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Torino Social Factory – Vallette al Centro, il progetto d’inclusione sociale interno al carcere fra tecnologia e creatività

Vallette al Centro, il progetto promosso dalla cooperativa Eta Beta e del Consorzio Sociale Abele Lavoro, supportato dalla Città di Torino con il programma Torino Social Factory e co-finanziato dal Pon Metro Torino, ha preso vita presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino per coinvolgere tutto il territorio della Circoscrizione 5, la sua biblioteca, le sue scuole e i suoi servizi.

Le attività di Vallette al Centro intendono promuovere una cultura dell’inclusione a partire dal carcere, poiché prevedono per i detenuti percorsi di formazione e inserimento lavorativo. Ma le attività si sviluppano anche all’esterno del carcere, verso i familiari dei detenuti e verso il territorio, con attività di informazione e di sensibilizzazione alla cittadinanza,  con l’obiettivo di riuscire a costruire reti di prossimità e perché il carcere non sia visto come un luogo estraneo.

Ad oggi le azioni in carcere hanno coinvolto: 25 candidati al percorso; 6 persone partecipanti ad un approfondimento formativo; 4 persone in formazione; 3 assunzioni; 12 percorsi informativi e di accompagnamento. Mentre quelle tra carcere e territorio hanno riguardato il passaggio di 80 persone presso lo Sportello informativo, di cui 8 accompagnate al lavoro, oltre alla predisposizione di 10 interviste effettuate a chi ha realizzato percorsi di inserimento positivi ed al coinvolgimento nelle attività di due classi dell’Istituto di Istruzione Superiore Zerboni. Fra le attività di sensibilizzazione, il progetto nel 2019 è stato presentato all’interno del Salone del Libro di Torino, e inoltre sono state svolte diverse attività all’interno delle scuole del territorio.

Nell’ultimo anno, nonostante l’emergenza sanitaria abbia posticipato l’avvio di alcune attività, sono proseguite le attività informative ed è stato attivato uno sportello online per poter rispondere alle principali domande dei familiari dei detenuti. Sono inoltre proseguite le attività di formazione interne al carcere, con l’assunzione di personale per la redazione di contenuti per il web e per la rivista del carcere Lettera 21, curata da Eta Beta.

Si è in particolare dato avvio alla formazione e alla produzione di prodotti relativi al gaming, per parlare in maniera ludica di inclusione e di innovazione. In questo ambito, in particolare, sono stati recentemente lanciati due giochi sviluppati con alcuni detenuti, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità del progetto oltre al periodo di finanziamento pubblico: “Il Bus”, un’avventura testuale che illustra le storie di tre personaggi e mostra episodi di vita di chi si trova all’interno di un carcere e “Le Galeotte”, un mazzo di carte creative per giocare e sprigionare l’immaginazione, accompagnato da un booklet che riporta le suggestioni interpretative delle parole abbinate alle singole carte.

Guarda il video di presentazione del progetto:

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