Una nuova vita per la Dora: gli studenti del Politecnico ridisegnano il lungofiume

Ogni città porta con sé i segni della propria storia e, negli stessi luoghi, le possibilità di ciò che può diventare. È da questa prospettiva che gli studenti e le studentesse del Politecnico di Torino hanno immaginato il futuro del lungofiume della Dora Riparia, nel tratto compreso tra il ponte Carpanini e il ponte di via Bologna, davanti ai binari dismessi dell’ex stazione della Torino-Ceres. Un progetto per ripensare questo spazio della città come un luogo pubblico più inclusivo, sostenibile e capace di favorire incontro, socialità e nuove forme di mobilità.

L’annuncio del vincitore del concorso di idee e la presentazione delle proposte progettuali si sono svolti ieri sera nell’androne di Palazzo Ravera, in corso Giulio Cesare 14, alla presenza dell’assessore al Verde e alla Cura della città, Francesco Tresso. “La Dora non è soltanto uno dei quattro fiumi che attraversa Torino – ha commentato l’assessore – , è uno spazio di vita, un pezzo della nostra storia e un luogo che può tornare sempre più a essere vissuto, attraversato e riconosciuto come parte della città. Forse è proprio da qui che si deve cominciare. Da chi abita un luogo, lo guarda e con occhi nuovi e prova a immaginare il futuro”. 

L’appuntamento è stata l’occasione per inaugurare la mostra che raccoglie i progetti elaborati dagli studenti, che sarà visitabile anche giovedì 1 ottobre alle 18.30 in occasione dell’aperitivo organizzato insieme alla Biennale della Prossimità. 

Ad aggiudicarsi il primo posto è stato Filippo Buri, 25 anni, studente del corso di laurea magistrale in Architettura del Paesaggio del Politecnico di Torino. Il suo progetto nasce dall’idea di restituire questo tratto di città a una dimensione più vicina alle persone, riducendo il traffico e creando nuovi spazi per camminare, incontrarsi e vivere il lungofiume. Tra le sue proposte, la chiusura al traffico veicolare dei controviali di corso Giulio Cesare, nel tratto compreso tra piazza della Repubblica e Lungo Dora; nuove piste ciclabili; nuovi spazi di sosta e di aggregazione lungo le sponde, con la presenza di nuove alberature e arbusti; una nuova area sportiva attrezzata pensata anche per attrarre i numerosi runner provenienti da Parco Dora.

Rivolto a studentesse e studenti del Politecnico di Torino, il concorso chiedeva di concentrarsi sulla sponda sud della Dora, includendo anche gli spazi antistanti l’ex stazione ferroviaria della linea Torino-Ceres. L’obiettivo era elaborare una visione complessiva dell’area, accompagnata da proposte concrete per migliorarne la qualità urbana, l’accessibilità e la fruibilità.

I progetti si sono confrontati con diversi aspetti della vita quotidiana: rendere più agevole la mobilità pedonale, creare nuovi luoghi di incontro e convivialità, favorire le attività economiche e promuovere l’inclusione di chi abita e frequenta la zona. Ai partecipanti era inoltre richiesto di misurarsi con la concreta fattibilità delle proposte, sia sul piano economico sia su quello istituzionale, e di sviluppare soluzioni capaci di garantire sostenibilità ambientale e sociale nel medio e lungo periodo.

L’iniziativa vuole essere anche un’occasione di partecipazione e confronto con il territorio. In collaborazione con la Fondazione di Comunità Porta Palazzo, il progetto punta infatti a valorizzare le reti già presenti nella zona e a mettere in relazione cittadini, istituzioni e mondo universitario attorno a una possibile trasformazione dello spazio pubblico.

Il progetto e il concorso nascono dalla collaborazione tra il Politecnico di Torino, attraverso il DIST, la Città di Torino, l’Università degli Studi di Torino, la Circoscrizione 7 e la Fondazione di Comunità Porta Palazzo, con il contributo di un gruppo di abitanti di Palazzo Ravera.