Tecnologia, IA e futuro: il ‘mondo nuovo’ al Festival Digitale Popolare

Il futuro non è più qualcosa da immaginare: è già dentro le nostre giornate. Entra nel modo in cui lavoriamo, ci informiamo, facciamo acquisti, utilizziamo i servizi pubblici e partecipiamo alla vita della comunità. E mentre l’intelligenza artificiale accelera questa trasformazione, cresce anche la necessità di capire che cosa sta succedendo e quali conseguenze avrà sulla società. È da queste domande che parte la quinta edizione del Festival Digitale Popolare, in programma a Torino giovedì 1 e venerdì 2 ottobre.

“Il mondo nuovo” è il tema scelto quest’anno dalla Fondazione Italia Digitale per due giornate di incontri e approfondimenti che si svolgeranno tra le Gallerie d’Italia e l’igloo del digitale allestito in piazza San Carlo. L’obiettivo è portare al centro del confronto le trasformazioni prodotte da tecnologia, dati e intelligenza artificiale, affrontandole non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche per il loro impatto sulla vita quotidiana e sugli equilibri internazionali.

“Il Festival Digitale Popolare è diventato un appuntamento consolidato per Torino”, ricorda l’assessora all’Innovazione e alla Transizione Digitale della Città di Torino Chiara Foglietta, sottolineando che ” le città sono il luogo dove il cambiamento si vede per primo”, nei servizi, nel lavoro e nel modo in cui le persone si informano e partecipano. Una trasformazione che, nella prospettiva dell’amministrazione, deve essere accompagnata da servizi digitali accessibili e da una crescita delle competenze.

A fotografare il rapporto degli italiani con questo cambiamento sarà la ricerca ‘La vita quotidiana nel mondo nuovo’, realizzata dalla Fondazione Italia Digitale insieme all’Istituto Piepoli. Secondo i dati anticipati nel corso della conferenza stampa a Palazzo Civico, il 56 per cento degli italiani dichiara di avere fiducia nella tecnologia. Tra i giovani la percentuale sale al 79 per cento. Numeri che saranno discussi nel corso della manifestazione insieme alle domande che accompagnano la diffusione dell’intelligenza artificiale: quali opportunità offre, quali rischi comporta e quanto sta già modificando le scelte e le abitudini delle persone?

Per Francesco Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale, il punto di partenza resta la conoscenza. “Il primo punto è investire su cultura, consapevolezza, conoscenza, divulgazione” spiega presentando il senso della manifestazione. Un approccio che, nelle intenzioni degli organizzatori, significa affrontare il cambiamento tecnologico senza contrapporre innovazione e società: “Non c’è da frenare la tecnologia, c’è da conoscerla, utilizzarla nel modo corretto e orientarla verso uno sviluppo etico”.

La prima giornata, alle Gallerie d’Italia, sarà dedicata soprattutto ai grandi scenari. Si parlerà di trasformazione delle città e nuovi modelli di sviluppo urbano, di intelligenza artificiale applicata alla costruzione del consenso politico e ai sondaggi, oltre che di cybersicurezza e infrastrutture critiche. Sul tema interverranno, tra gli altri, rappresentanti di Microsoft Italia, del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e di CSI Piemonte. Il confronto coinvolgerà anche il presidente dell’Istituto Piepoli Livio Gigliuto e giornalisti e analisti come Lorenzo Pregliasco, Tommaso Labate e Andrea Pennacchioli.

Nel corso della giornata lo sguardo si allargherà poi alla geopolitica, con un confronto sugli equilibri tra Stati Uniti, Cina e Medio Oriente e sul ruolo dell’Europa in uno scenario internazionale sempre più frammentato e competitivo. Tra le partecipanti ci sarà anche Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana per i diritti umani.

Il programma del Festival toccherà anche il rapporto tra tecnologia e democrazia. La comunicazione politica sui social, il potere delle piattaforme, le nuove forme di attivismo e la partecipazione dei giovani saranno al centro di diversi momenti della manifestazione, in un percorso che prova a mettere in relazione innovazione tecnologica e trasformazioni della società.

Venerdì 2 ottobre il Festival si sposterà nell’igloo di piazza San Carlo e il punto di partenza sarà proprio la ricerca sulla percezione dell’intelligenza artificiale e della tecnologia. A seguire, spazio alle nuove generazioni con i 25 ragazzi dell’edizione 2026 di FILO, il progetto della Cooperativa D.O.C. sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e rivolto a giovani tra i 16 e i 25 anni. Saranno loro a presentare visioni, domande e proposte emerse durante il percorso di formazione e progettazione sui temi del digitale.

L’attenzione si concentrerà poi sul benessere e sull’educazione digitale. La Regione Piemonte presenterà FUNFAIR, un progetto di prevenzione rivolto ai giovani che utilizza uno strumento educativo digitale per aiutare a riconoscere e comprendere i meccanismi del gioco d’azzardo patologico. Ci sarà inoltre un confronto con Arianna Craviotto, doppiatrice e creatrice di contenuti, sul rapporto con i social, le aspettative e la pressione dei modelli a cui i giovani sono quotidianamente esposti.

Un altro capitolo sarà dedicato al lavoro e alla pubblica amministrazione. Il Festival affronterà le opportunità professionali nella Pubblica Amministrazione e, nel pomeriggio, il rapporto tra competenze e intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, con contributi di Unione Industriali Torino, Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera e LinkedIn.

La trasformazione digitale sarà affrontata anche dal punto di vista della sanità. L’assessore regionale Federico Riboldi parteciperà a un incontro dedicato alla sanità digitale in Piemonte, con un focus sul modo in cui le nuove tecnologie stanno cambiando la gestione delle informazioni e il rapporto tra cittadini e servizi sanitari.

Non mancherà la politica. Il Festival ospiterà un confronto sulle nuove forme di comunicazione politica e di partecipazione attraverso i social, seguito dall’intervista al deputato Angelo Bonelli realizzata da Pietro Forti di Will Media.

La parte finale della manifestazione sarà dedicata alla cultura pop e ai nuovi linguaggi. Sul palco saliranno Maurizio “Juni” Vitale, Max Collini, Mr. Marra, cofondatore di Pulp Podcast, e la cantautrice Maria Antonietta. A chiudere la quinta edizione sarà il confronto tra Francesco Cancellato, direttore responsabile di Fanpage, e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dedicato alle sfide che le città devono affrontare per tenere insieme innovazione, relazioni, partecipazione e qualità della vita.

Il volto visivo di questa edizione sarà invece quello dell’artista e illustratore Giorgio Carpinteri. Il manifesto scelto per il Festival è un’opera realizzata negli anni Novanta che, secondo gli organizzatori, sembra anticipare molti degli elementi che caratterizzano il presente: un’immagine che diventa così il simbolo di un appuntamento nato per interrogarsi su un futuro che, in molti casi, è già arrivato.

Il Festival Digitale Popolare sarà a ingresso libero con registrazione e porterà nel cuore di Torino un confronto aperto tra cittadini, esperti, imprese e istituzioni. Due giornate per provare a leggere il cambiamento partendo, come sottolinea Di Costanzo, da “cultura, consapevolezza, conoscenza, divulgazione”.