetico per la ricarica dei mezzi, percentuale che potrebbe salire fino al 35% con la futura realizzazione di pensiline fotovoltaiche sulle aree di sosta.
Il deposito Gerbido dispone oggi di 25 colonnine doppie da 120 kW, per un totale di 50 punti di ricarica, in grado di servire contemporaneamente due autobus. Il sistema di accumulo garantisce inoltre continuità operativa anche in caso di criticità della rete elettrica cittadina.
Il piano di rinnovo della flotta e delle infrastrutture prosegue anche negli altri depositi GTT. Sono in corso interventi al deposito Nizza, San Paolo e Venaria, oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture di ricarica ai capolinea Sofia, Caio Mario, Artom, Marsigli, Corradino e Porta Susa, che si aggiungono agli impianti già presenti al Gerbido, Tortona e corso Novara.
A maggio 2026 GTT conta 313 mezzi elettrici, pari al 40% dell’intera flotta aziendale. Nel solo deposito Gerbido operano 79 autobus elettrici BYD da 12 metri. Gli investimenti degli ultimi anni hanno inoltre ridotto sensibilmente l’età media della flotta: dagli 8,6 anni del 2024 ai 6,5 del 2025, con una previsione di ulteriore discesa a 5,4 anni entro il 2026, un dato nettamente inferiore rispetto alla media nazionale stimata da ASSTRA, pari a 9,4 anni.
