Quattro nuove installazioni per Luci d’Artista. La 28esima edizione dal 24 ottobre all’11 gennaio

Si accenderanno domani, venerdì 24 ottobre, dalle ore 18.15, le 32 installazioni luminose di Luci d’Artista, arricchite per la 28esima edizione da quattro nuove opere firmate da grandi protagonisti della scena artistica quali Tracey Emin, il collettivo Soundwalk Collective insieme alla poetessa e musicista Patti Smith e al compositore Philip Glass, Riccardo Previdi e Gintaras Didžiapetris, realizzate grazie al sostegno di nuovi importanti partner. Nuovi spazi della città entreranno inoltre a far parte della mappa luminosa di Luci d’Artista, confermando la vocazione della manifestazione a rinnovarsi e a estendere la propria presenza nel tessuto urbano di Torino.

Tra le nuove installazioni luminose, due portano la firma della Fondazione CRT, da sempre al fianco di Luci d’Artista: l’edizione di quest’anno si arricchisce infatti anche grazie al contributo della Fondazione Arte CRT e delle OGR Torino che introducono nuove opere, rafforzando il legame tra arte contemporanea e città.

Luci d’Artista accoglie tra i suoi protagonisti un’icona dell’arte contemporanea internazionale: la britannica Tracey Emin. Si tratta della prima e unica opera pubblica in Italia dell’artista. Un ingresso reso possibile proprio grazie alla Fondazione Arte CRT che per celebrare il suo venticinquesimo anniversario ha deciso di donare alla Città una prestigiosa opera al neon dal titolo Sex and Solitude, collocata nei Giardini Reali bassi, firmata da una delle figure più acclamate al mondo, autrice, tra i molti linguaggi praticati, di celebri creazioni luminose.

La collaborazione con le OGR Torino continua a svilupparsi e crescere con un progetto speciale ideato per la monumentale Corte Est, dove sarà presentata l’installazione Mummer Love realizzata da Soundwalk Collective in collaborazione con la leggendaria poetessa e cantautrice Patti Smith, icona globale del rock, e al compositore statunitense Philip Glass, considerato capofila del minimalismo musicale.

La ventottesima edizione si arricchisce inoltre della partnership con le Nitto ATP Finals, l’importante manifestazione sportiva che dal 2021 si svolge a Torino. L’evento – sontuosa chiusura di stagione del grande tennis mondiale del circuito ATP in programma sul campo della Inalpi Arena dal 9 al 16 novembre – donerà alla Città di Torino una luce dal titolo Bouncing the Ball concepita e realizzata dall’artista Riccardo Previdi per Piazza San Carlo: un’opera che prende spunto dal movimento iniziale del gioco del tennis e pensata in dialogo con le chiese gemelle della piazza. La luce Bouncing the Ball di Riccardo Previdi sarà inaugurata l’8 novembre, in occasione dell’apertura delle Nitto ATP Finals.

Infine, grazie al contributo del Lithuanian Culture Institute, nell’ambito dell’anno della cultura lituana in Italia, la collezione di opere luminose accoglierà sulla facciata del Museo Regionale di Scienze Naturali l’importante opera al neon Untitled dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris, già protagonista di manifestazioni internazionali come la Biennale di Venezia.

DUET: LA NUOVA SEZIONE DI LUCI D’ARTISTA

Con la ventottesima edizione di Luci d’Artista nasce una nuova sezione DUET, che raccoglie le collaborazioni internazionali, attraverso la creazione di una rete che permette alla rassegna di superare i confini nazionali. Negli ultimi anni, la crescita di Luci d’Artista ha portato allo sviluppo di importanti collaborazioni con istituzioni pubbliche e private a livello internazionale. Questo nuovo capitolo della manifestazione avrà un ruolo cruciale, favorendo un ampliamento della platea di pubblico e arricchendo ulteriormente la collezione grazie alle nuove produzioni. All’interno di DUET sono nate le collaborazioni con il Lithuanian Culture Institute, per l’opera di Gintaras Didžiapetris, e con macLYON Musée d’Art Contemporain di Lione (Francia), di cui si parlerà nella sezione Costellazione.

GLI INTERVENTI DI RECUPERO E RESTAURO

Prosegue senza interruzioni l’attività di recupero, restauro e aggiornamento delle Luci d’Artista. Anche quest’anno hanno svolto un ruolo fondamentale la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e l’Unione Industriali Torino, la cui presenza costante ha permesso di restaurare l’opera Doppio passaggio (Torino) di Joseph Kosuth (2001), che potrà finalmente essere ricollocata dopo l’assenza dello scorso anno per motivi conservativi. L’opera da questa edizione sarà maggiormente visibile e ancora più sostenibile grazie all’utilizzo della tecnologia LED. Si tratta di una collaborazione costruita nel tempo, basata sulla continuità del dialogo tra istituzioni, che ha portato importanti benefici per il recupero del patrimonio cittadino.

Un traguardo reso possibile anche grazie al sostegno del Gruppo Iren, partner storico di Luci d’Artista da oltre vent’anni, che accompagna il progetto nel processo di ammodernamento e nel delicato lavoro di restauro e rifacimento della collezione e alla sponsorizzazione tecnica di NeonLauro.

Luci d’Artista è sempre più inclusiva ed ecologicamente sostenibile: basti pensare che Iren, oltre a curare l’allestimento, l’esercizio e il pronto intervento di tutte le opere luminose esposte, con oltre un milione di sorgenti luminose quasi del tutto a Led, fornirà maggiore luminosità e ridotti consumi, con 14,5 km di linee elettriche a collegare le Luci, che impegneranno una potenza complessiva di soli 130 kW.

LE COLLOCAZIONI

Le 32 luci si riaccendono tra le vie e le piazze di Torino e i cittadini e i turisti potranno alzare gli occhi e ritrovare le opere luminose nelle loro classiche location, oppure andare alla ricerca delle nuove collocazioni. Si riaccende sul Ponte Vittorio Emanuele I, completamente restaurata grazie alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e di Unione Industriali Torino insieme a NeonLauro,  Doppio passaggio (Torino), l’opera ideata nel 2001 da Joseph Kosuth. Alcune Luci cambiano sede rispetto alla precedente edizione:VR MAN di Andreas Angelidakis, inaugurata lo scorso anno in Piazza Vittorio, si potrà quest’anno ammirare in Piazza Bodoni. La storica opera del 1998 Volo su… di Francesco Casorati sarà in Via Principe Amedeo mentre Migrazione (climate change) di Piero Gilardi realizzata nel 2015 trova sede in Via Sant’Agostino. Dopo tre anni AZZURROGIALLO di Giorgio Griffa torna nei Giardini Cavour, luogo per cui l’artista l’aveva pensata nel 2022, così come Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi torna a risplendere in Via Lagrange, Noi di Luigi Stoisa in Via Garibaldi e Palomar di Giulio Paolini è nuovamente allestita in Via Po. Si riconfermano nelle collocazioni precedenti le Luci di Mario Airò, Cosmometrie in Piazza Carignano con una sempre nuova configurazione decisa dall’artista, che come ogni anno segue l’allestimento della sua Luce; Orizzonti di Giovanni Anselmo, in Piazza Carlo Alberto; Ancora una volta di Valerio Berruti in Via Monferrato; Tappeto volante di Daniel Buren in Piazza Palazzo di Città; Nicola De Maria, Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime in piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina); Marco Gastini, L’energia che unisce si espande nel blu inGalleria Umberto I; Jeppe Hein, Illuminated Benches in Piazza Risorgimento; Rebecca Horn, Piccoli spiriti blu sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar sulla facciata del Museo Diffuso della Resistenza; Renato Leotta, Io, sono nato qui. in Corso Spezia 70, sul tetto dell’Ospedale Sant’Anna; Mario Merz, Il volo dei numeri sulla Mole Antonelliana; Mario Molinari, Concerto di parole inPiazza Polonia; Luigi Nervo, Vento solare inPiazzetta Mollino; SCIA’MANO di Luigi Ontani ai Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice; L’amore non fa rumore di Luca Pannoli in Parco Michelotti di fronte alla Biblioteca Geisser; Michelangelo Pistoletto, Amare le differenze in Piazza della Repubblica (facciata della Tettoia dell’Orologio); My Noon di Tobias Rehberger in Piazza Arbarello; Ice Cream Light di Vanessa Safavi in Largo Montebello, Grazia Toderi, “…?…” in cima alla cupola della Basilica Mauriziana (visibile da Piazza della Repubblica) e Gilberto Zorio, Luce Fontana Ruota sul laghetto di Italia ’61 (Corso Unità d’Italia).

COSTELLAZIONE

Costellazione, la sezione collaterale di Luci d’Artista in cui sono presentate le opere luminose realizzate dalle Istituzioni del territorio, torna ancora più ricca e con una novità significativa: per la prima volta, la sezione di Luci d’Artista esce dai confini torinesi, estendendosi all’Italia e all’Europa. Si è dato vita infatti a due importanti collaborazioni, quasi dei gemellaggi, con prestigiose istituzioni espositive: Triennale Milano e il macLYON Musée d’Art Contemporain di Lione (Francia). La scelta non è casuale: Milano e Lione sono città storicamente legate a Torino per ragioni geografiche e culturali: Lione richiama immediatamente alla mente la celebre Fête des Lumières, e Triennale è tra le principali istituzioni mondiali per architettura, design, arti visive e performative e il suo connubio con Luci d’Artista, principale realtà italiana per l’arte pubblica, nasce naturalmente.

Inoltre, la sezione si avvarrà di nuove collaborazioni istituzionali cittadine, con la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea con l’opera di Maurizio Nannucci completamente restaurata collocata sul tetto, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea con un lavoro restaurato di Mario Merz e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con la luce dell’artista polacca Paulina Olowska, confermandosi come principale leva di espansione e arricchimento di Luci d’Artista, non solo a livello cittadino.

LUMINARIE

Anche per questa edizione, Luci d’Artista è affiancata dalla sezione collaterale Luminarie. Questa sezione si affianca al programma Costellazione e raccoglie le Luci nate da iniziative private, della città e dalla sua comunità. Luci d’Artista è infatti da sempre un grande laboratorio di sperimentazione esteso all’intero territorio torinese, e non solo, e ogni anno durante il periodo invernale dell’evento si accendono numerose Luci “private”, a testimonianza di quanto la manifestazione sia sentita e radicata nella vita della città.

La sezione Luminarie nasce proprio per valorizzare queste iniziative, trasformando l’evento in una vera e propria festa popolare, dove la luce dialoga con l’arte. Il nome stesso richiama le tradizioni luminose, particolarmente diffuse nel Sud Italia, in cui le decorazioni luminose svolgono un ruolo centrale nel celebrare le festività. (scheda in cartella stampa).