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A Belfast polizie di tre Paesi europei si confrontano sui crimini di xenofobia

 

di Mauro Marras

Si è tenuto a Belfast l’incontro del progetto europeo G3P Reloaded, che coinvolge la Città di Torino con la propria Polizia municipale e l’assessorato per le politiche giovanili e i diritti, l’Associazione “Altera”, il Migrant Centre Northern Ireland (Belfast) e il ministero degli Interni della Finlandia (Helsinki). A Torino, il progetto raccoglie tutte le forze dell’ordine impegnate nella sicurezza dei cittadini oltre alle Procure generale e dei minori.

All’incontro erano presenti l’assessore ai Diritti Marco Giusta, il procuratore della Repubblica del Tribunale dei Minori Anna Maria Baldelli, il comandante del Corpo di Polizia Municipale Emiliano Bezzon.

Scopo del Progetto è riunire i soggetti legati alla sicurezza attorno allo stesso tavolo per confrontarsi e formare agenti preparati in grado di riconoscere e contrastare i crimini d’odio motivati da razzismo e xenofobia.

“Viviamo in un periodo storico, almeno in Italia, in cui la conflittualità sociale sta ricominciando a crescere dopo decenni di declino. Possiamo dire che fra società civile e istituzioni di law enforcement esiste spesso una forte e reciproca diffidenza – spiega l’assessore Marco Giusta -. Parlando della realtà torinese, questa diffidenza è stata in parte mitigata nella lotta alla violenza sulle donne e ai crimini omo-transfobici. Un risultato ottenuto grazie a un lento e continuo contatto tra associazioni e le Forze dell’Ordine. Resta molto da fare invece nel contrasto ai crimini razzista. Il tema della sicurezza urbana, del terrorismo, dell’ordine pubblico e del decoro/degrado sono così fortemente legati, nell’immaginario pubblico, al discorso sull’immigrazione, che il dibattito nazionale ed europeo è fortemente polarizzato. In questo senso è fondamentale un’opera di aggiornamento e di rinnovamento degli strumenti in possesso degli operatori della sicurezza”.

“Anche nel confronto con realtà culturali diverse ritrovo temi comuni che caratterizzano le difficoltà relazionali della nostra società – afferma il Procuratore Anna Maria Baldelli -, ma soprattutto trovo la conferma della necessità di proseguire nella direzione della prevenzione, soprattutto con azioni concrete nei confronti dei giovani”.

“Dal confronto e dallo scambio esperienziale non può che derivare arricchimento personale e professionale – conclude il comandante Emiliano Bezzon -. La polizia locale di Torino da sempre attenta ai crimini d’odio, specie nella popolazione più giovane, oggi acquisisce nuove competenze. In autunno, quando i colleghi finlandesi e irlandesi saranno a Torino, metterà a disposizione le proprie eccellenze sviluppate con la Procura dei minori”.

Il progetto G3P Reloaded mette a confronto le positive esperienze dei due paesi nordeuropei con quella del “nucleo di prossimità” del corpo di Polizia municipale.

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