Un nuovo spazio dedicato ai percorsi di vita indipendente e all’inclusione delle persone con disabilità apre le sue porte sulle colline torinesi. È stato inaugurato questa mattina il progetto “Il Molino si fa Casa”, promosso dalla Fondazione OZ ETS all’interno del Molino di Cavoretto, in corso Moncalieri 262.
L’intervento ha consentito il recupero e la riqualificazione degli spazi del primo piano dell’edificio, trasformandoli in quattro residenze accessibili in grado di accogliere fino a sei beneficiari. Un progetto che si inserisce nel più ampio impegno della Città per promuovere l’autonomia delle persone con disabilità e favorire lo sviluppo di modelli abitativi innovativi, fondati sull’inclusione e sulla partecipazione alla vita della comunità.
A inaugurare il nuovo spazio è stato un evento moderato dalla presidente della Fondazione OZ Enrica Baricco insieme a Matteo Caccia, autore, giornalista e storyteller di Radio 24. Nel corso della mattinata sono intervenuti, nell’ordine, la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, l’assessore alle Politiche sociali della Città di Torino Jacopo Rosatelli, la stessa Enrica Baricco, la presidente della Fondazione Creonti Fiorella D’Elia, il segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi e il responsabile della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo Andrea Lecce.

“La costruzione di percorsi di vita autonoma per persone con disabilità è una delle sfide più importanti che la collettività intera si trova davanti. Con la nascita del progetto Il Molino si fa Casa, promosso dalla Fondazione OZ ETS all’interno del Molino di Cavoretto, istituzioni e terzo settore si attivano per garantire indipendenza a cittadine e cittadini che chiedono autonomia e servizi – ha affermato Michela Favaro, vicesindaca della Città di Torino -. Grazie alla riqualificazione di questi spazi, nasce una struttura all’avanguardia capace di offrire soluzioni abitative pensate per specifiche necessità”.
“Parlare di salute significa anche mettere ogni persona nelle condizioni di sviluppare al massimo le proprie autonomie e di costruire il proprio progetto di vita – ha detto Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte -. Il Molino si fa Casa nasce esattamente con questo obiettivo: non semplicemente offrire uno spazio accessibile, ma accompagnare ragazze e ragazzi con disabilità nell’acquisizione di quelle competenze quotidiane, relazionali e lavorative che consentono loro di diventare sempre più protagonisti delle proprie scelte. È un modello nel quale sanità, politiche sociali, istituzioni e Terzo settore lavorano insieme, superando i confini delle rispettive competenze per costruire percorsi realmente personalizzati. Ringrazio Fondazione OZ e tutti i soggetti che hanno reso possibile questo progetto: investire sull’autonomia significa investire sulla qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie e rendere concretamente più inclusiva la nostra comunità”.
“Con Il Molino si fa Casa compiamo un passo concreto nella costruzione di una città più inclusiva, dove il diritto all’autonomia e all’autodeterminazione delle persone con disabilità trova risposte reali nei servizi e nei luoghi – ha sottolineato Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Questo progetto offre l’opportunità di sperimentare percorsi di vita indipendente, rafforzando competenze, relazioni sociali e partecipazione. È questa la direzione che vogliamo seguire: mettere al centro le persone, valorizzando il contributo del terzo settore e delle reti territoriali”.
“Il Molino rappresenta un passaggio importante nella storia di FondazioneOz – ha dichiarato Enrica Baricco, Fondatrice e Presidente di FondazioneOz –. Non abbiamo semplicemente recuperato un edificio, ma abbiamo fatto crescere una casa. Una casa nella quale bambini, ragazzi e famiglie possano trovare spazi, persone, relazioni e opportunità per ricostruire una quotidianità possibile quando la malattia o la fragilità l’hanno profondamente modificata. Il Molino nasce grazie a una straordinaria alleanza tra pubblico, privato, fondazioni, imprese e persone che hanno creduto nella nostra idea di Quotidianità che Cura. A tutti loro va il nostro grazie”.
Il progetto, finanziato nell’ambito della Missione 5, Componente 2 del PNRR, linea di investimento 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità”, ha previsto interventi di risanamento e adeguamento degli ambienti, opere di isolamento termico e la realizzazione di quattro unità residenziali accessibili, dotate di spazi comuni per attività formative e sociali, cucina condivisa e lavanderia. L’investimento complessivo ammonta a 714 mila euro, di cui 357 mila euro finanziati con fondi PNRR, 200 mila euro attraverso il Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e 157 mila euro di cofinanziamento da parte di Fondazione OZ ETS.
“Siamo felici e orgogliosi di collaborare con FondazioneOz ad un progetto che consideriamo straordinario – ha dichiarato Fiorella D’Elia, Presidente di Fondazione Creonti –, perché dà vita ad uno spazio dedicato a bambini, ragazzi e famiglie con l’obiettivo di creare nuove opportunità di inclusione, relazione e crescita. Il Molino di CasaOz rappresenta un esempio concreto della mission della Fondazione Creonti che consiste nel sostenere interventi il cui impatto sia significativo e duraturo sulla nostra società, rispondendo alle esigenze delle fasce più deboli”.
“Proseguiamo la lunga collaborazione con FondazioneOz in questo nuovo progetto, che consideriamo una vera e propria impresa per il bene comune, nata dalla sinergia tra pubblico, privato e filantropia – ha sottolineato Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo -. Il Molino di Cavoretto sarà un luogo fatto di persone, spazi e iniziative capace di integrare in modo innovativo cura e benessere, educazione e socialità, sostenibilità ambientale e sociale, salute mentale e autonomia dei giovani. Tutti temi centrali per la nostra Fondazione”.
“Il Molino di CasaOz è molto più di uno spazio riqualificato: è un luogo dove la fragilità può trasformarsi in relazioni, competenze e nuove opportunità per bambini e famiglie – ha affermato Andrea Lecce, Responsabile Direzione Impact Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – Per questo siamo al fianco di CasaOz da anni, con un sostegno diretto e attraverso la nostra piattaforma For Funding, convinti che sia nostro dovere restituire al territorio la fiducia che le persone ci accordano ogni giorno. Ad oggi, For Funding ha sostenuto oltre 600 progetti di 420 organizzazioni non profit, raccogliendo più di 69 milioni di euro, mentre come Direzione Impact, che opera nell’ambito della Banca dei Territori, accompagniamo oltre 110.000 realtà dell’economia sociale con oltre 600 professionisti dedicati e circa 400 milioni di euro di credito erogato annualmente al Terzo Settore. È il nostro modo di essere banca per il bene comune, creando valore sociale concreto nelle comunità”.
Il servizio è già operativo e offre percorsi personalizzati rivolti a giovani con disabilità, accompagnati da educatori attraverso attività dedicate alla gestione della vita quotidiana, alla cura degli spazi, alla socializzazione, allo sviluppo delle competenze digitali, all’educazione alimentare, alla gestione economica e all’orientamento al lavoro. L’obiettivo è favorire una progressiva crescita dell’autonomia personale e sostenere la costruzione di percorsi di vita indipendente.
Con il completamento del progetto “Il Molino si fa Casa”, Torino compie un ulteriore passo avanti nell’attuazione delle iniziative finanziate dal PNRR dedicate all’inclusione delle persone con disabilità, promuovendo soluzioni abitative innovative capaci di coniugare autonomia, sostegno educativo e partecipazione alla vita della comunità.

