Continua a salire la curva dell’inflazione a Torino. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio di Statistica della Città, a settembre 2026 l’indice complessivo dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha toccato quota 104,3 (assumendo il 2025 come anno base 100). La variazione registra un incremento del +0,7% rispetto ad agosto 2026, mentre su base annua la crescita (tasso tendenziale) si attesta su un significativo +4,4%.
A trainare i rincari è soprattutto il carrello della spesa quotidiana: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto segnano infatti un balzo del +0,9% sul mese precedente e ben un +5,6% rispetto a settembre 2025. Più contenuta, ma comunque evidente, la salita per i beni a media frequenza (+4,5% annuo) e a bassa frequenza (+2,8%).
La divisione tra macro-tipologie di prodotto evidenzia una netta forbice tra beni e servizi. Il comparto dei Beni registra un’impennata del +5,8% su base tendenziale (+1,3% congiunturale). All’interno di questa categoria spicca il dato sui beni energetici, protagonisti di una vera e propria fiammata: +4,8% in un solo mese e un travolgente +26,6% rispetto all’anno precedente.
Nelle altre voci dei beni si osserva una relativa stabilità: con i beni alimentari a +0,1% su agosto e +0,7% su base annua; i tabacchi stabili rispetto al mese precedente, +4,0% sull’anno, mentre per gli altri beni +0,5% sul mese e +1,3% sul 2025.
Sul fronte dei servizi si respira una leggera frenata congiunturale con un -0,2% rispetto ad agosto, sebbene il dato annuale resti solido al +2,9%. A dare respiro ai portafogli dei cittadini è il calo stagionale dei servizi relativi ai trasporti, che crollano del -2,4% sul mese, pur mantenendo un saldo positivo del +4,7% rispetto a settembre 2025.
In flessione anche le comunicazioni (-0,1% congiunturale e -2,0% tendenziale). Al contrario, continuano a salire i costi per i servizi legati all’abitazione (+3,8% su anno) e quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,7% annuo).
La nota parzialmente rassicurante arriva dall’inflazione di fondo calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, ovvero le componenti più volatili del paniere. L’indice fa segnare un lieve arretramento mensile (-0,1%) e si ferma a un più moderato +1,9% su base annua, a testimonianza di come la spinta inflazionistica sia fortemente concentrata proprio sui beni energetici.
La rilevazione, condotta dal comune nel rispetto delle norme tecniche stabilite dall’ISTAT, è interamente consultabile per ulteriori dettagli sul portale ufficiale dell’Ufficio di Statistica del Comune di Torino.
