Dallo specchietto rotto al finto investimento, la Città di Torino collabora con tassisti e Prefettura per contrastare le truffe al volante  

Si sono moltiplicate le segnalazioni degli automobilisti alla Polizia Locale per truffe, o tentativi di truffe, con il metodo del falso pedone investito o dello specchietto rotto. Nell’ultimo anno circa 880mila italiani hanno ammesso di essere caduti nel tranello e di aver pagato in contanti il presunto danno. E anche a Torino i dati delle denunce sono in aumento.

La Giunta, ieri, ha voluto dare un segnale netto approvando la delibera presentata dall’assessore alla sicurezza e Polizia Locale Marco Porcedda, che prevede un accordo con i tassisti, in coordinamento con la Prefettura, per prevenire e contrastare queste truffe. Il protocollo d’intesa contempla la collaborazione con i tassisti di Torino che sono la sentinella in borghese che “pattugliano” le strade 24 ore su 24 senza destare sospetti nei truffatori. Saranno installate delle dash cam sui taxi e grazie a questi dispositivi si avrà la possibilità di monitorare l’intero territorio cittadino con la raccolta di immagini in caso di tentativo di truffe. Sarà poi il personale operativo del Corpo di Polizia Locale a visionare le immagini, scaricandole dalle dash cam, per poter risalire all’identità dei truffatori. 

È ormai nota la truffa dello specchietto in cui un malintenzionato simula un danno alla propria auto per indurre un automobilista a pagare denaro contante sul posto, evitando assicurazione e forze dell’ordine. Il truffatore crea un rumore o mostra un danno preesistente, poi accusa la vittima, che viene fermata e intimidita per estorcerle denaro, sfruttando la fretta e la paura di complicazioni. A questa truffa si è aggiunta, negli ultimi anni, quella del truffatore-pedone che finge di essere stato investito e chiede al malcapitato guidatore un risarcimento in contanti. Il truffatore-pedone si butta a terra non appena passa un’automobile fingendo di essere stato investito. Alcune volte interviene anche un complice che testimonia di aver assistito al sinistro. Sfruttando il senso di colpa dell’automobilista e la paura di possibili conseguenze, il truffatore propone al guidatore un risarcimento in contanti.

La strategia dei truffatori è di chiedere un rimborso in contanti senza fare denuncia né alle autorità né alla compagnia assicurativa, così da evitare un peggioramento della classe di merito del malcapitato automobilista con conseguente aumento del premio RC auto.

“La truffa – spiega l’assessore alla sicurezza della Città di Torino Marco Porcedda – riguarda trasversalmente tutti gli automobilisti, ma percentualmente la popolazione anziana è quella più colpita. Per questo ci siamo attivati dando vita a un progetto che integra l’attività operativa supportata dalle tecnologie informatiche per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani. Un’azione che va ad aggiungersi alla campagna comunicativa e formativa “La truffa si camuffa” portata avanti dagli agenti della Polizia Locale che, durante diversi incontri nei quartieri che stanno riscuotendo un ottimo successo tra le persone over 60, racconta i tentativi di truffa più comuni e insegna come difendersi”.

Il progetto “Truffe agli anziani” può contare sul “Fondo per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani” finanziato dal Ministero dell’Interno con 33mila e 500 euro, senza oneri per la Città.