Un percorso di co-progettazione con le persone residenti, attività di sensibilizzazione sulla mobilità ciclistica, formazione pratica e la realizzazione di oltre 350 posti bici, coperti e scoperti: sono queste le principali azioni del progetto “Pedali Sociali”, promosso dal Comune di Torino in partenariato con l’Agenzia Territoriale per la Casa (ATC) del Piemonte Centrale e FIAB Torino Bike Pride.
L’iniziativa è finanziata dal bando “Bici in comune” del Ministero per lo Sport e i Giovani, con il supporto del Dipartimento per lo Sport, di Sport e Salute S.p.A. e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), e si concluderà entro la fine del 2027.
Il progetto coinvolge cinque complessi di edilizia residenziale pubblica situati in diverse aree della città:
Circoscrizione 5: corso Grosseto 115 – 119 – via Sospello 159 e 163; via Bibiana, via Chiesa della Salute; via Villar 36 e 38
Circoscrizione 1: via San Massimo 31 e 33 – via Giolitti 40; via Santa Maria 6 – via Stampatori 8-10-12-14; via Barbaroux 31
Circoscrizione 2: corso Salvemini 25.
In molti di questi contesti, la carenza di spazi adeguati per il parcheggio delle biciclette si accompagna alla limitata disponibilità di aree comuni sicure e accessibili.
L’obiettivo è incentivare l’uso della bicicletta, quale alternativa all’uso dell’auto privata, creando nuove infrastrutture di parcheggio adeguate, ma anche coinvolgendo, formando e premiando gli abitanti dell’edilizia residenziale pubblica e collaborando con le realtà del territorio, per rendere la mobilità ciclistica più accessibile e inclusiva.

“Pedali Sociali” rappresenta una sperimentazione che punta a essere estesa e replicata in altri ambiti della città.
FIAB Torino Bike Pride, nella prima fase del progetto, promuoverà attività formative come laboratori di ciclomeccanica, corsi per imparare ad andare in bicicletta, rivolti in particolare alle donne, corsi per condurre la bici in sicurezza e workshop pratici sulla ciclomeccanica. È inoltre prevista la fornitura di biciclette per chi parteciperà ai percorsi formativi. Tutte le attività saranno accompagnate da campagne di sensibilizzazione ed eventi realizzati insieme alle realtà locali.
“Con ‘Pedali Sociali’ interveniamo per rendere la mobilità ciclabile una possibilità reale anche nei contesti in cui oggi è meno accessibile. Non si tratta solo di realizzare nuovi posti bici, ma di costruire insieme alle persone residenti un cambiamento concreto nelle abitudini quotidiane – spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta -. Questo progetto unisce infrastrutture, formazione e coinvolgimento diretto degli abitanti, perché la mobilità sostenibile funzioni davvero e sia alla portata di tutte e tutti. La bicicletta è uno strumento di autonomia, salute e inclusione: investire in questa direzione significa migliorare la qualità della vita quotidiana, ampliare le opportunità di spostamento e contribuire a rendere i quartieri più vivibili. La co-progettazione e il coinvolgimento attivo delle persone residenti sono elementi centrali, perché rendono gli interventi più efficaci e duraturi nel tempo.”
“Con l’avvio dei primi appuntamenti formativi nei quartieri – dichiara il vicepresidente di Atc Fabio Tassone – parte ufficialmente un progetto che, tra le altre cose, ha il merito di favorire l’inclusione sociale, creando occasioni di incontro e partecipazione per gli abitanti dei complessi di edilizia sociale e stimolando il senso di appartenenza e cura degli spazi pubblici. Si tratta infatti di un’iniziativa di grande valore, che non si limita a intervenire sugli spostamenti, ma si inserisce in una visione più ampia di riqualificazione dei nostri quartieri. La mobilità sostenibile diventa così uno strumento concreto per riportare questi luoghi al centro della vita cittadina, rendendoli più vivibili, accessibili e sicuri”.
“Secondo l’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti (ISFORT), in Italia le persone con redditi più bassi tendono a utilizzare meno la bicicletta come mezzo di trasporto per una serie di ragioni interconnesse, che riflettono barriere infrastrutturali ma anche sociali. Soprattutto gli edifici in zone più periferiche possono avere una rete di piste ciclabili più scarsa a cui si aggiunge la percezione della bicicletta, dal punto di vista culturale e sociale, come mezzo di trasporto “inferiore” rispetto all’automobile, associandola a un segno di difficoltà economica piuttosto che a uno stile di vita sostenibile. È importante quindi valorizzare questo mezzo, efficiente, economico e utile a mantenere uno stile di vita sano e attivo, anche con progetti come Pedali sociali”, commenta Ammj Traore, presidente di FIAB Torino Bike Pride.
Investire sulla mobilità ciclabile vuol dire offrire un’opzione di spostamento a basso costo e favorire uno stile di vita attivo. Rendere la bicicletta una scelta possibile e sicura può offrire un contributo prezioso per restituire respiro agli spazi urbani, favorendo quartieri che siano, nel tempo, più accoglienti e a misura di persona.

I primi appuntamenti in programma:
Via Stampatori 8-10-12-14 via Santa Maria 6, via Barbaroux 31, venerdì 20 marzo dalle 17.30 alle 19.30, venerdì 27 marzo, dalle 18 alle 20.
Via Villar 36 e 38, venerdì 20 marzo, dalle 17.30 alle 19.30, e sabato 28 marzo, dalle 14.30 alle 16.30.
Corso Grosseto 115 -119, via Sospello 159,163, via Bibiana, via Chiesa della Salute (in collaborazione con l’associazione Altrocanto) sabato 21 marzo 2026, dalle 15 alle 17, Laboratorio di riuso; sabato 28 marzo 2026, dalle 10 alle 12, Manutenzione ordinaria della bicicletta.
Corso Salvemini 25 (in collaborazione con il comitato inquilini) sabato 21 marzo, dalle 18 alle 20 e domenica 29 marzo, dalle 10 alle 12
Via San Massimo 31 e 33, via Giolitti 40, (in collaborazione con Acmos) lunedì 23 marzo, dalle 15.30 alle 17.30, presso Aria Spazi Reali (via Giolitti, 40/B), domenica 29 marzo, dalle 14.30 alle 16.30.
