Reduci dall’incontro inaugurale di oggi delle Nitto Atp Finals di singolare durato 1 ora e 40 minuti, tra Carlos Alcaraz e Alex De Minaur, vinto dallo spagnolo, il comico milanese Luca Ravenna e il rapper torinese e Willie Peyote, si sono ritrovati sul palco di Casa Tennis, come penultimo incontro dei talk della domenica torinese, organizzati in centro città, in occasione delle Atp Finals.
ll mix di musica e comicità che ha funzionato sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo 2025, si è ripetuto con leggerezza e anticonformismo anche all’interno della cupola geodetica di piazza Castello.
Un incontro piacevole che ha visto i due protagonisti della serata rispondere alternandosi, proprio come una partita di tennis. Sport che Luca Ravenna conosce bene visto che si definisce “un tennista con un dritto magico e un rovescio bello, ma sono comunque scarso. Ho passato un’estate intera con mio fratello a giocare a touchtennis, uno sport ideato in Inghilterra nel 2003 che ci ha fatto appassionare”.
Non ha mai giocato a tennis, invece, il Peyote: “Mio padre giocava, io no. Lo trovo molto difficile come sport, ma mi incuriosisce perché si gioca da soli e in parte sfrutta le debolezze psicologiche dell’avversario”.
Tante le similitudini tra le professioni di comico e cantante con il tennis. “La comicità – dice Ravenna – è saper mischiare le carte, fingere, ma anche prepararsi al meglio un po ‘ come i tennisti che fingono di mandare la pallina da una parte e invece la mandano dall’altra”. Per il Peyote invece è “fondamentale avere un entourage che ti aiuta e di cui potersi fidare prima dei concerti, così come nello sport”.
E poi ci sono i gesti scaramantici e i rituali prima di ogni spettacolo o concerto. Luca Ravenna si allaccia le stringhe delle scarpe sempre su una sedia, nella stessa posizione, beve Coca Cola e mangia noccioline e carote prima di salire sul palco. Willie il Peyote, invece, solo un bel gin tonic. “Lo stesso cocktail che farei bere ad Alcaraz se accettasse di venire con me ai Murazzi. Capirebbe cosa significano i Murazzi per noi torinesi”.
Poi un breve momento serio in cui Luca Ravenna spiega come il tennis sia per lui uno sport sopra tutti gli altri che richiede molto sacrificio, grande professionalità e un livello di perfezione oggi incredibile. Lo sportivo a cui si è ispirato? Il tennista Roger Federer. Per Willy Peyote, invece, è il calciatore del Torino Kamil Glik per la sua grande “cattiveria agonistica”, la stessa che “avevo io quando giocavo a calcio come difensore”. Il pubblico divertito e incollato alle sedie vorrebbe che l’incontro non finisse.
Ma Luca Ravenna sarà di nuovo a Torino, a febbraio, con l’ottavo spettacolo dal vivo “Flamingo” che porterà nei teatri di tutta Italia a partire da gennaio 2026. Willy, invece, lo si può incontrare nelle strade torinesi e ascoltare con la ristampa di “Educazione Sabauda”, con cui celebra i 10 anni dalla prima uscita del fortunato album.
