Il grande dipinto di Daniel Seiter torna a Torino e arricchisce le collezioni di Palazzo Madama

La grande pala d’altare Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino del pittore della corte sabauda Daniel Seiter entra nelle collezioni di Palazzo Madama grazie alla donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano. Stamattina la presentazione alla stampa, a cui ha partecipato l’assessora alla Cultura Rosana Purchia.

“Il ritorno a Torino della pala di Daniel Seiter è una notizia importante per la città e per i suoi musei civici – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia –. Ringrazio gli Amici della Fondazione Torino Musei e l’avvocato Marziano Marzano per una donazione che riporta nella disponibilità della collettività un’opera pensata fin dall’origine per Torino. È un gesto di grande attenzione verso il patrimonio comune e conferma quanto la collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà private possa contribuire in modo concreto alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali. Palazzo Madama potrà così presentare al pubblico un nuovo capitolo del proprio percorso museale, rafforzando il legame tra le collezioni civiche, la città e la sua storia”.

“Ci sono acquisizioni che arricchiscono una collezione e altre che consentono di ricomporre una parte della memoria di una città. La donazione degli Amici della Fondazione Torino Musei e dell’avvocato Marziano Marzano rappresenta un esempio straordinario di responsabilità civile e di mecenatismo contemporaneo, perché rende nuovamente patrimonio pubblico un’opera che appartiene profondamente alla storia di Torino. Per Palazzo Madama questa acquisizione assume un significato particolare. Il museo non è soltanto il luogo della conservazione delle opere, ma lo spazio in cui la storia della città ritrova le proprie connessioni. Il ritorno della pala di Daniel Seiter ci permette di rileggere una stagione fondamentale della cultura sabauda e, al tempo stesso, di restituire nuova forza e nuovo significato a uno degli ambienti più rappresentativi del piano nobile del palazzo. Quando una donazione riesce a generare nuova conoscenza, nuove relazioni tra le opere e una più profonda consapevolezza del patrimonio comune, il suo valore supera quello puramente artistico e diventa un investimento culturale per l’intera collettività”, dichiara il direttore di Palazzo Madama Giovanni Villa.

L’opera, un grande olio su tela di oltre tre metri di altezza, che torna oggi alla città per la quale era stata concepita, rappresenta un’acquisizione di eccezionale valore storico e simbolico. La pala venne infatti commissionata dalla Città di Torino tra il 1698 e il 1699 per celebrare San Giuseppe, proclamato compatrono della capitale sabauda dopo la conclusione della guerra contro la Francia di Luigi XIV. Destinata alla chiesa di Santa Cristina, l’opera rappresentava visivamente la protezione del santo sulla città e costituiva una delle immagini civiche più significative della Torino barocca.

Per oltre un secolo il dipinto accompagnò le celebrazioni del Patrocinio di San Giuseppe. Successivamente, in seguito alle soppressioni napoleoniche, se ne persero le tracce. Solo negli ultimi decenni gli studi hanno consentito di ricostruirne la storia e di identificarlo con la grande pala documentata dalle fonti settecentesche. Dichiarata nel 2013 di interesse culturale particolarmente importante dal Ministero della Cultura, l’opera è oggi riconosciuta come una testimonianza fondamentale della storia religiosa, civile e artistica di Torino.

Nato a Vienna e formatosi tra Venezia e Roma, Daniel Seiter fu chiamato a Torino nel 1688 da Vittorio Amedeo II. Primo Pittore di Gabinetto e Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro, contribuì in maniera determinante alla definizione dell’immagine artistica della capitale sabauda, realizzando alcuni dei più importanti cicli decorativi della corte.

L’ingresso nelle collezioni di Palazzo Madama assume un significato particolare anche per il forte legame che univa la commissione alla figura di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, la seconda Madama Reale, che sostenne il culto di San Giuseppe e intrattenne un rapporto privilegiato con il monastero di Santa Cristina e con la beata Maria degli Angeli.

Il ritorno a Torino della monumentale ancona di Daniel Seiter offre inoltre l’occasione per un completo riallestimento della Camera delle Guardie, uno degli ambienti più significativi del piano nobile di Palazzo Madama. Prima sala dell’appartamento di rappresentanza di Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, seconda Madama Reale, la Camera delle Guardie costituiva la zona di accesso al percorso cerimoniale che conduceva agli ambienti più riservati e solenni della sovrana. Da qui si raggiungevano infatti la Camera di Parata e gli appartamenti di rappresentanza, mentre oggi la sala continua a svolgere una funzione centrale nel percorso museale, ponendosi come snodo tra la Sala del Senato, la Veranda Nord e il grande asse di distribuzione del piano nobile. Il nuovo progetto museografico restituisce a questo ambiente la sua dimensione scenografica e barocca. La grande pala di Seiter diventa il fulcro di una rinnovata presentazione della pittura del Seicento conservata nelle collezioni civiche. Attorno ad essa si sviluppa una quadreria che mette in dialogo alcuni protagonisti della stagione barocca italiana, da Orazio Gentileschi a Guglielmo Caccia, da Giovanni Serodine al Cerano, sottolineando il ruolo di Torino quale crocevia artistico europeo. Elemento di straordinaria suggestione del riallestimento è inoltre la nuova collocazione dell’arcone d’alcova seicentesco proveniente dal castello di Santena, una delle più importanti testimonianze superstiti dell’arredo aristocratico piemontese dell’età barocca. Dopo essere stato a lungo esposto nella Corte Medievale del museo, l’arcone ritrova oggi una collocazione coerente con la propria funzione originaria, tornando a dialogare con l’architettura e con gli apparati decorativi di un ambiente destinato alla rappresentazione del potere e del rango. L’incontro tra la monumentale pala di Seiter e l’alcova di Santena genera un allestimento di eccezionale valore storico e scenografico, capace di evocare l’atmosfera delle residenze sabaude tra la fine del Seicento e i primi decenni del Settecento. Non si tratta soltanto dell’esposizione di una nuova opera, ma della ricomposizione di un contesto culturale e visivo che restituisce al pubblico una lettura più completa della Torino barocca e della stagione di Madama Reale.