Alla scadenza del 30 giugno, fissata dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr, la Città di Torino e la Città metropolitana hanno raggiunto il 100% delle cosiddette milestone di conclusione degli interventi stabilite. “Un risultato davvero record di cui siamo orgogliosi – ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo illustrando i numeri agli organi di informazione – che ha contribuito anche a cambiare radicalmente il volto di molte parti di città e dei comuni dell’area metropolitana, generando miliardi di investimenti che sono ricaduti sul nostro territorio, mobilitando migliaia di lavoratrici e lavoratori e rimettendo in moto l’economia reale del territorio”.
Le risorse europee – ha spiegato il Sindaco – hanno permesso di avviare centinaia di cantieri: in totale, tra il 2021 e il 2027 parliamo di 373 interventi per un investimento di circa un miliardo di euro nella sola Città di Torino. Tra i principali interventi ci sono la trasformazione dell’area del Valentino, con la riqualificazione del Parco, del Borgo Medievale, del Teatro Nuovo e la nascita della nuova Biblioteca Civica Centrale, che sarà una delle più grandi d’Europa. Ma anche l’avvio della realizzazione della linea 2 della metropolitana, la completa pedonalizzazione della centrale via Roma, interventi diffusi su tutte le biblioteche, i mercati, gli impianti sportivi, centinaia di scuole, la rigenerazione urbana dei quartieri di Aurora e Barriera di Milano.
Nello specifico sono stati 720 milioni i finanziamenti Pnrr e fondi complementari (che hanno scadenze differenti) atterrati sulla città, per 137 cantieri di cui 113 a finanziamento Pnrr puro che, alla data del 30 giugno, risultano avere raggiunto il 100% delle milestone previste, per un totale di 430 milioni già investiti. Anche la Città metropolitana, che aveva due tipologie di intervento, a titolarità e regia, per un totale di 426,5 milioni per 217 progetti, ha raggiunto il 100% dell’obiettivo previsto alla scadenza.
“I Comuni – ha sottolineato Lo Russo, che è vicepresidente nazionale Anci – sono quelli che hanno dimostrato le migliori performance sul Pnrr e anche per questo Anci sta chiedendo di non perdere il modello adottato col Pnrr per la prossima programmazione europea 2027-2035 e fare in modo che l’Unione Europea assegni direttamente ai Comuni le risorse, perché hanno dimostrato di saperle spendere bene e nei tempi stabiliti”.




