Torino conclude il percorso sperimentale del MaaS e ne traccia le prospettive future. Con l’evento “MaaS ToMove – Oggi e domani. Risultati e prospettive per il futuro”, suddiviso in due sessioni — una mattutina con gli stakeholder e una pomeridiana con gli utenti — la città ha fatto il punto su due anni di lavoro dedicato alla mobilità integrata, tra traguardi raggiunti e sfide ancora aperte.
L’appuntamento, ospitato negli spazi di Dorado in Lungo Dora Firenze 37, rappresenta la tappa conclusiva del progetto torinese all’interno del programma nazionale “MaaS for Italy”, offrendo offrendo un’occasione per condividere i risultati e confrontarsi con partner istituzionali e operatori del settore.
Nel corso della mattinata, 5T ha ripercorso le principali tappe del progetto, sviluppato tra aprile 2024 e marzo 2026, che ha portato alla costruzione di un ecosistema integrato di servizi di mobilità accessibili tramite piattaforme digitali. Il modello sperimentato ha messo in relazione trasporto pubblico, operatori privati e servizi di sharing, con applicazioni che hanno coinvolto cittadini, imprese, grandi eventi e turismo.
Dai primi risultati emerge una partecipazione significativa e una buona capacità di integrazione tra i diversi servizi, accompagnata dalla raccolta di dati utili a leggere in modo più preciso gli spostamenti multimodali. Un’esperienza che ha contribuito a posizionare Torino tra i progetti più rilevanti a livello nazionale, riconosciuta anche con il premio Top MaaS City 2025, conferito alla città durante lo Smart City Expo World Congress di Barcellona.
Nel suo intervento l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha sottolineato come il MaaS torinese rappresenti “un successo riconosciuto, nonostante un avvio più tardivo rispetto ad altre esperienze europee”, sottolineando “la capacità della città di trasformare i finanziamenti in nuovi servizi per i cittadini”. “Torino ha dimostrato di saper fare sistema insieme a imprese, startup, università e centri di ricerca come il Politecnico – ha proseguito l’assessora -. “Ora il confronto continua – ha concluso Foglietta – prima con i partner e poi con gli utenti che hanno effettivamente utilizzato il servizio.”

Il confronto internazionale, in particolare con l’esperienza dei Paesi Bassi dove i progetti pilota sono partiti nel 2017, ha offerto una chiave di lettura fondamentale per il caso torinese. Da queste esperienze emerge quanto sia complesso portare il sistema su scala ampia, poiché l’integrazione tra operatori e il cambiamento delle abitudini degli utenti restano sfide centrali che richiedono una governance solida e infrastrutture digitali adeguate.
In questa direzione si colloca il MaaS Office, sviluppato dalla Città di Torino insieme a 5T, pensato come struttura stabile di coordinamento. L’obiettivo è superare la logica dei progetti sperimentali e costruire un modello continuo, capace di mettere in relazione amministrazione, operatori di trasporto, piattaforme digitali, imprese e mondo della ricerca. Un passaggio considerato centrale per rendere la mobilità integrata più accessibile, efficace e duratura.
Le analisi presentate guardano anche al lungo periodo, con una stima di benefici ambientali, sociali ed economici legati alla diffusione del MaaS, a fronte di un investimento complessivo di oltre 30 milioni di euro su un orizzonte di 25 anni.
Con la conclusione della sperimentazione, il percorso entra ora in una nuova fase. La sfida sarà consolidare quanto costruito, ampliando l’offerta di servizi e la base degli utenti, e rendendo sempre più attrattive le soluzioni di mobilità condivisa e sostenibile.
