Si è svolto questo pomeriggio, nella Sala Colonne di Palazzo Civico, l’incontro “I diritti umani, oggi”, promosso dalla Città di Torino in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani. Un appuntamento pensato come spazio di riflessione e approfondimento sul valore dei diritti fondamentali nel contesto contemporaneo e dedicato alla memoria di Vladimiro Zagrebelsky, giurista ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, scomparso lo scorso agosto all’età di 85 anni.
Ad aprire i lavori e introdurre ospiti e temi è stato Jacopo Rosatelli, assessore ai Diritti della Città di Torino, che ha ricordato il contributo di Zagrebelsky alla difesa dello Stato di diritto e alla cultura dei diritti umani, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione pubblica su questi temi.
«Ribadire oggi il valore universale dei diritti umani non è un esercizio celebrativo – ha affermato l’assessore Rosatelli -, ma un’urgenza civile. In un tempo segnato da nuovi conflitti, disuguaglianze crescenti e narrazioni che mettono in discussione libertà che credevamo acquisite, abbiamo il dovere di rinnovare il nostro impegno per una tutela effettiva dei diritti di tutte e tutti. Ricordare la lezione di Vladimiro Zagrebelsky significa proprio questo: difendere lo Stato di diritto e l’equilibrio fra i poteri, riaffermare la dignità di ogni persona contro abusi, violenze e ingiustizie in ogni parte del mondo.»
Nel corso dell’appuntamento sono intervenuti Valeria Marcenò, Professoressa Ordinaria di Diritto Costituzionale e Direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino, Edoardo Greppi, Professore Emerito di Diritto Internazionale dell’Università di Torino, e Angela Vitale, in rappresentanza di Amnesty International Torino, che hanno offerto letture diverse e complementari sullo stato dei diritti umani nel mondo e sulle sfide che le democrazie contemporanee si trovano ad affrontare.
Durante i loro interventi in particolare sono emersi con forza i nodi centrali che attraversano oggi il dibattito sui diritti umani e sul ruolo delle istituzioni. La prof.ssa Marcenò ha richiamato l’urgenza di riaffermare diritti troppo spesso dati per scontati, sottolineando come nei periodi di instabilità siano proprio questi a essere trascinati in secondo piano; ha poi evidenziato il ruolo dei giudici nella tutela delle libertà fondamentali, ricordando che la magistratura – potere autonomo e indipendente – rappresenta un essenziale controbilanciamento democratico e che i nuovi diritti, nati dal basso, non devono sorprendere governi e istituzioni, chiamati invece a garantirne il rispetto. Il prof. Greppi ha ripercorso l’evoluzione storica del Diritto, dal passaggio “da sudditi a cittadini” richiamato da Bobbio alla progressiva internazionalizzazione della tutela, non senza resistenze, fino ai grandi trattati delle Nazioni Unite. Ha ricordato inoltre come, ancora oggi, in numerosi Paesi i diritti restino gravemente a rischio. Infine, l’intervento di Angela Vitale per Amnesty International ha posto l’accento sull’universalità dei diritti umani, sull’importanza dell’educazione nelle scuole e sull’attenzione da mantenere anche verso conflitti meno noti, come quello in Sudan, evidenziando come la giustizia internazionale venga talvolta percepita come un’ingerenza, pur rappresentando uno strumento indispensabile a protezione delle persone più vulnerabili.
La Giornata Internazionale dei Diritti Umani si celebra, dal 1950, ogni 10 dicembre, data in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò nel 1948 la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, documento fondativo che afferma i diritti inalienabili di ogni individuo senza discriminazioni. L’istituzione ufficiale della ricorrenza risale al 317º meeting dell’Assemblea generale del 4 dicembre 1950, con la risoluzione 423(V), che invitò Stati e organizzazioni a celebrarla nella forma più idonea a promuovere consapevolezza e impegno sui diritti fondamentali.



