Arriva alle battute finali il percorso che la Città ha intrapreso per il rilancio dei chioschi cittadini dismessi. Dopo il lavoro di ricognizione e censimento di 334 chioschi presenti su tutto il territorio cittadino, l’avviso di consultazione preliminare tra luglio e settembre 2025 per testare l’interesse e le aspettative dei cittadini e del mercato e, infine, il bando di gara pubblico per l’assegnazione del diritto di superficie per i primi 30 chioschi individuati, questa mattina si è tenuta l’ultima seduta della commissione di gara che ha portato alla pubblicazione di una graduatoria provvisoria delle domande.
Le procedure ad evidenza pubblica hanno riguardato solo le aree di insistenza dei manufatti per i quali, al momento della pubblicazione, era già stato assunto un procedimento di revoca o di decadenza. L’aggiudicatario conseguirà la proprietà temporanea dell’area e potrà utilizzare il chiosco garantendone manutenzione e funzionamento per l’intera durata del contratto.
A questa graduatoria provvisoria, che verrà pubblicata sul sito della Città nella sezione dei bandi di gara, seguirà l’aggiudicazione definitiva, al termine delle verifiche tecniche che riguarderanno la proprietà temporanea dell’area, e l’utilizzo del chiosco esistente con la garanzia di manutenzione e funzionamento.
Tra i potenziali aggiudicatari, 13 chioschi vedono in graduatoria come miglior offerta quella di Ireti, altri 2 potrebbero essere aggiudicati ad Allemandi, mentre gli altri sono suddivisi tra De Marchi, Jonisa Reci, Immo-Partner, Caffè Maker, Torino Città per le donne, PDN e la Cooperativa Frassati per il chiosco di piazza Risorgimento 32.
L’obiettivo dell’amministrazione, che al termine di questa aggiudicazione si metterà al lavoro per un nuovo bando, è che i chioschi chiusi e in disuso nella nostra città possano tornare a generare valore nei quartieri, diventando luoghi di incontro, cultura, socialità, impresa.
“Siamo soddisfatti del lavoro sin qui svolto – spiega l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli -. Fin dall’inizio abbiamo capito che la sfida era anzitutto quella di riordinare una disciplina complicata e poco omogenea. Dal punto di vista delle destinazioni di utilizzo il quadro finale è variegato, come era auspicabile, e presenta offerte di carattere culturali, sociale, di intrattenimento, di somministrazione, oltre che proposte per migliorare i servizi alla cittadinanza. Anche se non era l’obiettivo principale di questa procedura non va poi sottovalutato il fatto che tutti i lotti sono stati assegnati a un valore maggiore della base d’asta e, in qualche caso, gli incrementi sono stati rilevanti. Per gli 8 lotti andati deserti sarà necessaria qualche ulteriore e più articolata riflessione, in quanto ben 4 di questi non avevano limitazioni di destinazione”.
