Scaricava liquami in un tombino vicino al terminal di corso Vittorio Emanuele: conducente denunciato e autobus sequestrato

Un servizio mirato della Polizia Locale ha permesso agli agenti di intervenire mentre il conducente di un autobus turistico, nella tarda serata del 13 agosto, scaricava il contenuto del serbatoio del bagno del pullman direttamente in un tombino. Il controllo era stato organizzato dopo alcune segnalazioni relative a episodi analoghi nella zona.

Intorno alle 23, dopo aver lasciato i passeggeri al terminal di corso Vittorio, il mezzo, un autobus Mercedes con targa straniera, ha raggiunto via Borsellino, dove il conducente si è fermato in prossimità di una caditoia e ha iniziato le operazioni di svuotamento.

Gli agenti del Comando territoriale di Polizia Locale della Circoscrizione 3, che insieme a personale del Reparto Sicurezza Stradale Integrazione stavano monitorando la zona, sono intervenuti prontamente.

Il conducente, un cittadino ungherese di 59 anni, è stato deferito all’Autorità giudiziaria per il reato previsto dagli articoli 192, commi 1 e 2, e 255, comma 1, del D.Lgs. 152/2006, relativo al versamento di liquami direttamente sul suolo attraverso la caditoia stradale. Gli è stata inoltre ritirata la patente di guida, in vista della successiva sospensione e il bus è stato sottoposto a sequestro amministrativo.

Sul posto è intervenuta anche SMAT, che ha effettuato gli accertamenti di competenza e provveduto alla bonifica, rimuovendo i liquami e ripristinando le condizioni di pulizia della caditoia e del tratto di strada interessato.

Durante il controllo sono stati inoltre verificati i dati del tachigrafo del mezzo, il dispositivo che registra i tempi e le modalità di guida. Dall’analisi sono emersi, in diverse giornate, periodi di guida per oltre 1.000 chilometri senza l’inserimento della carta del conducente, per una durata superiore alle 12 ore. Le relative violazioni saranno contestate alla società ungherese proprietaria dell’autobus.

Il procedimento penale oggetto del presente comunicato si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza dell’indagato, sino alla sentenza definitiva.