Sotto lo slogan “Be Diversity”, si è aperta ufficialmente questa mattina l’edizione 2026 di Terra Madre Salone del Gusto, che quest’anno coinvolge il centro della città.
A dare un profondo significato istituzionale e simbolico all’inaugurazione, avvenuta nella prestigiosa cornice del teatro Regio di Torino, è stata la partecipazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il Capo dello Stato ha voluto onorare la cerimonia d’inaugurazione sul palco del Regio tornando nel capoluogo piemontese a soli sette mesi di distanza dalla sua ultima visita ufficiale, a testimonianza del profondo e storico legame d’affetto che lo unisce a Torino.
Più volte definita dal Presidente come un motore culturale e civile fondamentale per il Paese, la città ha accolto Mattarella con un caloroso applauso, vedendo nella sua presenza il riconoscimento massimo del valore sociale, economico e diplomatico che Terra Madre rappresenta a livello globale.
Ad accogliere il Presidente Mattarella il sindaco Stefano Lo Russo, insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il prefetto Donato Cafagna e la presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini. In platea tra le istituzioni presente anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Insieme hanno ascoltato l’Inno di Mameli, cantato dalla corale per voci bianche del Teatro Regio diretto dal maestro Fenoglio.
Nel suo discorso in chiusura della cerimonia, il Presidente ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere la biodiversità culturale e ambientale, pilastro fondamentale per garantire la pace, la giustizia sociale e la sicurezza alimentare globale.
“La presenza del presidente Mattarella per Terra Madre – ha detto il sindaco di Torino Stefano Lo Russo – è motivo di grande orgoglio per la nostra città. In questi anni la manifestazione ha creato legami tra persone e comunità di ogni parte del mondo. E Torino è diventata la loro casa, il luogo in cui tornare per ritrovarsi. Qui arrivano persone da Paesi diversi. Portano con sé culture, tradizioni, storie. Terra Madre dà una risposta concreta: crea occasioni per conoscersi e confrontarsi. Quando queste storie si incontrano, nessuno perde la propria: tutti ne escono più ricchi. Oggi, qui, è impossibile non pensare a Carlin Petrini: ci ha insegnato che un’idea può nascere in un luogo preciso, mettere radici e poi parlare al mondo. Terra Madre è la prova vivente di quella visione. Grazie a Slow Food, a tutte le istituzioni e alle realtà che hanno lavorato a questa edizione, alle volontarie e ai volontari e a tutte le persone che rendono possibile Terra Madre, con le tante voci e i tanti sguardi che arrivano da tutto il mondo”.
La giornata ha dato avvio agli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli enti locali, ospitati parallelamente alla Sala Codici del Museo Nazionale del Risorgimento a Palazzo Carignano. Un segnale chiaro di come il centro di Torino, in questi giorni, non sia soltanto una vetrina di eccellenze gastronomiche, ma il fulcro politico e ideale da cui ripensare il futuro delle politiche alimentari urbane e della sostenibilità sul pianeta.
Grazie all’entusiasmo di migliaia di visitatori e produttori, Terra Madre Salone del Gusto 2026 si conferma l’evento dove la tutela del pianeta incontra il piacere del cibo buono, pulito e giusto per tutti.







