Riunita al Grattacielo Piemonte la Conferenza di copianificazione del nuovo Piano Regolatore di Torino

Si è tenuta oggi al Centro Congressi della Regione Piemonte la prima seduta della seconda Conferenza di copianificazione e valutazione sul nuovo Piano Regolatore Generale della Città di Torino. La conferenza è prevista dalle procedure innovative di gestione delle procedure urbanistiche previste dalla legge Cresci Piemonte, approvata dalla Regione lo scorso febbraio ed è stata indetta per l’esame della Proposta Tecnica del Progetto Definitivo del nuovo Piano Regolatore, adottata il 1° settembre scorso da parte della Giunta comunale.

Alla Conferenza partecipano, con diritto di voto, la Città di Torino, la Città metropolitana di Torino, la Regione Piemonte e la Soprintendenza. Prendono inoltre parte ai lavori, senza diritto di voto, i soggetti competenti in materia ambientale e le altre amministrazioni la cui partecipazione è ritenuta necessaria ai fini della copianificazione.

“Oggi applichiamo una legge, il “Cresci Piemonte”, che abbiamo voluto per semplificare e velocizzare le procedure urbanistiche – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore all’Urbanistica Marco Gallo – Il “Cresci Piemonte”, che è la mia giunta il mio consiglio hanno approvato nel febbraio del 2026, ha infatti istituito la cabina di regia che, grazie al lavoro di confronto tecnico, consente di dimezzare i tempi per le fasi finali dell’approvazione dei piani regolatori, e in questo caso quello del Comune di Torino.

La Regione si limita a un controllo di rispetto normativo di compatibilità con i piani urbanistici sovraordinati, fa da arbitro ma non entra nel merito delle scelte del singolo comune come invece avveniva in passato. Con il “Cresci Piemonte” dimezziamo i tempi di approvazione e istituiamo il “silenzio-assenso” con l’obiettivo di dare tempi certi e procedure snelle nell’iter di approvazione di atti complessi come i piani regolatori.  Tempi certi e garanzie certe sono il presupposto per uno sviluppo reale di una città: i cittadini vogliono sapere quando e in quanto tempo possono avere un’autorizzazione urbanistica, lo vogliono sapere soprattutto le imprese, ma lo vogliono sapere anche gli operatori pubblici per attuare la propria pianificazione. Siamo quindi molto soddisfatti perché, grazie al “Cresci Piemonte”, oggi diamo dimostrazione di efficienza amministrativa”.

“Il Piano Regolatore vigente – dichiara il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo  – ha accompagnato Torino per oltre trent’anni, in una fase di profonde trasformazioni della città; oggi il nuovo Piano nasce per governare le trasformazioni dei prossimi decenni, dentro un contesto urbano, ambientale, sociale ed economico profondamente cambiato. Il nuovo Piano Regolatore si caratterizza per cinque scelte fondamentali. La prima è la rigenerazione: trasformare e riutilizzare il costruito, valorizzando la città esistente e limitando il consumo di nuovo suolo. La seconda è la sostenibilità ambientale, facendo entrare in modo strutturale nella pianificazione il clima, il verde, l’acqua, la qualità dell’aria e i sistemi ecologici. La terza è la prossimità: i trentaquattro quartieri diventano la scala su cui potenziare i servizi pubblici, migliorare gli spazi e la qualità urbana e sostenere il commercio di prossimità. La quarta è l’accessibilità, con il trasporto pubblico al centro della pianificazione: le trasformazioni vengono orientate verso le aree servite dalla metropolitana, dal Sistema Ferroviario Metropolitano e dalle principali reti del trasporto pubblico, favorendo al tempo stesso la mobilità sostenibile. Infine, una forte regia pubblica, accompagnata da regole e tempi certi per il rilancio degli investimenti. Vogliamo un quadro di regole chiare, stabilite in anticipo, procedure più snelle e tempi più rapidi, per rendere Torino più capace di attrarre investimenti privati e orientarli verso gli obiettivi di interesse generale. Anche la perequazione urbanistica va in questa direzione: fare in modo che il valore prodotto dalle trasformazioni contribuisca alla città pubblica, alla qualità dei quartieri e a contenere i rischi di squilibrio e gentrificazione. È quindi un Piano che tiene insieme qualità ambientale e sviluppo, trasformazione urbana e qualità della vita nei quartieri. Un Piano che guarda al medio-lungo periodo, sostiene la capacità di attrarre investimenti e li inserisce dentro una visione complessiva di interesse pubblico”.

La Conferenza è la sede in cui le parti competenti esaminano il Piano insieme al Comune che lo propone. Ciascun ente si esprime per la propria competenza: la conformità alla normativa vigente, la coerenza con la pianificazione sovraordinata, la sostenibilità ambientale e territoriale del progetto. Importanti innovazioni sull’andamento della Conferenza sono state apportate dal Consiglio regionale, per la Città di Torino e per i capoluoghi di provincia, con la legge regionale 5/2026 cosiddetta “Cresci Piemonte”. La Città di Torino ha infatti fruito della “cabina di regia”, sede in cui ha potuto confrontarsi con gli enti partecipanti prima della redazione della Proposta Tecnica di Progetto Definitivo e fruisce dei tempi ridotti per la Conferenza. Questa si esprimerà sulla Proposta Tecnica entro sessanta giorni dalla trasmissione della convocazione.

Le 875 osservazioni pervenute nei sessanta giorni di pubblicazione del Progetto Preliminare sono state oggetto di valutazione puntuale da parte della Giunta comunale e sono confluite nella Proposta Tecnica del Progetto Definitivo insieme al fascicolo di controdeduzioni e all’aggiornamento degli elaborati. La pronuncia formale su ciascuna osservazione è contenuto proprio dell’atto conclusivo di approvazione che dovrà essere approvato dal Consiglio comunale.

A conclusione dei lavori della Conferenza dovrà essere espresso, entro quarantacinque giorni, il parere motivato relativo alla Valutazione Ambientale Strategica da parte dell’Organo Tecnico Comunale. La Città procederà quindi alla revisione della Proposta Tecnica per formare il Progetto Definitivo, che la Giunta sottoporrà infine al Consiglio Comunale per l’approvazione.