Chi abiterà le case vuote? Il Festival di Architettura Torino indaga il futuro dell’abitare e dello spazio urbano

Dal 7 al 9 luglio 2026, in occasione dell’edizione 2026 del Festival di Architettura Torino, l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo a Torino, storico edificio oggi al centro di un processo di trasformazione e cambio di destinazione, riaprirà eccezionalmente le proprie porte a tutta la cittadinanza per ospitare l’inedita tre giorni promossa dalla Fondazione per l’architettura/Torino e dall’Ordine degli Architetti di Torino.

“Siamo molto contenti che il Festival di Architettura Torino abbia scelto come sua sede l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo, un luogo simbolico della nostra città che oggi vive una fase di trasformazione e di rilancio – afferma la Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro -. Torino è da sempre una città che riflette sul proprio futuro attraverso l’innovazione, la cultura e la qualità dello spazio urbano, e il tema scelto per questa edizione pone una domanda di grande attualità che riguarda il diritto all’abitare, la rigenerazione urbana e la costruzione di comunità inclusive. Sarà un’importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni, imprese e cittadini per immaginare insieme la città di domani. La scelta dell’Ex Mercato Ittico, patrimonio della Città di Torino, rafforza inoltre il valore di un percorso di riattivazione di uno spazio significativo nel cuore di Torino, confermando come la cultura e l’architettura possano essere strumenti fondamentali per accompagnare le trasformazioni urbane e sociali.

L’iniziativa è dedicata a un pubblico vasto di architetti e professionisti, ma intende intercettare e accompagnare tutti i cittadini interessati al tema dell’abitare. Il focus di quest’anno, infatti, prende le mosse dalla domanda “Chi abiterà le case vuote?”e si sviluppa attraverso incontri, talk, installazioni, laboratori e proiezioni dedicate a una delle questioni più urgenti del nostro tempo.

Il progetto è realizzato con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino e CNAPPC – Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori – con il contributo di Camera di Commercio e il sostegno di Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Idrocentro, Sikkens, Traiano Luce 73.

La location, che i visitatori potranno vedere allestita per l’occasione, presenta una decina di aree tematiche che affrontano prospettive diverse del titolo, ispirato a una raccolta di scritti  di uno dei più celebri architetti, designer e artisti italiani del Novecento: Ettore Sottsass. Una domanda, quella dell’architetto, attraverso la quale il vuoto delle case diventa uno spazio di possibilità e non di assenza, il segno visibile delle grandi trasformazioni socio economiche del nostro tempo: l’invecchiamento della popolazione, la crescita di nuclei familiari ristretti, la mobilità professionale e la crisi climatica. Fattori che contribuiscono alla ridefinizione del significato stesso dello spazio della casa e urbano, che modificano l’immagine delle grandi città europee e del mondo, mentre resta spesso secondaria la risposta a bisogni abitativi, accessibilità, sostenibilità e qualità della vita urbana.

Perciò, con crescente frequenza, il dibattito pubblico si interroga sul paradosso generato da questa dispersione: migliaia di edifici rimangono inutilizzati mentre cresce la domanda di alloggi accessibili, servizi di prossimità e nuove forme di vita comunitaria. In questa transizione, la spinta delle normative e le raccomandazioni dell’Housing Advisory Board della Commissione Europea evidenziano la necessità di considerare la casa come infrastruttura sociale fondamentale, promuovendo politiche capaci di integrare accessibilità, qualità e sostenibilità. Indagare queste istanze significa certamente, da un lato, costruire un quadro normativo moderno, capace di offrire tutele e valorizzare la funzione sociale dell’abitare. Dall’altro lato il tema dell’abitare contemporaneo non può essere letto solo come una questione esclusivamente sociale o emergenziale. Il tema delle case vuote rappresenta una straordinaria opportunità progettuale per attivare processi di rigenerazione sostenibile, capaci di generare valore culturale, sociale, economico e urbano.

Il Festival si offre così come il perno fondamentale di questa riflessione, che non si limita a stimolare domande, ma presenta casi studio applicati nel concreto. Attraverso una rete di connessioni che coinvolge Università e Istituzioni, l’evento offre una prima prospettiva sul tema attraverso le competenze di esperti, professionisti, urbanisti e progettisti internazionali. Grazie alla creazione di sinergie con città europee che stanno affrontando i medesimi scenari, l’evento attiva collaborazioni come punto di partenza per immaginare un futuro in grado di generare impatti positivi, sia sul piano sociale sia su quello economico, costruire conoscenza condivisa, e mettere in relazione ricerca, pratiche e politiche attraverso la produzione culturale.

L’apertura di questa edizione è affidata a Lorenzo Bellicini, Direttore del CRESME, Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato per l’Edilizia e il Territorio, il cui intervento inaugura un ricco calendario di appuntamenti che vedono, accanto a talk sull’intelligenza artificiale a supporto della lettura di scenari complessi e alla progettazione, lecture di architetti internazionali, presentazioni di casi studio e ricerche, e approfondimenti più tecnici dedicati ai professionisti. Ad evidenza del forte respiro europeo dell’evento, il Festival ospiterà Ezio Micelli, Professore ordinario presso l’Università IUAV di Venezia, Direttore del Master U-Rise in rigenerazione urbana e innovazione sociale e Presidente del Comitato scientifico di REbuild, nonché unico italiano dei 15 membri dell’EU Housing Advisory Board.

Il Festival propone, inoltre, un ricco palinsesto divulgativo aperto alla cittadinanza: laboratori educativi per bambini e ragazzi curati da SOU – Scuola di Architettura per Bambini, momenti musicali offerti da Fondazione per la Cultura di Torino, una grande installazione effimera e partecipata creata dall’artista Raffaele Salvoldi, nonché una rassegna cinematografica sul tema cardine del Festival, ospitata negli spazi del bistrot culturale Il Ramo d’Oro.

Anche i giovani progettisti trovano ampio spazio in questa edizione incarnando una prospettiva fresca in quanto specchio di una generazione che, più di ogni altra, vive l’urgenza del tema-guida. A loro è dedicata Future Homes Europe, la call internazionale per designer e architetti under 35, che potranno presentare proposte concrete e progettualità sull’abitare contemporaneo e accessibile in Europa, elaborando visioni e scenari che ripensano radicalmente la casa: non solo come spazio fisico, ma come vero e proprio dispositivo sociale, culturale e ambientale.

Questa edizione del Festival di Architettura Torino inaugura così un percorso pluriennale che proseguirà nel 2027 con un secondo appuntamento e la restituzione dei risultati emersi. Nato per accendere i riflettori sul ruolo dell’architettura nell’evoluzione urbana, il Festival ne affronta la trasformazione in modo inclusivo, con una forte attenzione alla dimensione rigenerativa. Un punto di partenza che si apre al coinvolgimento di tutti i soggetti disposti a collaborare, questo Festival si proietta nel futuro, con l’obiettivo di contribuire in modo strategico alla candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033.

Il Festival di Architettura Torino è il frutto dell’impegno e delle competenze di un tavolo tecnico-scientifico multidisciplinare, composto da figure con profili diversi e complementari: Alessandra Siviero – Architetta, Presidente della Fondazione per l’architettura, esperta AI per l’architettura, Consigliere Fondazione Torino Musei, Delegata INARCASSA – Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti; Roberta Ingaramo – Architetta PhD, Professore associato in composizione architettonica e urbana, DAD – Politecnico di Torino, Presidente dell’Ordine degli Architetti Torino; Luca Molinari – Critico e curatore di architettura, professore di Teoria e Progettazione architettonica, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Consigliere della Fondazione per l’architettura / Torino; Emanuele Piccardo – Architetto e critico di architettura, Vicepresidente della Fondazione per l’architettura / Torino; Francesca Canfora – Architetta libero professionista e curatrice indipendente, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino; Giorgia Barbano – Architetta, amministratore delegato e direttore tecnico di IPE Consulting srl, Consigliera dell’Ordine degli Architetti di Torino.

L’evento è patrocinato da Regione Piemonte, Città di Torino, Città metropolitana di Torino, CNAPPC, ed è realizzato con il prezioso contributo della Camera di Commercio. Sostengono il progetto Banca Reale, Dierre, Fresia Alluminio, Idrocentro, Sikkens e Traiano Luce 73. Media partner dell’evento è Interni Magazine. Hanno contribuito in qualità di sponsor tecnici: Arti Grafiche Parini, Dott. Gallina, Listone Giordano e Unimetal. Si ringraziano Iren, Infra.To, Fondazione per la Cultura Torino, Bistrot Culturale Ramo d’Oro e Garesio.