In occasione del Salone Internazionale del libro di Torino, nello stand Città di Torino, la vicesindaca Michela Favaro ha raccontato l’esperienza della Città selezionata a seguito di un bando competitivo tra sei città nel mondo che destina un investimento fino a 500mila dollari dal Global Cities Fund for Migrants and Refugees del Mayors Migration Council (MMC) attraverso la sponsorizzazione di Rockefeller Philanthropy Advisors, a sostegno del progetto “Corridoi lavorativi: dai progetti al processo”. Si tratta di un riconoscimento importante che premia l’impegno della Città nel promuovere percorsi di mobilità lavorativa regolare e sicura, mettendo in contatto persone in cerca di opportunità professionali in Uganda con aziende italiane che necessitano di manodopera qualificata.
La Città di Torino è capofila del progetto e i partner sono: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR Italia, Commissione Sinodale per la Diaconia – Diaconia valdese, Unione Industriali Torino, Pathways International, Talent Beyond Boundaries.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le buone pratiche sviluppate grazie alla collaborazione tra istituzioni pubbliche, organizzazioni internazionali, società civile e mondo produttivo. Tra queste l’anteprima di una ricerca che utilizza l’intelligenza artificiale per rilevare il mismatch tra domanda e offerta e individuare i corridoi da attivare nell’ottica di rafforzare le politiche urbane attraverso l’uso di dati, analisi prospettiche e previsione di scenari futuri.
In collaborazione con il settore privato, il programma prevede orientamento al lavoro, formazione pre-partenza, supporto linguistico e assistenza completa, con l’obiettivo di creare un modello innovativo e replicabile di inclusione economica e sociale, capace di rispondere anche alle esigenze del sistema produttivo nazionale.
Oltre a Torino, le altre città beneficiarie sono: Boston (Stati Uniti), Kanifing (Gambia), Koboko (Uganda), Manta (Ecuador) e Quezon City (Filippine).
Il progetto rientra nel quadro delle attività di collaborazione previste dal protocollo sottoscritto da Città di Torino il 30 ottobre 2025 con Regione Piemonte, la Prefettura di Torino l’Unione Industriali Torino, l’UNHCR – Agenzia ONU per i Rifugiati, l’Arcidiocesi di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo, Reale Foundation, la Fondazione Don Mario Operti, l’Agenzia Piemonte Lavoro, IRES Piemonte, Diaconia Valdese, Talent Beyond Boundaries, e Pathways International.
“Si tratta di un’iniziativa pilota, ma con un significato forte – afferma la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro – Per noi è un motivo di orgoglio e soddisfazione averlo ospitato in Città. Sul territorio esiste una rete di aziende che spesso faticano a reperire la manodopera necessaria. In una fase critica di transizione per la manifattura, il mismatch tra domanda e offerta di lavoro viene indicato come una priorità. Il progetto – prosegue la vicesindaca – punta in modo concreto a far incontrare formazione professionale e bisogni/esigenze dell’industria in un contesto umanitario e di integrazione tramite il lavoro. Il progetto, infatti, coinvolge rifugiati e temi di accoglienza, riferendosi a persone provenienti da Paesi con situazioni umanitarie molto critiche. Alcune persone possono arrivare già con skill e capacità utili per inserirsi nel tessuto produttivo e il lavoro diventa lo “strumento principe” per l’integrazione”.
Tra gli intervenuti al panel, moderato da Maria Bottiglieri, Dirigente Servizio Cooperazione e relazioni internazionali, oltre alla vicesindaca Favaro, anche Massimo Richetti Vicedirettore dell’Unione Industriali Torino, Vittoria Zanuso, Executive Director, Mayor Migration Council, Daniele Altomare, HR Manager, Reale ITES, Mohammed Ibrahim Ahmed Dawood, Development Analyst, Reale ITES, Martino Bellincampi, CEO IZILab, Massimo Gnone, Integration Associate, UNHCR.

