La scuola secondaria di primo grado di via Cavagnolo, da oggi, ha un nome e un’identità forte. Con una cerimonia svoltasi questa mattina, che ha unito l’intera comunità del territorio, il plesso scolastico è stato ufficialmente intitolato ad Angiola Minella Molinari, una delle 21 madri costituenti italiane e figura chiave nella storia dei diritti dell’infanzia. Un traguardo che non è solo un atto formale, ma il punto d’arrivo di un lungo percorso di riscatto e partecipazione che ha visto collaborare istituzioni, insegnanti e famiglie, accompagnato dai momenti musicali e dalle note appassionate di “Bella Ciao” eseguite con orgoglio dagli studenti dell’istituto.
Il cammino che ha portato a questa giornata affonda le radici in un momento complesso per l’istituto che la comunità ha deciso di superare facendo squadra. È stato, infatti, avviato un piano straordinario di valorizzazione attraverso open day, volantini e una comunicazione mirata, sono state messe in luce l’eccellenza didattica e la profonda qualità umana che da sempre caratterizzano questa realtà. In questo percorso di rinascita, però, è emerso un vuoto: alla scuola mancava un nome, un simbolo che ne definisse l’identità. A differenza della toponomastica cittadina, le scuole seguono un iter autonomo, dove è la stessa comunità scolastica a scegliere il proprio nome per poi farlo convalidare. La scelta è caduta con convinzione su Angiola Minella Molinari, legando così indissolubilmente l’istituto alla storia del territorio e del Paese. La Circoscrizione 6 aveva già dedicato in passato una piazza a Teresa Noce, la prima piazza in Italia intitolata a una madre costituente.
A dare il benvenuto ai presenti è stato il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci, Antonio Balestra, che ha aperto la cerimonia salutando il sindaco Stefanio Lo Russo, l’assessora Carlotta Salerno, il presidente della circoscrizione 6 Valerio Lomanto, le insegnanti e gli studenti, definendo la giornata come un momento storico di festa e coesione per l’intero istituto: “Intitolare una scuola non è un semplice gesto formale – ha detto il dirigente scolastico – significa compiere una scelta precisa che orienta il futuro delle nuove generazioni. Questa decisione, presa con coraggio dalle precedenti dirigenti e dal Consiglio d’Istituto, ci consegna una grandissima responsabilità. Angiola Minella Molinari è stata una partigiana antifascista, una delle ventuno donne elette nell’Assemblea Costituente e poi parlamentare. È l’esempio perfetto di chi scelse di non essere indifferente. La democrazia si costruisce così, rinunciando all’indifferenza e offrendo a tutti le stesse possibilità. Penso a due articoli della Costituzione: l’articolo 3, che sancisce la pari dignità di ogni persona, e l’articolo 34. Il suo incipit, ‘La scuola è aperta a tutti’, è così bello che, scherzando, direi che me lo farei tatuare sul braccio. Ma essere una scuola aperta non significa solo spalancare i portoni: significa fare in modo che chiunque entri partecipi davvero alla comunità. Questo è il miracolo che i nostri insegnanti e il personale compiono ogni giorno”.
La cerimonia ha assunto un profondo significato sociale, ponendo al centro il ruolo della scuola pubblica come motore di emancipazione. Nel suo intervento istituzionale, il sindaco Stefano Lo Russo ha voluto riprendere e rilanciare i principi costituzionali: “Intitoliamo la scuola a una grande donna torinese che ha lottato per la libertà e ha scritto la nostra Costituzione. Oggi il richiamo all’articolo 34 sollevato dal dirigente Balestra è fondamentale: la scuola è aperta a tutti e le istituzioni hanno il dovere di rimuovere le barriere per garantire un’istruzione di qualità. In un momento storico in cui torna, purtroppo, di moda sostenere che non tutti i bambini siano uguali, la vita di Angiola Minella ci ricorda che libertà, uguaglianza e democrazia sono valori non negoziabili. Questo nome è un segnale per i ragazzi, ma soprattutto una responsabilità per noi adulti, famiglie, educatori e amministratori. Dobbiamo far sentire i giovani accolti e dare loro una prospettiva di futuro. L’Italia ha storicamente investito nella scuola pubblica per offrire opportunità a chi partiva da contesti svantaggiati; oggi abbiamo il dovere di restituire questa stessa possibilità alle nuove generazioni, anche grazie agli importanti investimenti realizzati in questi anni con le risorse del PNRR per rendere le nostre scuole più belle e sicure. Voglio ringraziare il Consiglio d’Istituto, chi ha promosso l’iniziativa, il dirigente Balestra per le sue bellissime parole e un grazie speciale all’assessora Carlotta Salerno, una risorsa preziosa per me e per tutta la città. Viva la scuola Angiola Minella”.


A fare eco alle parole del primo cittadino è stata l’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno, che ha espresso il valore profondo di questa intitolazione per il presente e il futuro dell’istituto: “Intitolare questo plesso ad Angiola Minella significa far vivere ogni giorno i suoi valori all’interno delle aule. Questa diventa, oggi più che mai, una scuola di tutte e di tutti, un luogo aperto dove nessuno è straniero e dove la comunità cammina unita in un percorso condiviso. Il mio ringraziamento va a chi ha avviato questo prezioso lavoro negli anni e a chi lo porta avanti quotidianamente, dai dirigenti scolastici che si sono passati il testimone fino alle associazioni e a tutto il territorio. Questa straordinaria partecipazione è la prova tangibile di una comunità unita. Viva la scuola!”.


Anche se il maltempo e la pioggia battente hanno impedito lo svelamento formale della targa all’esterno, la mattinata ha rappresentato per gli studenti, per le famiglie e per tutta la comunità scolastica un segno importante di attenzione e vicinanza della Città e si è conclusa con uno spettacolo teatrale dei ragazzi, seguito da un piccolo rinfresco offerto a tutti i partecipanti.
Nonostante l’incertezza del tempo tra nuvole e pioggia, la scuola ha lasciato una certezza: custodirà un presidio di democrazia e libertà che porta il nome di chi ha speso la vita per proteggere il domani delle nuove generazioni.



