A Torino il nuovo Piano Regolatore apre una partita concreta: regole, investimenti e valore immobiliare. Questa mattina, nella sede dell’Unione Industriali, il dibattito è uscito dal perimetro tecnico ed è diventato confronto diretto tra istituzioni, professionisti e rappresentanze della proprietà. Il titolo del convegno “La casa al centro del cambiamento” non è una formula di rito. Dentro c’è l’ossatura della trasformazione urbana: qualità dell’abitare, riuso degli spazi dismessi, transizione energetica, nuove infrastrutture, mobilità. Ma soprattutto c’è una domanda che resta aperta: come si traduce tutto questo in valore concreto, economico e sociale?
A promuovere l’incontro l’Associazione Proprietà Edilizia di Torino e ad aprire i lavori, il presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, mentre il passaggio istituzionale sul Piano è sttao affidato a Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica, Edilizia privata e Grandi Progetti della Città di Torino.
Al centro della mattinata, la tavola rotonda “Visioni a confronto: il futuro della casa tra istituzioni, esperti e protagonisti del territorio”. Più che una riflessione formale, un confronto diretto tra chi, la città, la progetta, la costruisce e la intermedia. A moderare Annarosa Penna, presidente di APE Confedilizia Torino.
Tra gli interventi Roberta Ingaramo, presidente Ordine Architetti PPC Torino, Luisa Roccia, presidente Collegio Geometri Torino, Giorgio Sandrone, consigliere Ordine degli Ingegneri di Torino, Claudia Gallipoli, presidente FIAIP Torino, Davide Zannotti, responsabile Territorio e Infrastrutture Unione Industriali Torino, Marco Rosso, presidente Commissione Rigenerazione e Sostenibilità Urbana ANCE Torino e Massimiliano Fadin, segretario Chapter Piemonte Green Building Council Italia.
Torino sta aggiornando un Piano Regolatore che risale al 1995 e che per oltre trent’anni ha guidato lo sviluppo della città. Il nuovo progetto preliminare è stato adottato il 16 marzo 2026. Il passaggio che la città si prepara ad affrontare non è solo urbanistico. È un riassetto più ampio, in cui pianificazione, vincoli e opportunità devono trovare una sintesi credibile. E dove la casa torna ad essere il punto di snodo: non è più una questione di visione, ma di tenuta tra obblighi, costi e valore.
“Il convegno odierno – commenta Annarosa Penna, Presidente APE Confedilizia Torino – è stato pensato ritenendo di estrema rilevanza il processo cui è pervenuta la Città di Torino e che ha portato all’approvazione il 16 marzo scorso del Progetto preliminare della variante generale del Piano Regolatore. Il Piano è il principale strumento dell’amministrazione comunale per governare l’assetto del territorio e le sue trasformazioni, nell’ultimo trentennio ha permesso l’affrancamento di Torino dalla rappresentazione monoculturale di città-fabbrica. Il nuovo PRG per quanto emerge dal progetto preliminare è stato concepito per pensare la città del futuro”.
Giorgio Spaziani Testa, Presidente Nazionale Confedilizia ha affrontato in modo ampio e articolato alcune tematiche di carattere generale, soffermandosi in particolare su questioni di interesse e rilevanza nazionale e locale, offrendo una riflessione sul contesto attuale e sulle principali dinamiche in atto.
“Con il nuovo Piano Regolatore – afferma l’assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata e Grandi Progetti della Città di Torino Paolo Mazzoleni – la casa smette di essere un’unità isolata e torna al centro della trasformazione urbana. Il convegno ‘La casa al centro del cambiamento’ apre una discussione concreta, fatta di scelte misurabili per la città”. “Abbiamo lavorato su tre pilastri: – prosegue Mazzoleni – regole chiare, attrattività degli investimenti, valore sociale e immobiliare. La semplificazione normativa è la prima leva economica. Meno burocrazia significa tempi certi per imprese e cittadini, costi indiretti più bassi, cantieri fermi da troppo tempo che ripartono. Il nuovo Piano crea le condizioni per attrarre capitali, pubblici e privati: con incentivi alla rigenerazione e alla sostenibilità, Torino diventa competitiva per chi cerca stabilità e visione di lungo periodo. Il valore di una casa non è solo nelle sue mura, ma nel quartiere intorno. Rigenerare i quartieri, potenziare i servizi, migliorare l’efficienza energetica significa due cose insieme: proteggere il risparmio delle famiglie e garantire il diritto all’abitare con un’offerta diversificata”. “La nostra sfida – conclude l’assessore – è tradurre il Piano in benessere reale: una città più inclusiva, dove equità e mercato immobiliare camminano insieme, e dove la ricchezza che si genera resta sul territorio e migliora la vita di tutti”.


