“Generare futuro”: la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani festeggia vent’anni

Vent’anni fa nasceva da una scommessa condivisa tra istituzioni e territorio. Oggi, tra numeri sull’immigrazione, sfide educative la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani si interroga sul futuro delle nuove generazioni.

Un compleanno festeggiato oggi, martedì 8 settembre,  con un convegno dal titolo “Generare futuro – Cura per le Nuove Generazioni”, dedicato alle politiche introdotte dal territorio per sostenere il benessere, la crescita e le opportunità dei più giovani. Un appuntamento che ha voluto essere non soltanto un bilancio del percorso compiuto da un luogo nato nel 2006 da una scommessa condivisa tra istituzioni e soggetti del territorio, ma soprattutto un’occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro.

Inaugurata il 7 aprile 2006 negli spazi di corso Galileo Ferraris 266, la Casa del Teatro nasce con un obiettivo preciso: creare un luogo stabile dedicato al teatro per l’infanzia e la gioventù, capace di intrecciare produzione artistica, programmazione, formazione ed educazione. Non a caso venne chiamata “Casa”: un nome scelto per sottolineare l’idea di uno spazio in cui sentirsi a proprio agio, riconosciuti e parte di una comunità.

In questi vent’anni la struttura ha costruito un progetto che mette in relazione teatro, cultura ed educazione, rivolgendosi a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, famiglie e scuole, ma anche a insegnanti, educatori, operatori culturali e giovani artisti — inserendosi nella lunga tradizione che ha reso Torino e il Piemonte un territorio di eccellenza per il teatro dedicato alle nuove generazioni.

Il convegno ha messo attorno allo stesso tavolo rappresentanti di istituzioni e fondazioni, chiamati a rispondere a due domande: quali politiche, servizi o programmi tra quelli da loro finanziati ritengano oggi più importanti per il benessere e le opportunità delle nuove generazioni sul territorio; e se queste politiche siano abbastanza forti e riconoscibili da rendere il territorio un luogo in cui i giovani desiderano restare, tornare, o in cui le famiglie desiderano trasferirsi.

Ad aprire la riflessione è stata Chiara Daniela Pronzato, presidente della Fondazione TRG — che gestisce la Casa del Teatro — e docente di Demografia, secondo cui il tema dell’investimento sulle nuove generazioni riguarda la capacità stessa di una comunità di costruire il proprio futuro: “In una società sempre più longeva e con sempre meno giovani, investire nelle nuove generazioni non è soltanto una scelta giusta: è una condizione per il benessere futuro dell’intera comunità. Non basta però parlare di istruzione e lavoro. Le competenze che serviranno domani – saper collaborare, ascoltare, adattarsi, affrontare un problema e prendere decisioni – si costruiscono fin dall’infanzia, anche attraverso il gioco, lo sport, il teatro e le esperienze condivise. La sfida è fare in modo che queste opportunità non dipendano dal reddito della famiglia o dal quartiere in cui si nasce”.

A raccogliere l’invito è stato il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione a costruire una città a misura di nuove generazioni:

“I vent’anni della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani sono una tappa importante per la comunità cittadina e ci offrono l’opportunità di ribadire il nostro impegno per fare di Torino una città in cui le giovani generazioni possano crescere, trovare luoghi per esprimersi e coltivare i propri talenti, formarsi e magari costruire anche il proprio futuro. Queste ragazze e questi ragazzi rappresentano il futuro delle nostre città e possiedono una grande consapevolezza su quali saranno le sfide da affrontare, come la lotta al cambiamento climatico, l’integrazione sociale, la transizione digitale. Le loro idee sono un prezioso contributo che, come istituzioni, ci aiuta a sviluppare politiche più efficaci e inclusive, a partire dalla necessità di creare spazi di socialità positiva, occasioni di crescita e di cultura. La Casa del Teatro Ragazzi da vent’anni rappresenta sicuramente un esempio concreto di questa visione e di come si possa lavorare per le giovani generazioni in sinergia profonda e costante con tutte le istituzioni, il mondo della cultura, della scuola e le fondazioni del territorio.”

Dalla città al territorio regionale, il tema dei luoghi assume una dimensione più ampia. Per l’assessore della Regione Piemonte Gian Luca Vignale, festeggiare i vent’anni della Casa del Teatro significa celebrare “un patrimonio materiale e immateriale”: materiale perché lo spazio nasce dal recupero di un’ex officina dell’Aem, immateriale perché in vent’anni la struttura è diventata “un punto di riferimento insostituibile per migliaia di bambini, ragazzi e famiglie”. Per la Regione, ha spiegato, il patrimonio pubblico non è un semplice insieme di beni materiali, ma “la rete di luoghi destinati a generare comunità, inclusione e opportunità per le nuove generazioni”.

Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT — che da vent’anni accompagna e sostiene l’attività della Casa del Teatro — ha sottolineato come la crescita delle nuove generazioni richieda un impegno condiviso tra istituzioni, fondazioni e realtà del territorio, “attraverso educazione, cultura, servizi, opportunità formative e attenzione alle situazioni di maggiore fragilità”.

Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, ha ricondotto il ruolo della Casa del Teatro al più ampio tema dell’educazione come leva di sviluppo del territorio, definendo la Casa un luogo capace di “alimentare contesti educativi aperti e ibridi” e di “ridurre le diseguaglianze”, diventata in vent’anni “un luogo di incontro, formazione e innovazione”.

Il ventennale è stato presentato dagli organizzatori non come un traguardo, ma come un punto di passaggio: “Oltre i Venti” è il titolo scelto per la nuova stagione, proprio per segnalare l’intenzione di ripartire dalla storia della Casa per interrogarsi sui venti che attraversano il presente e sui nuovi orizzonti delle generazioni che verranno.

La stagione 2026/27 porterà nuove produzioni della Fondazione TRG, spettacoli di teatro, danza e circo, oltre a occasioni di incontro pensate per bambine, bambini, ragazze, ragazzi e famiglie.

Dopo il confronto istituzionale la giornata è proseguita con un momento conviviale e con la lectio magistralis dello psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, dedicata alle trasformazioni che riguardano le nuove generazioni e il mondo degli adulti.

Vent’anni di teatro, educazione, cultura e relazioni che, come ricordano gli organizzatori, restano il punto di partenza da cui continuare “a generare futuro”.