Maggiore coesione e integrazione sociale. Questi i principali obiettivi della delibera presentata dall’Assessore Jacopo Rosatelli e approvata ieri mattina dalla Giunta. Un rinnovo per cinque anni, dal 2026 al 2030 del progetto “Coabitazioni Solidali Giovanili”, iniziativa promossa dalla Città di Torino – Divisione Edilizia Residenziale Pubblica in collaborazione con l’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale (Atc), con il sostegno del Programma Housing della Fondazione Compagnia di San Paolo, e il coinvolgimento attuale di quattro organizzazioni del terzo settore (Associazione ACMOS, raggruppamento Cooperativa Sinergica – Associazione Cicsene, Cooperativa Il Punto, Cooperativa Liberitutti).
Le Coabitazioni Giovanili Solidali sono comunità di coabitazione, costituite in alloggi di proprietà pubblica (comunale o dell’Atc) situati in quartieri di edilizia residenziale pubblica, o in ambiti urbani con elevata presenza di edilizia sociale, caratterizzati da grave degrado strutturale, disgregazione e marginalità sociale, disuguaglianze economiche; condizioni che hanno fortemente incrementato insicurezze e conflitti. Sono composte da giovani volontari under 35 che hanno scelto di vivere un’esperienza di autonomia in progetti di solidarietà. L’età media dei volontari è di circa 26 anni, prevalentemente laureati o con studi di laurea in corso e studenti-lavoratori, con precedenti esperienze di volontariato o lavoro etico anche all’estero. In cambio di un affitto ridotto al 10% dell’equo canone (attualmente previsto in 480 euro annui), mettono a disposizione gratuitamente ognuno 10 ore a settimana del proprio tempo a beneficio dei cittadini residenti per attività di sostegno, accompagnamento e supporto nel quotidiano, sviluppo di comunità. Considerando che il canone annuo medio applicato agli alloggi di edilizia sociale è pari a mille e 80 euro ad unità alloggiativa all’anno, il vantaggio economico riconosciuto annualmente è di 600 euro ad appartamento.
«Il rinnovo per altri 5 anni di questo progetto contribuirà a migliorare le condizioni di vita degli abitanti residenti nei diversi contesti – afferma l’Assessore alle Politiche sociali e abitative di edilizia pubblica Jacopo Rosatelli – con un aiuto di buon vicinato che prevenga la solitudine, intervenga nella mediazione dei conflitti, ma anche con interventi di animazione socio-culturale, educazione al consumo critico e al rispetto dell’ambiente e degli spazi comuni. Le coabitazioni hanno dimostrato che possono prevenire il degrado sociale e fisico negli stabili sostenendo il rispetto delle regole, l’uso corretto e il mantenimento degli spazi comuni, ma anche la promozione della cultura dell’accoglienza di soggetti deboli. Ma non solo. Vivere in coabitazioni solidali giovanili vuol dire scegliere una vita comunitaria che si apra alla prossimità, alle persone che vivono nello stesso palazzo e al quartiere. Significa non arrendersi all’individualismo e continuare a credere nella forza della collettività».
Le Coabitazioni Solidali attualmente costituite sono 5 grazie ad associazioni o cooperative del Terzo settore che le gestiscono e comprendono un totale di 15 alloggi di proprietà comunale e di Atc del Piemonte Centrale, diffuse in 6 quartieri cittadini: Centro, San Salvario-Lingotto, Madonna di Campagna-Borgo Vittoria, Mirafiori Nord, Barriera di Milano e Aurora.



