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Carta d’identità elettronica, le modalità per il rilascio

di Piera Villata

La Città di Torino dall’inizio dell’anno, dopo un periodo di sperimentazione, ha avviato il rilascio della nuova carta d’identità elettronica (Cie), modalità diventata obbligatoria nel rispetto delle disposizioni impartite dal Ministero dell’Interno che invita i comuni, dotati di postazioni di lavoro operative, ad abbandonare l’emissione della carta d’identità cartacea.

L’introduzione della nuova Cie è finalizzata a incrementare i livelli di sicurezza mediante l’adeguamento delle caratteristiche del supporto agli standard anticlonazione e anticontraffazione in materia di documenti elettronici.

La carta d’identità può essere richiesta se il precedente documento è in scadenza, scaduto, smarrito, rubato o deteriorato con le modalità dettagliatamente illustrate sul sito web del comune di Torino alla pagina http://www.comune.torino.it/anagrafe/cartaid.htm, previo appuntamento. Non devono invece essere rinnovate a seguito di cambio indirizzo o residenza.

In considerazione dell’obbligatorietà di prenotazione sul portale del Ministero dell’Interno, la Città, per agevolare gli utenti non dotati della strumentazione minima richiesta (computer o telefonino connessi in rete), ha attivato un servizio di prenotazione telefonica.

Il servizio, già attivo al numero 011 011 25300 dalle 10 alle 12, nei prossimi giorni sarà ampliato e osserverà il seguente orario: dal lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30 mentre il venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

Alcune criticità riferite alla difficoltà di prenotazione sul Portale del Ministero, sono state prontamente segnalate dagli Uffici della Città al servizio di assistenza attivato dallo stesso Ministero e che sono già state prese in carico.

Allo sportello anagrafico, per il perfezionamento della richiesta, occorre portare una foto e il documento scaduto, oppure la denuncia di smarrimento o di furto con un altro documento valido. All’atto della richiesta di emissione, il cittadino può esprimere il consenso o il diniego alla donazione degli organi. Informazione che potrà essere modificata in qualsiasi momento rivolgendosi all’Asl.

La consegna della Carta d’identità Elettronica non è però immediata. La carta, con tutte le informazioni, viene fatta virtualmente e inviata a Roma dove viene stampata dall’Istituto Poligrafico dello Stato e mandata via posta al titolare, entro sei giorni lavorativi.

Il costo del nuovo documento elettronico è di euro 22,21 da versare allo sportello in contanti, di cui euro 16,79 corrispettivo per spese di emissione sostenute dal Ministero dell’Interno e euro 5,42 di diritti fissi e di segreteria.

Rispetto al vecchio documento cartaceo, presenta indubbiamente molti vantaggi. Oltre a quello della indeteriorabilità, contiene il codice fiscale, che compare pure come codice a barre sul retro, ha un numero nazionale unico composto da lettere e numeri e prevede l’inserimento anche delle impronte digitali. Permette altresì il riconoscimento digitale dell’identità all’estero, come già avviene con il passaporto elettronico e l’accesso ad un canale agevolato per il rilascio dell’identità digitale, la cosiddetta Spid.

Per assicurare il rilascio della nuova carta di identità elettronica, la Città e le istituzioni stanno collaborando fattivamente. Anche il Ministero dell’Interno ha allestito un centro assistenza per i cittadini che si può contattare telefonicamente al numero 800263388 oppure scrivendo all’indirizzo email cie.cittadini@interno.it.

Attualmente la carta d’identità elettronica non può essere rilasciata ai cittadini non residenti a Torino o italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani Residenti all’Estero (Aire) per i quali può essere emesso esclusivamente il formato cartaceo.

Le carte in formato cartaceo potranno essere rilasciate solo nei limitati casi di motivata urgenza documentata e previsti dal Ministero come ad esempio salute, viaggio, consultazioni elettorali, partecipazione a concorsi o gare pubbliche. Pertanto il numero di carte d’identità cartacee fornite dalla Prefettura alla Città di Torino per l’anno 2018, saranno pari a circa un terzo di quelle mediamente rilasciate negli anni scorsi.

 

 

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