Roma, la vicesindaca Favaro alla Messa di canonizzazione di Pier Giorgio Frassati Oltre 80mila fedeli oggi si sono radunati a Roma in piazza San Pietro e nelle zone adiacenti per la Messa di canonizzazione di Carlo Acutis e del torinese Pier Giorgio Frassati presieduta da Papa Leone. Tra i presenti, anche presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

Nato a Torino nel 1901 in una famiglia dell’alta borghesia, Piergiorgio Frassati coniugò la fede con un
impegno sociale instancabile. Studente di ingegneria, appassionato di montagna, attivo nella Gioventù Cattolica e nel movimento studentesco, morì a soli 24 anni al servizio dei poveri, dei malati e degli emarginati. La vita di Carlo Acutis, nato a Londra e vissuto a Milano, morto anch’egli giovanissimo a soli 15 anni nel 2006, è divenuta invece una testimonianza di come la santità possa fiorire anche nell’era digitale.
A rappresentare la Città di Torino a Roma c’era la vicesindaca Michela Favaro: “presenziare in piazza San Pietro oggi – spiega – è stato un grande onore e, insieme, una grande emozione. Le vite di questi due ragazzi, pur nati a quasi un secolo di distanza l’uno dell’altro, rappresentano un esempio straordinario e un modello valoriale per tantissimi giovani. La testimonianza di Pier Giorgio Frassati, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della nostra città, è segnata da un forte senso di responsabilità civile e politica e dimostra come la santità possa e debba intrecciarsi con le sfide concrete della vita pubblica. Ha vissuto la politica non come ricerca di potere, ma come servizio al bene comune, mettendo al centro i poveri, i lavoratori, gli ultimi. Il suo impegno nelle associazioni studentesche e sociali, e in modo particolare nella San Vincenzo de’ Paoli, della Fuci e di Azione Cattolica, è stata scuola di fede, amicizia e impegno concreto, capace di formarlo come giovane laico consapevole e attivo nella società. Per Torino, città del lavoro e dal ricco tessuto sociale e culturale, la sua santificazione è un richiamo: significa che è possibile costruire una società più equa e solidale anche nelle sfide della modernità, tra fabbriche, università, quartieri popolari e luoghi di decisione politica. La sua figura diventa così un faro per la nostra città, chiamata a mantenere viva la sua tradizione di laboriosità, solidarietà e partecipazione civile”.



