Da quattro continenti a Palazzo Carignano, Torino inaugura gli Stati generali della cooperazione internazionale degli enti territoriali

I riflettori internazionali si sono accesi ufficialmente, questo pomeriggio, su Torino, con l’inaugurazione degli Stati Generali della Cooperazione Internazionale degli Enti Territoriali, ospitati nella Sala Codici, al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano trasformato per l’occasione nello spazio “Nutrire le città del mondo”. L’evento, svoltosi subito dopo l’apertura di Terra Madre Salone del Gusto, ha sancito il debutto del capoluogo piemontese come capitale mondiale delle politiche urbane, della cooperazione e della sostenibilità. All’interno dell’iniziativa ha preso il via in particolare la Conferenza internazionale delle città del cibo, promossa dalla Città di Torino in coprogettazione con Slow Food Italia e con il coinvolgimento degli attori della cooperazione, che si propone di consolidare partenariati territoriali tra autorità locali italiane e gli omologhi enti del mondo, facilitando scambi di esperienza, buone pratiche e politiche innovative in materia di sicurezza alimentare, diritto al cibo adeguato, sostenibilità dei sistemi del cibo e governance locale. Il tema centrale attorno al quale si articola la Conferenza dialoga con quello proposto da Terra Madre 2026, ovvero la biodiversità culturale delle politiche alimentari locali e della cooperazione territoriale allo sviluppo.

L’avvio dei lavori ha registrato una partecipazione capace di abbattere ogni barriera geografica. Con il sindaco Stefano Lo Russo la cerimonia inaugurale ha visto il coinvolgimento di Jacqueline McLaren, sindaca di Glasgow; Stéphane Auguste Gbeuly, sindaco di Daloa – con cui la Città di Torino ha firmato un patto di collaborazione – e vicepresidente dell’associazione dei comuni ivoriani; Hanna Hanania, sindaco di Betlemme e vicepresidente di APLA, l’associazione delle autorità locali palestinesi; Bat-Erdene, governatore di Kharkhorin Soum, provincia Uvurkhangai, in Mongolia.

Presenti e attese delegazioni da città ed enti territoriali di Albania, Brasile, Capo Verde, Colombia, Costa d’Avorio, Etiopia, Libano, Marocco, Mongolia, Polonia, Territori Palestinesi, Regno Unito, Senegal, Tunisia, Turchia, Ucraina, USA oltre che da numerose città italiane.

“La capacità di incorporare le diversità e la dimensione della crescita comune hanno caratterizzato, negli ultimi anni, lo sviluppo di Terra Madre Salone del Gusto – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo –. Il cibo è una condizione essenziale per la vita e talvolta nel mondo rappresenta anche un’occasione di scontro che può portare a situazioni di tensione. Parlare di cooperazione internazionale, fra comunità locali e fra città, assume perciò un valore importante, perché affronta molto da vicino le problematiche concrete delle nostre comunità e costituisce un elemento essenziale di una strategia di lavoro congiunto, cui Torino, insieme alle tante città presenti, fornisce da tempo un grande contributo. Proprio le nostre città hanno il compito di guidare questa trasformazione, investendo nella cooperazione come valore aggiunto delle nostre comunità. Credo davvero – conclude il sindaco – che Torino possa rappresentare uno straordinario luogo di relazioni, di incontri. Sono particolarmente lieto e orgoglioso che nella nostra città ci sia occasione di incontrarci e ribadire con forza l’importanza di questi valori comuni”.

L’obiettivo comune, emerso fin dalle prime battute nella sessione “Nutrire le città del mondo”, è lo sviluppo di risposte condivise alle grandi sfide planetarie, partendo proprio dal ruolo cruciale dei governi locali e dall’educazione alimentare come diritto universale.

Per la città di Torino, la riuscita di questo debutto rappresenta un passo strategico decisivo nel consolidamento della propria centralità internazionale.

Ospitare un summit di questa portata, promosso insieme ad ANCI e con il supporto della Regione Piemonte, dimostra come la città non sia solo una meta di eccezionale patrimonio storico, ma una vera e propria piattaforma di innovazione geopolitica e sociale. Attraverso il dialogo intercontinentale avviato al Museo del Risorgimento, Torino si accredita formalmente come il centro nevralgico in cui si disegnano le linee guida per le città del futuro, pronte a garantire un impatto concreto su scala globale.