Se c’è un ambito in cui gli italiani vorrebbero vedere più intelligenza artificiale, è quello della sanità e dell’assistenza. Lo rivela la ricerca “La vita quotidiana nel mondo nuovo”, realizzata da Fondazione Italia Digitale con l’Istituto Piepoli e che sarà presentata integralmente domani nell’ambito del Festival Digitale Popolare, la manifestazione organizzata da Fondazione Italia Digitale che da cinque anni porta a Torino il confronto sui temi della trasformazione digitale.
Dall’indagine emerge che sanità e assistenza sono l’ambito prioritario in cui gli italiani chiedono un maggiore utilizzo del digitale e dell’intelligenza artificiale: il 23%, una quota che sale al 27% tra gli over 54. Seguono la sicurezza dei cittadini (17%) e i servizi della Pubblica amministrazione (17%). Più staccate la gestione dell’energia e dell’ambiente (10%) e quella del traffico e degli spazi urbani (6%). Tra i giovani tra i 18 e i 34 anni, però, quest’ultima percentuale sale al 14%.
Una domanda di servizi digitali più vicini alla vita quotidiana che chiama in causa innanzitutto le amministrazioni locali. Lo ha ricordato l’assessora all’Innovazione e alla Transizione Digitale della Città di Torino Chiara Foglietta, aprendo oggi alle Gallerie d’Italia, la quinta edizione della manifestazione.

Foglietta ha ripercorso il cammino avviato cinque anni fa: “È un piacere continuare a percorrere la strada iniziata cinque anni fa”, ha detto, ricordando come l’obiettivo di partenza fosse ridurre le distanze tra chi si occupa di digitale e i cittadini.
Un impegno che Torino ha tradotto anche nella propria strategia digitale interna, mettendo al centro la persona e provando a smaterializzare pratiche che fino a poco tempo fa costringevano i cittadini ad andare e tornare dagli uffici comunali. Un percorso ancora incompleto, ha ammesso l’assessora, ma “il mondo nuovo, a Torino, sta prendendo forma”. A scriverlo giorno per giorno, ha aggiunto, sono proprio i cittadini, le startup e i giovani del territorio, anche grazie all’eredità del 2025, l’anno in cui Torino è stata Capitale europea dell’innovazione, prima di cedere il titolo a Grenoble.
La prima giornata del festival prosegue oggi con una serie di appuntamenti dedicati alle grandi trasformazioni in corso: dalle città intelligenti all’intelligenza artificiale applicata alla politica, dalla cybersicurezza ai nuovi equilibri geopolitici. In serata, un momento riservato a istituzioni, partner e relatori ha ospitato un talk con la capitana della Juventus Women Martina Rosucci.
Domani il Festival si sposta nell’Igloo di piazza San Carlo. Sarà proprio la ricerca di Fondazione Italia Digitale e Istituto Piepoli ad aprire la giornata, alle 9.15, con Francesco Di Costanzo, Fabio Malagnino e Livio Gigliuto.
La mattinata proseguirà con il percorso FILO sulla cittadinanza digitale, il lancio di FUNFAIR, il progetto della Regione Piemonte sul gioco d’azzardo patologico, e il dialogo sulla sopravvivenza digitale con la content creator Arianna Craviotto. Alle 11, quindi, il confronto sul lavoro nella Pubblica amministrazione con Foglietta, il presidente di Formez PA Giovanni Anastasi e Anna Cavallo di CSI Piemonte.
Nel pomeriggio si parlerà delle trasformazioni del mercato del lavoro legate all’intelligenza artificiale con Unione Industriali Torino e LinkedIn. Spazio anche alla sanità digitale in Piemonte con l’assessore regionale Federico Riboldi e ai nuovi linguaggi della comunicazione politica sui social, con ospiti come il presidente di +Europa e Radicali Italiani Matteo Hallissey e il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli.
La parte finale della giornata sarà dedicata alla cultura pop, con il cofondatore di Pulp Podcast Mr. Marra, la cantautrice Maria Antonietta, Maurizio “Juni” Vitale e Max Collini.
Alle 18, infine, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo sarà intervistato da Francesco Cancellato, direttore responsabile di Fanpage.it, sulle sfide delle città del futuro tra innovazione e qualità della vita.
Tra i dati di una ricerca e le domande rivolte a un sindaco, il Festival Digitale Popolare proverà anche a rispondere a una questione di fondo: chi decide, in questo mondo nuovo, se la tecnologia resti uno strumento nelle mani delle persone o finisca per diventarne il padrone?



