Via Cena 5 pronto a rinascere: due offerte per il recupero a destinazione sociale dell’ex scuola materna

Buone notizie per l’immobile comunale di via Giovanni Cena 5, da tempo dismesso, che potrebbe presto tornare a nuova vita con una funzione sociale per il territorio. Si è infatti chiuso oggi con l’apertura delle buste l’avviso pubblico per la concessione ad Enti o Associazioni senza scopo di lucro. Al momento sono due le offerte da parte di altrettante realtà del Terzo Settore che saranno ora al vaglio degli uffici e della commissione aggiudicatrice per verificare i requisiti della proposta e, in caso positivo, l’affidamento alla migliore offerta.

L’unità immobiliare, ubicata nelle Circoscrizione 6, era originariamente sede di una scuola materna, con relativo alloggio custode di pertinenza, successivamente opportunamente ampliato allo scopo di ospitare il C.E.S.M. (Centro Educativo Speciale Municipale), l’immobile è oggi costituito da un edificio ad un piano fuori terra e uno seminterrato ed è circondato da cortile esterno. Le superfici dei locali corrispondono all’incirca a mille metri quadrati per livello mentre l’area esterna misura circa 2900 metri quadrati.

Scopo dell’Avviso è quello di assegnare l’immobile per l’insediamento di attività che prevedano interventi in campo sociale, socio-assistenziale o sanitario e politiche per la riduzione delle disuguaglianze; crescita culturale dei cittadini e tutela dei beni culturali; interventi a carattere educativo; tutela dell’ambiente e degli animali; attività ricreative, sportive, di cooperazione allo sviluppo e iniziative di cooperazione internazionale.

“L’interessamento di ben due realtà per un immobile comunale che vuole tornare a diventare centro di attività sociale per il quartiere è una splendida notizia che conferma la necessità di continuare a lavorare per favorire le riconversioni di strutture pubbliche momentaneamente non utilizzate – spiega la vicesindaca di Torino con delega al Patrimonio Michela Favaro -. Questi risultati, ovviamente, si ottengono grazie a un lavoro quotidiano dell’amministrazione e con un dialogo costante con gli enti del terzo settore cittadino”.