Prenderà il via giovedì 15 ottobre alle ore 19, con il Festival Verismo, la stagione d’Opera e di Balletto 2026/2027 del Teatro Regio, intitolata Fatale. Il programma si aprirà con Cavalleria rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo, cui seguiranno La bohème di Leoncavallo e Iris di Mascagni, per un totale di 22 recite fino al 22 novembre. Tutte e quattro le opere saranno dirette da Andrea Battistoni, direttore musicale del Regio.

“Con il Festival Verismo il Teatro Regio inaugura la stagione 2026-2027 attraverso un percorso artistico che propone uno sguardo diretto e senza filtri sull’esperienza umana e le sue passioni – ha dichiarato il sindaco di Torino e presidente della Fondazione Teatro Regio Stefano Lo Russo –. Ogni nuova stagione ci offre molto di più di un cartellone di spettacoli, perché è parte integrante dell’energia vitale di una Torino che riconosce nella cultura una forza fondamentale, un motore di crescita irrinunciabile. In un’epoca di rapidi cambiamenti, il nostro Teatro si conferma, stagione dopo stagione, un presidio di profondità, un luogo dove la comunità si ritrova per leggere la realtà attraverso la lente dell’arte”.
Il programma accosta due titoli tra i più rappresentati al mondo, Cavalleria rusticana e Pagliacci, a due opere meno frequentate. In particolare, La bohème di Leoncavallo tornerà a Torino per la prima volta dal 1905. Il dittico inaugurale sarà in scena dal 15 ottobre al 21 novembre, La bohème dal 27 ottobre al 22 novembre e Iris dal 5 al 18 novembre. Nell’ultimo fine settimana di ottobre e nei primi due di novembre sarà possibile assistere all’intero ciclo in tre giorni consecutivi.
A dirigere le rappresentazioni sarà il direttore musicale Andrea Battistoni, sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Teatro, preparati rispettivamente da Gea Garatti Ansini e Claudio Fenoglio. Le regie sono affidate a Daniele Menghini per le opere di Mascagni e a Francesco Micheli, al debutto al Regio, per quelle di Leoncavallo. Tra gli interpreti figurano Ekaterina Semenchuk, al suo esordio nel teatro torinese come Santuzza, Carolina López Moreno nei panni di Nedda ed Erika Grimaldi nel ruolo di Iris. Per La bohème saranno in scena, tra gli altri, Matteo Lippi, Anna Goryachova, Alessandro Luongo e Francesca Dotto, mentre Gregory Kunde tornerà al Regio come Canio nell’ultima recita di Pagliacci.
La preparazione del Festival ha coinvolto per mesi l’intero Teatro, dagli uffici organizzativi ai laboratori, dai complessi artistici alle maestranze. Accanto a circa 120 artisti tra cast, danzatori, figuranti e marionettisti, partecipano alle produzioni gli 80 artisti del Coro e i 30 giovani del Coro di voci bianche, con un totale di 761 costumi realizzati. A questi si aggiungono circa 100 professori d’Orchestra e 95 tecnici e addetti, tra macchinisti, attrezzisti, sarte, elettricisti, fonici e personale della logistica e dei laboratori. Gli allestimenti valorizzano anche il lavoro artigianale delle maestranze del Regio: le scenografie di Cavalleria rusticana, interamente in legno, sono state costruite e dipinte a mano nei laboratori del Teatro. Nella Bohème, l’apertura delle grandi pareti è affidata ai macchinisti, che ne accompagnano i movimenti sui tempi della musica dal vivo. Le scene dei quattro spettacoli sono firmate da Davide Signorini, le luci da Gianni Bertoli e i costumi da Nika Campisi per le opere di Mascagni e da Giada Masi per quelle di Leoncavallo.
