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Mutamenti climatici, un tavolo per definire una strategia di adattamento

di Mauro Marras

La Città di Torino costituisce un Tavolo di lavoro interassessorile sui cambiamenti climatici per esaminare le misure esistenti e le eventuali buone pratiche già avviate, predisporre un Piano operativo di mitigazione e adattamento e curarne l’aggiornamento e coordinare azioni al fine di adattare le proprie politiche di gestione del territorio alle possibili situazioni di crisi provocate da eventi che non possono più essere considerati eccezionali. Basti pensare alla siccità che ha colpito la nostra Regione nei mesi scorsi e al grave incendio in val di Susa, alle alluvioni e alle precipitazioni intense che sempre più spesso si verificano, eventi che chiamano in causa il mutamento del clima e impongono alle istituzioni un’analisi dei fenomeni e delle loro cause e la predisposizione di strumenti orientati a gestire situazioni estreme e a ridurre il loro impatto sul territorio, attraverso la realizzazione di diverse tipologie di interventi, primo tra tutte lo sviluppo di infrastrutture verdi.

Faranno parte del tavolo di lavoro le seguenti aree o servizi della macchina comunale: Ambiente, Edilizia privata, Infrastrutture, Mobilità, Politiche sociali, Sistema informativo, Urbanistica, Verde, Edilizia pubblica, Protezione civile e Energy management. Il gruppo così realizzato potrà ad esempio, in modo integrato, definire norme di resilienza per le infrastrutture dei trasporti e dell’energia e per gli edifici nuovi o esistenti; potrà approntare un piano di azione per far fronte ai rischi di inondazione e di ondate di calore anche nell’ambito della revisione in corso del Piano regolatore.

Nel corso del 2017 gli uffici dell’Amministrazione comunale hanno incontrato le città italiane che hanno già definito una loro strategia, come Padova e Bologna; grazie al supporto tecnico ed economico della German Marshall Fund of the United States, inoltre, è nata una collaborazione con le città americane di Portland, Oregon – città leader a livello mondiale per i suoi piani che risalgono dagli anni novanta – e Oakland, California, che ha permesso di osservare un modello positivo di processo partecipato e di verificare l’impatto delle misure di adattamento adottate da quelle realtà.

Questa iniziativa dell’amministrazione comunale si colloca nel percorso da essa intrapreso nell’ambito della “Strategia nazionale di adattamento ai mutamenti climatici” avviata nel 2015 e delle politiche europee di riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane, che hanno fin dall’inizio coinvolto le città europee: Il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors) al quale la Città di Torino aderisce nel 2009, pubblicando il suo Piano di azione per l’energia sostenibile (Tape, Turin action plan for energy), nel 2010, per la riduzione del 30% di emissioni di CO2 entro il 2020; l’adesione a Mayors Adapt e la partecipazione, in qualità di partner, al progetto Derris, che ha dato l’avvio alla definizione di una strategia locale di adattamento per preparare le piccole e medie imprese a fronteggiare in modo più efficace eventi – ondate di calore, siccità, flash flooding, alluvioni e altro – riducendo le vulnerabilità esistenti e aumentando le capacità di adattamento del territorio torinese.

Per un miglior coordinamento tra le due iniziative e le attività connesse, la Città si propone di aderire al nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia (Covenant of Mayors for Climate & Energy), che mira a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 40% entro il 2030 e ad adottare un approccio integrato tra le strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

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