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Assemblea Anci, Nosiglia “I sindaci, figure dell’Italia migliore”

di Mauro Gentile

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“Il sindaco è indubbiamente la persona meglio conosciuta, apprezzata e benvoluta quando si immerge nel tessuto quotidiano di persone e famiglie e le sostiene e aiuta nelle concrete loro necessità ed esigenze”.
L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia – invitato questa mattina al Lingotto alla presentazione dell’indagine “L’Italia che … vuole essere migliore”, realizzata da Swg per conto dell’Anci – ha evidenziato quanto importante sia il ruolo dei primi cittadini nella vita di ogni comunità e “l’alta considerazione che la gente ha per il proprio sindaco rispetto a tante altre figure istituzionali sia locali sia nazionali”.


Nosiglia ha parlato anche di crisi e del modo per uscirne, evidenziando che non si tratta solo di una questione di politiche economiche e finanziarie. Entrano in gioco anche i valori come l’onestà, la giustizia sociale e l’equità. “Valori etici radicati nel cuore delle gente, valori umani, religiosi e civili insieme che – ha sottolineato il presule – contrastano quel diffuso costume di corruzione che sembra un atteggiamento e comportamento normale e scontato nei rapporti economici, commerciali e politici di tanti, e che incoraggia di fatto le collusioni mafiose, tangenti e truffe. Il primo compito che attiene a chi regge organismi dello Stato, sia a livello comunale che regionale e nazionale, è quello non solo di promuovere questi valori e combattere ogni deviazione in merito, ma anche di testimoniarli nella propria vita con trasparenza e verità”.
Parlando di scelte e strategie in campo amministrativo e istituzionale, il capo dell’Arcidiocesi torinese ha invitato, riprendendo le parole di Papa Francesco, a “combattere la cultura dello scarto, che mortifica, discrimina o lascia ai margini della vita comune certe categorie di cittadini, per considerarle solo come oggetto di cura e di assistenza, e dunque un peso, più che una risorsa in grado di contribuire al progresso della società”.
Una condizione da superare, che Nosiglia ha tradotto anche in numeri.  “Oggi la cultura dello scarto – ha detto nel corso dell’incontro a cui hanno preso parte anche il sindaco Piero Fassino e il direttore de La Stampa, Mario Calabresi – allontana dalla vita sociale 1 milione 400 mila cittadini: sono i poveri assoluti ma anche tanti minori, anziani, senza dimora, rom, precari e disoccupati o in cerca di lavoro soprattutto giovani, chi perde la casa a causa dello sfratto incolpevole, disabili e malati terminali”.
Tra gli argomenti trattati dall’arcivescovo , anche quello dell’immigrazione e dei  rifugiati che arrivano nel nostro Paese per sfuggire alle violenze e alle guerre. “Il Papa ha invitato ogni parrocchia ad accogliere una famiglia o gruppo di rifugiati. Diversi Comuni si stanno prodigando per lo stesso scopo – ha riconosciuto Nosiglia – e hanno attivato una rete con le rispettive parrocchie per dare una risposta a questa emergenza: due realtà di base popolare e capillare sul territorio, quali sono appunto il Comune e la parrocchia, che insieme alle tante associazioni e al Terzo settore uniscono programmi, personale e risorse facendo squadra. In questo modo – si è detto certo il presule –  si potrà far fronte agevolmente e senza troppo sforzo a questi impegni diffondendo così anche una cultura alternativa di solidarietà, fondamentale per dare slancio e vigore alla ripresa etica ed economica del Paese”.

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