Ci sono parole che cambiano il corso della storia. Quelle stesse parole pronunciate nell’aula bunker di Palermo durante il maxiprocesso e che Pietro Grasso, Procuratore capo nel capoluogo siciliano e giudice a latere di quel processo, ha voluto raccontare nel suo ultimo libro dal titolo “U Maxi, dentro il processo a Cosa Nostra”.
Il libro è stato presentato, ieri pomeriggio, a Palazzo Civico, in Sala Carpanini, alla presenza della Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro e della Presidente del consiglio comunale di Torino Maria Grazia Grippo, durante l’incontro “Conversazione sulla legalità”, organizzato dalla Città metropolitana di Torino, in collaborazione con la Città di Torino, Libera Piemonte, Avviso Pubblico e Demea eventi culturali.
“Un libro che entra nell’aula bunker di Palermo e ci fa sedere in prima fila, là dove l’Italia ha smesso di tacere – spiega l’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso – Il maxiprocesso non è stato soltanto un evento giudiziario: è un romanzo nazionale di sangue e denaro, paure e resistenze, in cui la lingua delle carte si accende in scene, volti e voci. In questo libro la storia non cerca scorciatoie: distingue, scava, mette in fila i fatti e le parole, mostrando il punto esatto in cui la verità processuale incontra la verità storica”.
Pietro Grasso, uno dei suoi protagonisti, ricostruisce con rigore assoluto la trama fittissima che lega la guerra di mafia alle rotte internazionali dell’eroina, la provincia contadina alle alleanze con New York, gli sportelli bancari di Lugano ai cantieri del cemento palermitano. La narrazione segue il ritmo del dibattimento: l’ingresso dei parenti delle vittime, le deposizioni che si incrinano in silenzi, la dignità ferita di chi chiede solo giustizia.
Un libro che non poteva non essere presentato a Torino, una città fortemente impegnata sui temi dlela legalità e della giustizia come sottolinea nel suo intervento la Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro: “Siamo impegnati come Amministrazione a fornire strumenti affinché i valori di legalità e giustizia siano parte integrante della cultura dei cittadini, iniziando dai più giovani”.

“La legalità – ha aggiunto nel suo intervento la Presidente del consiglio comunale Maria Grazia Grippo – non deve essere un valore statico, ma una pratica da coltivare nel quotidiano. Dopo quarant’anni non dobbiamo smettere di pronunciare a voce alta ciò che si è imparato a conoscere e chiamare per nome”.

Pietro Grasso, prima della presentazione del libro, ieri pomeriggio, ha partecipato anche alla 5ª commissione “Legalità diritti delle persone private della libertà personale”, nella sala orologio di Palazzo civico come Presidente della Fondazione Scintille di futuro, alla presenza dei consiglieri comunali torinesi e dell’Assessore alla Legalità della città di Torino Marco Porcedda: “Qui Grasso ha potuto toccare con mano l’impostazione del lavoro e la postura che ci siamo dati come città sui temi della legalità e della giustizia – ha detto Porcedda – Promuoviamo il dibattito su questi temi per intervenire sul presente, lavorare con i giovani per costruire il futuro, dialogare e confrontarsi con gli studenti e i cittadini e tramandare la memoria, in linea con la Fondazione di Grasso”.




