Nuovi oggetti e abiti di scena, apparecchi storici funzionanti, esperienze interattive e contenuti accessibili in Lingua dei Segni Italiana: il Museo della Radio e della Televisione Rai di Torino rinnova il proprio percorso espositivo. Il nuovo allestimento è stato presentato oggi, martedì 20 ottobre, nella sede di via Verdi 16, alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo, del professor Umberto Broccoli, del direttore del Centro di Produzione Tv di Torino Guido Rossi e del direttore del Museo Alberto Allegranza. In collegamento anche Renzo Arbore, che ha donato al Museo la prima radio della sua collezione, una Fada model 1000 statunitense degli anni Quaranta.

“Il nuovo allestimento del Museo della Rai è un esempio di come i nostri musei siano un patrimonio da custodire e rinnovare continuamente – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo -. Le tante realtà museali di Torino rappresentano infrastrutture culturali fondamentali per un’offerta permanente. In questi anni, come Città, abbiamo investito molto nella cultura, dai musei alle biblioteche e alla filiera del libro, con la nuova Biblioteca civica Centrale che inaugurà l’11 dicembre, secondo una strategia di medio-lungo periodo nella quale si inserisce anche la candidatura a Capitale europea della cultura nel 2033. I numeri sul turismo ci confermano la crescente attrattività internazionale di Torino, ma il nostro lavoro è anche offrire alle torinesi e ai torinesi un patrimonio vivo e una programmazione culturale sempre nuova, che invita a tornare nei musei già visitati per scoprirne le novità. In un momento in cui arrivano messaggi di odio e divisione, lavorare ostinatamente sulla cultura è anche un importante messaggio politico, perché un investimento nella cultura è un investimento sulle nuove generazioni e sul senso di civiltà”.
La grande stagione del varietà rivive attraverso gli abiti originali delle gemelle Kessler per Milleluci (1974), di Mina per Canzonissima (1968), di Patty Pravo per Stasera Patty Pravo (1969) e di Corrado per Su e giù (1968). A questi si affiancano i costumi firmati da Luca Sabatelli per Heather Parisi in Fantastico 5 (1984) e Lorella Cuccarini in Fantastico 7 (1986), oltre a un abito di Rita Pavone per Che combinazione! (1979). Un jukebox rievoca l’atmosfera musicale di quegli anni, mentre radio e televisori d’epoca funzionanti permettono di riscoprirne suoni e immagini. Tra gli oggetti esposti, la radio donata da Arbore si distingue per il design Art Déco: lo showman si innamorò del modello durante un viaggio a Los Angeles e ne acquistò un esemplare in un mercatino vintage di New York, dando così inizio alla propria collezione.
Tra le novità tecnologiche figura il registratore magnetico Lorenz del 1936, a nastro d’acciaio, riportato alla piena funzionalità nella riproduzione e nella registrazione audio grazie all’intervento di AIRE Piemonte, Associazione Italiana Radio d’Epoca. Dalla stessa collaborazione nasce la prima presentazione al pubblico della ricostruzione della “radio a gavetta”, che si aggiunge a Radio Caterina, alla “radio a lametta” e a Radio Mimma nel percorso dedicato alle “Radio della speranza”: apparecchi che testimoniano l’ingegno degli internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale.
Il rinnovamento comprende anche nuove soluzioni per l’accessibilità, sviluppate dal Centro Ricerche Rai con Rai Pubblica Utilità. Due avatar in Lingua dei Segni Italiana accompagnano i visitatori alla scoperta della nascita della radiofonia e della televisione, mentre tre nuovi video con performer LIS interpretano Mille lire al mese, Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell’universo. In un’area interattiva rinnovata, il pubblico può inoltre cimentarsi come cantante, inviato di un telegiornale spaziale o conduttore di programmi immaginari. Completano gli interventi il nuovo ingresso e una nuova insegna luminosa, che rendono l’accesso al Museo più riconoscibile e visibile dalla città.
