Si è svolta questa mattina al Teatro Alfieri la tradizionale festa dedicata ai valori del lavoro e dell’impegno professionale organizzata dalla Camera di commercio di Torino. Il presidente Massimiliano Cipolletta ha consegnato il 49° Premio “Torinese dell’Anno” alla professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino. “Alla sua dedizione e caparbietà – ha detto il presidente dell’ente camerale nel consegnarle il riconoscimento- si devono l’ammodernamento dell’ospedale infantile cittadino, a livello infrastrutturale e di ‘umanizzazione’, ma anche lo sviluppo della ricerca per arrivare a cure sempre più mirate e personalizzate, senza smettere di guardare alla prevenzione. Inoltre, questo premio porta con sé un riconoscimento più ampio a tutto il personale sanitario e universitario, dedito ogni giorno alla cura delle persone nei momenti di maggiore fragilità, ma anche impegnato a costruire la qualità del nostro futuro attraverso la formazione e la ricerca”.
“Ho sempre pensato – ha commentato Franca Fagioli – che la medicina non fosse solo una professione, ma una scelta di responsabilità verso gli altri. L’Oncoematologia pediatrica mi ha insegnato che ogni bambino è prima di tutto una persona, con una storia, una famiglia e un futuro che meritano di essere protetti. In questi anni ho imparato che la cura non si esaurisce nella terapia, ma nasce dalla relazione, dall’ascolto e dalla presenza, soprattutto nei momenti più difficili. Ciò che porto con me non sono solo i risultati raggiunti, ma le persone incontrate lungo il cammino. È questo che dà senso al mio lavoro e alla mia vita: continuare a cercare, continuare a imparare, e non smettere mai di credere che ogni passo possa aprire nuove possibilità di cura e di speranza”.

Nella mattina di festa dedicata all’impegno professionale, consegnato anche il 73° Premio della Fedeltà al Lavoro e per il Progresso Economico a 196persone tralavoratrici e lavoratori ancora in servizio, pensionati, imprenditori, imprenditori e imprenditrici eredi di chi ha fondato l’azienda e lavoratori dipendenti poi imprenditori.
Il riconoscimento è dedicato a chi ha svolto almeno 35 anni di servizio presso una stessa azienda, 35 anni di attività imprenditoriale in proprio o 50 come erede del fondatore. La prima edizione si è svolta nel 1952, con 200 riconoscimenti attribuiti ad altrettanti lavoratori. In questi 73 anni il numero dei Fedeli premiati raggiunge quasi le 3mila persone.
Nella giornata dei premi, infine, spazio anche ai più giovani, con il riconoscimento a 97 diplomati eccellenti premiati tra gli studenti e le studentesse degli istituti superiori tecnici e professionali di Torino e provincia, diplomati con i punteggi di 100 o 100 e lode nell’anno scolastico 2024/2025.
“Torino ha fatto del lavoro e della coesione sociale la sua cifra caratterizzante – ha sottolineato il sindaco Stefano Lo Russo nel suo intervento – e il mio ringraziamento oggi va a tutte le persone che hanno voluto fare impresa in questo territorio e che sono rappresentate qui in sala da coloro che verranno premiati con un riconoscimento da un valore così simbolico come la fedeltà al lavoro, che appartiene davvero alla nostra comunità. Mia mamma ha lavorato tutta la vita nella stessa azienda metalmeccanica come molte persone della sua generazione con uno spirito di attaccamento al proprio lavoro e un senso profondo di appartenenza all’azienda che credo sia davvero molto torinese.
Siamo molto contenti anche che si sia deciso di premiare i ragazzi che hanno ottenuto il massimo del punteggio nella loro percorso scolastico, un segnale di attenzione e di stimolo. Infine, le congratulazioni e i ringraziamenti vanno alla professoressa Fagioli. Il Regina Margherita rappresenta un’eccellenza scientifica e sanitaria del nostro territorio e da Sindaco non posso che esserne orgoglioso ma a lei va anche il merito di aver saputo coinvolgere la comunità torinese che sta fuori dalle mura dell’ospedale in tanti progetti e di aver valorizzato il lato umano nel percorso di cura, fondamentale per tanti bambini che lo affrontano insieme alle loro famiglie. Credo davvero che questo riconoscimento sia dovuto e rappresenti un bellissimo segnale di speranza di fiducia per il nostro futuro”



