“Siamo davvero contenti che anche quest’anno il Festival del Digitale Popolare abbia scelto Torino per dare vita a due giorni di confronto su digitale, innovazione e sul mondo che cambia”. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, intervenuto al panel di chiusura della quinta edizione del Festival, ha aperto così il suo intervento, soffermandosi poi sul ruolo delle giovani generazioni e sulla loro volontà di essere protagoniste del cambiamento.
Nelle due giornate di confronto tra le Gallerie d’Italia e l’igloo allestito in piazza San Carlo, gli appuntamenti in programma hanno registrato una presenza particolarmente numerosa di ragazze e ragazzi. Un interesse che si ritrova anche nei dati della ricerca ‘La vita quotidiana nel mondo nuovo’, realizzata dalla Fondazione Italia Digitale con l’Istituto Piepoli per analizzare come algoritmi e piattaforme stiano trasformando fiducia e servizi dei cittadini, e che racconta come le nuove generazioni guardano al futuro e al ruolo che il digitale può avere nella loro quotidianità e nel rapporto con le istituzioni.

“Un cambiamento che, come emerge dai dati restituiti, vede tra i suoi interlocutori più attenti i giovani, che ne vogliono essere protagonisti», ha proseguito il sindaco, definendo questo interesse «un segnale che come amministrazione riteniamo sia molto importante” e sottolineando come “ascoltare e sostenere le idee delle giovani generazioni” rappresenti “un modo per costruire una città più sostenibile e giusta”. Lo Russo ha infine ringraziato il Festival per “averci offerto importanti spunti di riflessione” e tutte e tutti coloro che vi hanno partecipato.
Pensando alla propria quotidianità tra dieci anni, il 74% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si dichiara fiducioso verso un mondo sempre più digitale, una percentuale superiore alla media nazionale, che si attesta al 56%. Per questa fascia d’età, inoltre, tecnologie e piattaforme non rappresentano soltanto strumenti di intrattenimento. Secondo il 29% degli intervistati, possono essere una leva concreta per aumentare la partecipazione dei cittadini, mentre per il 25% possono facilitare il dialogo diretto con la politica e le istituzioni.
I dati si affiancano a quelli diffusi nel corso della prima giornata, che indicavano sanità e assistenza come gli ambiti nei quali gli italiani chiedono con maggiore forza un maggiore utilizzo del digitale nella propria città, seguiti da sicurezza e servizi della Pubblica Amministrazione. Un quadro nel quale emerge anche il ruolo che le nuove tecnologie possono avere nel rapporto tra cittadini e istituzioni, soprattutto per le generazioni più giovani.
“Siamo felici e orgogliosi per il boom di ragazze e ragazzi che hanno popolato tutta la giornata in piazza San Carlo”, ha commentato il presidente di Fondazione Italia Digitale Francesco Di Costanzo, sottolineando come i temi dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale e dei social appassionino ormai trasversalmente, “dalla sanità alla sostenibilità, fino alla politica, alla comunicazione, alla PA e allo sport”. Per Di Costanzo, il digitale è ormai parte integrante della quotidianità e l’obiettivo della Fondazione resta quello di investire sulla conoscenza, nella consapevolezza che i giovani siano protagonisti del presente e del futuro.
Il Festival Digitale Popolare chiude così la sua quinta edizione, dopo due giornate di confronto nel cuore di Torino. Al centro, anche attraverso i dati della ricerca, il rapporto tra cittadini, istituzioni e tecnologie e, in particolare, lo sguardo delle nuove generazioni su un futuro sempre più digitale.
