Fronteggiare l’impatto del caldo estremo non con la rassegnazione, ma attraverso soluzioni di rigenerazione e adattamento urbano. È questo il messaggio centrale emerso dal flash mob svoltosi in Piazza Foroni nell’ambito della campagna nazionale “Che caldo che fa!”, promossa da Legambiente insieme a RSE e Croce Rossa Italiana. All’iniziativa hanno preso parte anche gli assessori Chiara Foglietta e Jacopo Rosatelli, a testimonianza di un dialogo aperto e costruttivo tra cittadinanza, associazioni e amministrazione pubblica sulle strategie per il presente e per il futuro.
I dati del monitoraggio effettuato nel quartiere di Barriera di Milano mettono in luce l’importanza di accelerare la transizione ecologica degli spazi pubblici. Se l’eccessiva asfaltatura incrementa notevolmente le temperature diurne al suolo, la presenza di infrastrutture verdi e blu dimostra l’efficacia immediata degli interventi di mitigazione.
L’emblema di questo approccio virtuoso è il Giardino “Peppino Impastato” di largo Sempione, dove la combinazione tra folta alberatura e giochi d’acqua ha fatto registrare le temperature più basse del quartiere, toccando i 34°C ambientali e appena 28°C al suolo, configurandosi come un vero e proprio “rifugio climatico” accessibile alla comunità.
Un’esperienza che si inserisce perfettamente nel percorso già intrapreso dalla Città di Torino, attivamente impegnata in un piano strategico di deimpermeabilizzazione di parchi e altri spazi pubblici, piantumazione di nuovi alberi e adozione delle cosiddette Nature-Based Solutions. La sfida è ora quella di estendere sempre più questi interventi per contrastare la cooling poverty.
Accanto agli interventi di trasformazione urbana, Torino ha inoltre rafforzato la rete dei rifugi climatici, individuando biblioteche, musei civici, piscine, centri climatizzati e parchi con aree ombreggiate e giochi d’acqua come luoghi dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Un’azione che si affianca al Piano Estate cittadino, con servizi di assistenza e monitoraggio dedicati in particolare alle persone più anziane e fragili, per rendere la città sempre più resiliente di fronte agli effetti della crisi climatica.



