Cibo ed economia circolare, cardini del primo Green Deal torinese

Prosegue il percorso per la stesura del Climate City Contract, il documento che guiderà Torino verso la neutralità climatica nel 2030. La Sala Colonne di Palazzo Civico ha ospitato oggi la firma del primo Local Green Deal che ha come obiettivo la realizzazione in città di un sistema del cibo sostenibile e circolare. Nell’occasione è stato anche presentato l’Action Plan costruito per accompagnare le realtà del Terzo Settore verso un processo di transizione ‘green’ e fornire loro gli strumenti per agire nella direzione di questo  cambiamento. Tra i progetti anche la nascita di una comunità di pratica sull’economia circolare che adotti principi e criteri per la riduzione degli sprechi, dei rifiuti, dell’inquinamento e dello sfruttamento delle materie prime.

A siglare l’accordo l’assessora comunale alla Transizione Ecologica Chiara Foglietta, il presidente di Environment Park Giacomo Portas, il dirigente della Camera di Commercio di Torino Guido Cerrato su delega del  presidente Dario Gallina e i rappresentanti di piccole e medie imprese e start up che hanno contribuito, nell’ambito dell’ attività dei progetti gemelli SME4GREEN e RESPONDET del bando europeo COSME, alla stesura dei due atti che insieme ad altre progettualità e strumenti – con i loro impegni strategici, le azioni e gli investimenti previsti – faranno parte del Climate City Contract.

Dichiara l’assessora alla Transizione Ecologica e all’Innovazione di Torino Chiara Foglietta: “Promuovere un’economia circolare e senza sprechi contribuisce alla riduzione delle emissioni, verso l’ambizioso obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica nel 2030, un obiettivo su cui la nostra città si sta impegnando a fondo. Ripensare il modo in cui produciamo e consumiamo il cibo, recuperare e ridistribuire le eccedenze e sostenere i cittadini nella creazione di nuove comunità energetiche da fonti rinnovabili, promuovendo azioni di sistema, non è solo una contromisura agli effetti del cambiamento climatico, ma può dare un contributo importante allo sviluppo umano, alla riduzione della povertà e al miglioramento della qualità di vita di tutte le persone, accrescendone la fiducia in un futuro più equo, green e sostenibile ”.

Dichiara il Presidente di Environment Park Giacomo Portas :”E’ fondamentale procedere attraverso delle soluzioni di collaborazione pubblico-privato per sviluppare e promuovere la sostenibilità ambientale come motore di competitività. Proprio per questo EnviPark vuole essere punto di riferimento per le PMI tramite l’esperienza e le competenze acquisite in oltre vent’anni in campo di sostenibilità in diversi ambiti di innovazione, anche sul fronte agroalimentare che non solo è una risorsa chiave per una Regione come la nostra, è lo strumento per entrare da protagonisti nelle dinamiche del cibo dove la sostenibilità, vista sempre come occasione di crescita, è una reale opportunità di cambiamento”.

Dichiara il Presidente della Camera di Commercio di Torino Dario Gallina: “Come Camera di commercio di Torino insieme agli altri partner abbiamo partecipato alla redazione del Local Green Deal mettendo a disposizione l’esperienza dei nostri progetti legati alla circular economy, tra cui il bando Up to Circ la cui call è aperta proprio in questi giorni, e la comunità di pratica proposta da Torino Social Impact. Siamo coinvolti anche nel Local Action Plan per l’ascolto e la raccolta delle esigenze del territorio sui temi dell’economia circolare e l’avvio di azioni nel medio e lungo periodo”.

 

LOCAL GREEN DEAL e progetto SME4GREEN

Il Local Green Deal, alla cui predisposizione hanno lavorato il Dipartimento Fondi Europei e PNRR della Città ed Environment Park con il supporto tecnico di Mercato Circolare, è stato sottoscritto da più di 20 imprese e associazioni  e raccoglie una serie di azioni per promuovere una produzione sostenibile, incentivare una distribuzione a basso impatto ed espandere la filiera corta, educare a un’alimentazione sana, prevenire e ridurre gli sprechi alimentari e il packaging dei prodotti.

Il documento sottoscritto questa mattina è il risultato di un percorso iniziato a marzo dello scorso anno che mira a creare entro il 2024 le condizioni necessarie per la cooperazione tra le PMI locali del comparto del cibo e le autorità pubbliche e a facilitare l’assunzione di politiche a sostegno dell’adozione di soluzioni verdi e smart.

Sono state coinvolte  imprese, cooperative sociali, start up a vocazione sociale e associazioni che si occupano di produzione, trasformazione, ristorazione e distribuzione ed è stato analizzato l’ecosistema cittadino torinese per individuarne, da un lato, i punti di forza e le opportunità e, dall’altro, i punti di debolezza e le minacce.

A Torino, che riveste un significativo ruolo di polo agroalimentare e ha una  ricchissima tradizione gastronomica, sono numerosi gli esempi di buone pratiche nei settori cibo e dell’economia circolare da cui trarre ispirazione. Da anni l’Atlante del Cibo di Torino si occupa di mappare il sistema locale del cibo e sollecita l’attuazione di una politica locale del cibo per la definizione della quale la Città ha compiuto molti passi, dall’inserimento del diritto al cibo nello Statuto comunale nel 2016 fino alla creazione di un tavolo di coordinamento interassessorile e intersettoriale sulle politiche del cibo.

Da questo impegno e dal dialogo avviato e sviluppatosi tra i partner locali per scrivere il Local Green Deal sono emersi ulteriori possibili campi di azione e di lavoro congiunto per elaborare nuove progettualità e candidarsi ai futuri bandi europei con l’obiettivo di accelerare la transizione verde di Torino. In questa sfida importante il cibo e i comportamenti di cittadini e consumatori giocano un ruolo fondamentale perché la riduzione dello spreco alimentare e degli imballaggi associati al recupero degli scarti e un diverso stile a tavola possono dare un contributo importante alla riduzione delle emissioni.

La call Cibo circolare lanciata nell’ambito del progetto SME4GREEN da  Torino City Lab, il laboratorio a cielo aperto del Comune di Torino per il co-sviluppo e testing di soluzione a sfide urbane, ha nel frattempo individuato 7 imprese che riceveranno un sostegno economico e beneficeranno di un tutoraggio per l’innovazione, la digitalizzazione e  lo sviluppo di soluzioni verdi.

 

ACTION PLAN e progetto RESPONDET

Il progetto Respondet si propone di rafforzare l’economia sociale favorendo il networking del territorio e rendendo la gestione comune delle risorse il principale elemento di sostenibilità sociale nel processo di transizione verde, con particolare attenzione all’economia circolare e alla transizione energetica.

Le iniziative energetiche comunitarie sono uno degli ambiti di interesse del progetto. Già fortemente impegnata col progetto LET’S GOV nel ridurre le emissioni sul territorio urbano, Torino punta a  mettere a sistema le interlocuzioni avviate conaltre istituzioni quali Università, Iren e altri gestori di energia, Regione Piemonte, Camera di Commercio, Fondazioni Bancarie, associazioni e società civile.

L’Action Plan, cui hanno lavorato diversi dipartimenti e settori comunali con il supporto tecnico di Mercato Circolare insieme alla Camera di commercio di Torino nell’ambito delle attività di Torino Social Impact, definisce una serie di azioni nel medio e lungo periodo per il raggiungimento della neutralità climatica.

 

CLIMATE CITY CONTRACT

Sono infine già state gettate la basi per il Climate City Contract. L’incontro del 20 luglio scorso con il mondo delle imprese e il successivo appuntamento del 20 settembre nel quale la Città, insieme a Torino Social Impact e Camera di commercio, ha coinvolto associazioni e terzo settore hanno dato il via al percorso di partecipazione che porterà alla stesura degli impegni strategici per la neutralità climatica, dotati di un piano di azioni e un piano economico per valutare i costi e mobilitare finanziamenti e investimenti. Dopo la sottoscrizione, il Climate City Contract sarà analizzato dalla Commissione europea per la concessione di un Mission Label che consentirà a Torino di accedere ai fondi dell’Unione dedicati alla transizione energetica ed ecologica.