“Spazi Liberi”: Torino scommette sul reinserimento lavorativo e l’affido per i giovani detenuti

La Città di Torino, e la Fondazione Compagnia di San Paolo insieme alle amministrazioni della Giustizia, presentano l’avviso di coprogettazione “SPAZI LIBERI”, un’iniziativa integrata finalizzata a offrire concrete opportunità di inclusione sociale a minori e giovani adulti compresi tra i 14 e i 25 anni in esecuzione penale interna ed esterna. Con uno stanziamento complessivo di 960.000 euro interamente sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Protocollo Quadro tra il Comune di Torino e la Fondazione e destinato al triennio 2026/2028, l’avviso pubblico punta a coinvolgere le realtà del Terzo Settore nella coprogettazione di percorsi personalizzati capaci di accompagnare i beneficiari dall’ingresso nel circuito giudiziario fino a dodici mesi dopo il termine della pena.

Gli obiettivi strategici dell’iniziativa sono di ridurre il rischio di recidiva e garantire la continuità dei percorsi educativi, soprattutto nel delicato passaggio dalla giustizia minorile a quella degli adulti. Attraverso la collaborazione con gli enti del privato sociale, si intende rafforzare i servizi già attivi negli istituti penitenziari torinesi – la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e l’IPM Ferrante Aporti – e nell’ambito dell’esecuzione penale esterna, accompagnando i giovani in percorsi educativi di autonomia e reinserimento sociale.

L’intervento si articola attraverso una pluralità di azioni volte a rispondere in modo strutturato e globale ai bisogni dei ragazzi e delle ragazze coinvolti. La strategia operativa comprende la presenza costante di tutor educativi, il supporto giuridico e l’organizzazione di attività di utilità sociale per chi è in messa alla prova, affiancando a questi fondamentali strumenti soluzioni abitative temporanee per il post-pena o l’esecuzione penale esterna e l’avvio a laboratori formativi professionalizzanti con tirocini in azienda. L’offerta si completa con un’attenzione mirata al benessere psicofisico e alla prevenzione delle dipendenze, insieme alla promozione di progetti culturali, sportivi e di mediazione interculturale e sociale. Accanto a tali misure, il piano introduce inoltre un’innovativa sperimentazione di affido familiare rivolta a un primo gruppo di giovani inseriti nei circuiti penali, con l’intento di offrire loro un contesto di accoglienza e riferimento solido nel percorso di reinserimento sociale.

Per valutare l’efficacia degli interventi proposti l’avviso prevede una specifica attività di monitoraggio, di rendicontazione dei risultati e di valutazione continuativa dell’impatto sociale alla. La valutazione dei percorsi prenderà in considerazione indicatori quali il tasso di reinserimento lavorativo, la stabilità abitativa e la riduzione della recidiva.

Inoltre, il progetto prevede l’attivazione di un tavolo istituzionale con funzioni di indirizzo strategico composto dai rappresentanti della Città di Torino, della Fondazione Compagnia di San Paolo, dai rappresentanti degli Istituti e dei Servizi della Giustizia, dei soggetti capofila degli Enti del Terzo Settore e dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.

L’avviso sarà pubblicato dal 14 ottobre nella sezione avvisi del sito web della Città di Torino.

“Perché il carcere sia davvero uno strumento di sicurezza, deve recuperare la funzione rieducativa. L’assenza di percorsi di formazione, riabilitazione e lavoro trasforma la detenzione in un fattore che alimenta la recidiva e il crimine, anziché favorire il reinserimento nella società, soprattutto quando parliamo delle giovani generazioni – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -. In questa cornice, i percorsi di inclusione sociale cui intendiamo dare avvio insieme alla Fondazione Compagnia di San Paolo, rappresentano un impegno concreto cui, come istituzioni e nell’ambito delle nostre funzioni, intendiamo creare una regia condivisa con il sistema della Giustizia e il territorio, per accompagnare minori e giovani adulti oltre il circuito penale, in un percorso di autonomia e di reale reinserimento”.

“Con Spazi Liberi vogliamo continuare a contribuire a promuovere opportunità di inclusione e autonomia dei giovani coinvolti attualmente nel circuito penale, creando le condizioni perché possano costruire il proprio futuro. La sfida condivisa è superare la frammentazione degli interventi e garantire continuità tra istituzioni, servizi e territorio, affinché il percorso di reinserimento possa rappresentare una reale occasione di ripartenza. È un impegno pienamente coerente con la visione della Fondazione Compagnia di San Paolo, che riconosce nell’inclusione e nella riduzione delle disuguaglianze leve fondamentali per lo sviluppo delle comunità. Investire per il futuro di questi giovani significa non soltanto ampliare le loro opportunità, ma contribuire a costruire una società più inclusiva e coesa”, sottolinea Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo.

“Rieducare, accompagnare, reinserire, riparare: a questo, secondo la nostra Costituzione, deve tendere la pena. Il percorso di coprogettazione Spazi Liberi punta decisamente a questi obiettivi, per ridurre drasticamente i tassi di recidiva, coinvolgendo attivamente le istituzioni pubbliche e private e gli enti del terzo settore al fine di offrire e coordinare percorsi formazione, presa in carico sociale, educativa e psicologica per minori e giovani adulti nel corso della pena. Ma anche accompagnamento sociale nella fase di ritorno alla libertà o di esecuzione alternativa della pena.- ha spiegato la vicesindaca con delega con delega ai Rapporti con il Sistema Carcerario Michela Favaro -. Tre linee di azione, frutto di un lungo lavoro di condivisione con gli stakeholder, un importante investimento economico e una prospettiva biennale di intervento. Spazi Liberi chiede alla comunità torinese di trasformare il tempo dell’esecuzione penale in un’occasione concreta di responsabilizzazione, autonomia e inclusione. La qualità delle opportunità offerte ai giovani rafforza il loro futuro e, insieme, la sicurezza e la coesione dell’intera città”.

“L’iniziativa Spazi Liberi rappresenta anche per l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna di Torino un’importante opportunità per rafforzare la collaborazione tra le istituzioni della giustizia, gli enti territoriali e il Terzo settore, con l’obiettivo di garantire la continuità della presa in carico dei minori e dei giovani adulti coinvolti nel circuito penale – afferma Antonella Giordano, direttore Ufficio Esecuzione Penale Esterna per il Piemonte Valle d’Aosta e Liguria -. Il valore del progetto risiede nella capacità di assicurare continuità trattamentale lungo tutte le fasi del percorso, favorendo il raccordo tra esecuzione penale interna ed esterna e sostenendo la persona nei delicati passaggi verso l’autonomia e il reinserimento sociale. La condivisione di obiettivi, competenze e responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti costituisce un presupposto essenziale per rendere più efficaci gli interventi e promuovere percorsi di responsabilizzazione, inclusione e partecipazione sociale duraturi e contribuire a prevenire il rischio della recidiva”.

“Tra le principali sfide degli ultimi anni, una riguarda sicuramente il passaggio dei giovani maggiorenni (18 – 25 anni) al circuito adulti, realtà tra loro particolarmente diverse e per cui spesso non si riesce a garantire l’opportuna e adeguata continuità trattamentale per ragioni connesse alla carenza di risorse umane e strumentali. Le azioni inserite in coprogettazione consentiranno di supportare l’Istituto e gli altri attori coinvolti nella presa in carico di soggetti minorenni e giovani adulti nella gestione di queste sfide, traducendosi in azioni concrete di intervento educativo e trattamentale, ma anche abitativo e lavorativo – ha dichiarato Simona Badame, dirigente dell’Istituto Penale per i Minorenni di Torino (IPM) -. Garantire l’accompagnamento scolastico e professionale significa dare un’alternativa a chi pensava di non averne, così da abbattere la recidiva; ma significa anche dare speranza ai giovani ristretti e sicurezza alla società tutta, affinché possa fidarsi di loro vedendone il potenziale, senza averne timore. A nome dell’IPM di Torino, ringrazio sentitamente il sindaco, la vicesindaca, la Città di Torino e la Fondazione Compagnia di San Paolo per la cura e l’aiuto che quotidianamente offrono al nostro Istituto, di cui la coprogettazione rappresenta un esempio tangibile”.