Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026 Chiharu Shiota: The Soul Trembles, la grande mostra monografica dedicata all’artista giapponese riconosciuta a livello internazionale per le sue installazioni immersive realizzate con intrecci di fili rossi e neri. La mostra arriva per la prima volta in Italia, in anteprima nazionale e in un museo di arte asiatica, prima di proseguire verso la sua prossima tappa al Montreal Museum of Fine Arts.
“Questa esposizione testimonia il grande prestigio artistico e culturale del nostro Museo d’Arte Orientale – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo in occasione dell’apertura al pubblico della mostra nel pomeriggio di oggi -. Siamo convinti che per essere un buon museo del territorio occorra proporre iniziative di alto livello, come ha fatto il MAO portando a Torino una grande artista internazionale come Chiharu Shiota. Anche in un momento in cui le risorse sono limitate e le sfide per le città sono numerose, Torino non smette di credere nel valore dell’investimento culturale. È una scelta politica che rivendichiamo, convinti che una grande capitale europea della cultura, come quella che Torino vuole essere nel 2033, debba puntare a quel traguardo dimostrando attraverso azioni concrete che la cultura è una sua cifra identitaria”.
“Il MAO porta a Torino una mostra di grande rilevanza internazionale – ha dichiarato l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della mostra questa mattina – e lo fa in un modo speciale, coinvolgendo il territorio, gli spazi urbani, le cittadine e i cittadini e gli studenti delle accademie della città, dal Conservatorio all’Accademia Albertina. Un approccio che unisce arte e comunità, che la Città di Torino non può che condividere pienamente. The Soul Trembles è un viaggio attraverso il dolore e la morte, ma sempre alla ricerca benessere e della vita: un percorso che stimola e arricchisce e che invito tutti a compiere”.
Curata da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, insieme a Davide Quadrio, direttore del MAO, con l’assistenza di Anna Musini e Francesca Filisetti, la mostra è organizzata dal MAO in collaborazione con il Mori Art Museum. Dopo essere stata ospitata in prestigiose istituzioni di tutto il mondo, tra cui il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum, l’esposizione giunge a Torino con un progetto espositivo unico, che si espande negli spazi del museo e dialoga con le collezioni permanenti attraverso installazioni monumentali, sculture, disegni e fotografie.
Il percorso, ampio e di grande intensità espressiva, ripercorre l’intera produzione di Shiota, offrendo un’immersione nel suo linguaggio poetico e visivamente travolgente. Spesso ispirate da esperienze personali, le opere dell’artista esplorano l’intangibile — ricordi, emozioni, sogni e visioni interiori — e interrogano concetti universali come l’identità, la relazione con l’altro, la vita e la morte. I fili che attraversano i suoi lavori, tesi nello spazio come ragnatele di memoria e connessione, coinvolgono la parte più profonda e vulnerabile dell’essere umano, trasformando ogni ambiente in un luogo di contemplazione e silenziosa riflessione.
Il progetto espositivo al MAO è concepito come un’unica grande installazione che attraversa le sale del museo, dall’area delle mostre temporanee alle gallerie delle collezioni permanenti. L’artista realizza per l’occasione anche nuove opere e interventi site-specific, in dialogo con l’architettura e con i manufatti d’arte asiatica della collezione.
Tra le opere in mostra figurano alcune delle installazioni più iconiche di Shiota: Where Are We Going? (2017), in cui il motivo della barca evoca visioni di vite e futuri incerti; Uncertain Journey (2016), con scheletri di imbarcazioni sospesi in un reticolo di fili rossi che suggeriscono i molti incontri che possono emergere alla fine di ogni viaggio; In Silence (2008), dove un pianoforte bruciato e le sedute di un pubblico invisibile, immerse in una rete di fili neri, raccontano il silenzio che segue alla distruzione; Reflection of Space and Time (2018), che riflette sulla presenza e sull’assenza attraverso un abito e la sua immagine specchiata; Inside – Outside (2009), che esplora la soglia tra interno ed esterno, privato e pubblico, Oriente e Occidente; e infine la monumentale Accumulation – Searching for the Destination (2021), composta da centinaia di valigie sospese, simbolo di viaggio, memoria e migrazione.
“Sono lieta di avere l’opportunità di presentare Chiharu Shiota: The Soul Trembles a Torino,” afferma Mami Kataoka. “Questa mostra, inaugurata per la prima volta al Mori Art Museum di Tokyo nel 2019, ha viaggiato in sette città della regione Asia-Pacifico prima di arrivare in Europa. Nel corso di questo viaggio, il nostro mondo è stato attraversato da una pandemia e da conflitti che ci hanno spinto a riflettere sulla vita, sulla morte e sulla natura delle connessioni umane. Integrando questa mostra con la collezione transtemporale del MAO, tali domande trovano un nuovo livello di significato e di esplorazione.”
Davide Quadrio aggiunge: “Con questo progetto il MAO prosegue nel suo processo di trasformazione: da museo di arte antica a luogo del contemporaneo, di cura e di tempo lento. La mostra di Chiharu Shiota nasce come un progetto site-specific che dialoga in modo naturale con le opere della collezione asiatica, trasformando lo spazio in un organismo vivo e in continuo cambiamento. Attraverso installazioni monumentali e al tempo stesso intime, The Soul Trembles esplora la fragilità umana e invita il visitatore a intraprendere un viaggio interiore e condiviso.”
Come in ogni progetto del MAO, anche questa mostra si configura come un organismo dinamico, accompagnato da un ricco programma pubblico che comprende performance, musica, proiezioni, incontri e conferenze. Sono previsti inoltre laboratori e attività educative per scuole, famiglie e visitatori di tutte le età, con l’obiettivo di offrire un’esperienza accessibile e partecipata.
La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue in italiano e inglese edito da Silvana Editoriale, con testi di Mami Kataoka e Davide Quadrio e contributi di esperti internazionali, oltre a un ampio apparato iconografico. A partire dal 19 novembre 2025, un’opera inedita di Chiharu Shiota sarà inoltre visibile nello spazio dell’Agorà del MUDEC di Milano: The Moment the Snow Melts, curata da Sara Rizzo nell’ambito del progetto Il senso della neve, utilizza la precarietà della neve come metafora delle relazioni umane, destinate a trasformarsi e dissolversi. Tutti i contenuti della mostra saranno accessibili anche in IS International Signs, grazie alla collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino.
Chiharu Shiota è nata a Osaka nel 1972 e vive a Berlino. Ha ricevuto due volte il Premio all’Incoraggiamento delle Arti del Ministro dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia in Giappone, nel 2008 e nel 2024. Le sue opere sono state esposte in musei di tutto il mondo, tra cui il Nakanoshima Museum of Art di Osaka, l’Hammer Museum di Los Angeles, la Queensland Art Gallery di Brisbane, lo ZKM di Karlsruhe, il Mori Art Museum di Tokyo, il Gropius Bau di Berlino e la Power Station of Art di Shanghai. Ha partecipato a numerose biennali e triennali internazionali e nel 2015 ha rappresentato il Giappone alla 56ª Biennale di Venezia.
Mami Kataoka, curatrice della mostra, è direttrice del Mori Art Museum di Tokyo dal 2020, del National Center for Art Research dal 2023 e dell’ICA Kyoto dal 2025. Ha lavorato presso la Hayward Gallery di Londra, è stata co-direttrice artistica della Biennale di Gwangju nel 2012, direttrice della Biennale di Sydney nel 2018 e della Triennale di Aichi nel 2022. È stata inoltre presidente del CIMAM, il Comitato internazionale per i musei e le collezioni d’arte moderna, tra il 2020 e il 2022.












