Fuori dai laboratori, la ricerca incontra il pubblico e accende il Valentino

Torino celebra i vent’anni della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori con due giornate dedicate alla scienza, alla ricerca e al dialogo con la città. Venerdì 25 e sabato 26 settembre il Parco del Valentino si trasformerà in un grande laboratorio a cielo aperto, con 350 attività, sei percorsi tematici e circa 1.500 tra ricercatrici, ricercatori, dottorande, dottorandi, studentesse e studenti pronti ad incontrare il pubblico. Parteciperanno 30 enti tra università, centri di ricerca, fondazioni, musei e associazioni, in un’edizione che punta a essere particolarmente ampia e articolata.

Il cuore della manifestazione sarà lungo viale Mattioli, tra l’Orto Botanico e il Castello del Valentino, ma il programma coinvolgerà anche altri luoghi della città. La scelta del Valentino si inserisce nel progetto VALE della Città di Torino, che punta a trasformare il parco in un polo scientifico e culturale a cielo aperto: la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori contribuisce così a rafforzarne la nuova vocazione.

L’evento è coordinato dall’Università di Torino e realizzato insieme a Politecnico di Torino, Città di Torino, Camera di commercio di Torino, Cottino Social Impact Campus e GTT, con il finanziamento della Commissione Europea nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions and Citizens, una delle azioni del programma Horizon Europe. Gli appuntamenti inizieranno venerdì alle 17.30 e proseguiranno fino a mezzanotte; sabato si ripartirà alle 10.30, fino alle 19.

Il tema scelto per il ventennale è «Light up the Night, illuminiamo insieme la ricerca!», uno slogan che richiama l’obiettivo della manifestazione: avvicinare il mondo della ricerca alla cittadinanza e creare un confronto che parta anche dalle esperienze e dai bisogni delle persone. Dal 2006 la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori ha portato la ricerca fuori dai laboratori, proponendola come occasione di incontro e di dialogo con il pubblico.

La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, sottolinea proprio il valore di questo rapporto: i vent’anni della manifestazione, spiega, “raccontano un modo di intendere l’università: un luogo che non si limita a comunicare le scoperte della ricerca, ma che accetta di farsi interrogare da chi ne raccoglie i frutti ogni giorno. È un dialogo che si costruisce nel tempo, fatto di ascolto reciproco e di fiducia. Il tema di quest’anno, ‘Illuminiamo insieme la ricerca’, esprime proprio questo: la luce non va in una sola direzione, perché anche lo sguardo di cittadine e cittadini aiuta a riconoscere ciò che la ricerca è chiamata ad affrontare. Per le ricercatrici e i ricercatori, soprattutto per chi è all’inizio del proprio percorso, confrontarsi con il pubblico è parte integrante del lavoro scientifico. La valorizzazione delle conoscenze passa anche da qui: dalla capacità di aprirsi alla città e di tornare nei laboratori con domande nuove”.

Un’impostazione condivisa dal rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati, che osserva come la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori ci ricordi “come la conoscenza non sia un patrimonio chiuso nei laboratori, ma una risorsa da condividere e costruire insieme, attraverso il confronto con la società. ‘Light up the Night, illuminiamo insieme la ricerca!’ interpreta pienamente questo spirito”, aggiunge il Rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati, per il quale “fare ricerca significa produrre nuove conoscenze, ma anche saper guardare alle esigenze della comunità, accoglierne le domande e valorizzarne esperienze e prospettive. Questo approccio per il Politecnico si traduce in un impegno concreto a promuovere una visione integrata del benessere capace di mettere in relazione salute delle persone, qualità delle comunità e tutela del pianeta.

L’assessora alla Transizione ecologica e digitale Chiara Foglietta evidenzia invece il legame tra ricerca e sfide concrete del presente, dal cambiamento climatico alla mobilità sostenibile, sottolineando l’importanza di rendere la scienza accessibile e partecipata. “È attraverso il dialogo costante tra istituzioni, università, centri di ricerca e cittadinanza che possiamo trasformare le conoscenze scientifiche in soluzioni concrete, capaci di migliorare la vita delle persone – precisa Foglietta, ricordando come “le grandi trasformazioni che stiamo vivendo non possono essere affrontate senza il coinvolgimento delle comunità. L’augurio – conclude – è che queste due giornate possano accendere nuove curiosità, soprattutto tra le giovani generazioni, e ricordarci che investire nella ricerca significa investire nella capacità della nostra città di immaginare e costruire il proprio futuro, insieme”.

“Anche grazie ad eventi come la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori – commenta Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di Commercio di Torino – in questi vent’anni è cambiato il modo in cui Torino guarda alla ricerca: non più qualcosa di distante e chiuso nei laboratori, ma una parte viva del territorio, delle sue imprese, delle sue accademie, della sua cittadinanza. La ricerca, infatti, è l’infrastruttura immateriale che tiene insieme scuole, aziende e persone. Per questo la Camera di commercio di Torino è al fianco degli organizzatori, come partner che sa fare da ponte tra il patrimonio scientifico e il sistema produttivo. Ci uniamo quindi alle celebrazioni del ventennale non come ente spettatore, ma come soggetto operativo che contribuisce a trasformare la conoscenza in innovazione concreta, in occupazione qualificata, in competitività per le nostre PMI.”

“Come Cottino Social Impact Campus e CeVIS – spiega Marella Caramazza, Direzione strategica CeVIS, Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto, Cottino Social Impact Campus – guideremo il gruppo di lavoro sulla valutazione d’impatto per rispondere a un interrogativo preciso: che impronta reale e quali miglioramenti produce la diffusione della cultura scientifica sulle persone e sul territorio? Nel corso del prossimo biennio svilupperemo e applicheremo una metodologia di analisi capace di tracciare i risultati e il valore generato dall’evento. Lavorando in stretta sinergia con gli atenei e gli altri partner, applicheremo la valutazione dell’impatto come leva strategica per comprendere come la conoscenza condivisa si traduca in consapevolezza, partecipazione e cambiamento sociale.”

“La mobilità pubblica evolve insieme a Torino – chiude il suo intervento Antonio Fenoglio, Presidente GTT – Gruppo Torinese Trasporti – guidata dalla transizione energetica, dall’innovazione digitale e dai nuovi stili di vita urbani. Affrontare questa trasformazione richiede una sinergia strutturata con la ricerca e il mondo universitario, partner chiave per sviluppare soluzioni all’altezza delle sfide cittadine. La partecipazione attiva di GTT alla ventesima edizione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori – con i panel del progetto CUBO ospitati a bordo dei bus della linea STAR 2 – porta il dibattito scientifico lungo le strade e tra le persone, trasformando la rete di trasporto in un’infrastruttura strategica aperta all’innovazione e al confronto con il territorio”.

L’inaugurazione è in programma venerdì 25 settembre alle 17.30 nell’Area Talk T3, su viale Mattioli, tra l’Orto Botanico e il Castello del Valentino con i saluti istituzionali di rettori, assessora e rappresentanti del Cottino Social Impact Campus e la proclamazione dei vincitori del contest «La mia tesi in un minuto».

Da qui partiranno i sei percorsi tematici che accompagneranno il pubblico tra stand, laboratori e incontri. «Vivere meglio» sarà dedicato al corpo umano e alla medicina del futuro; «Il Pianeta che cambia» affronterà i temi del clima e della sostenibilità; «Costruire comunità» esplorerà le dinamiche sociali; «Società digitale» sarà dedicato all’intelligenza artificiale e alle nuove tecnologie; «Svelare l’Universo» porterà il pubblico nel mondo della ricerca di base; «Officina domani», infine, guarderà a energia, materiali e infrastrutture.

Tra le novità c’è il CUBOBUS, un viaggio a bordo dello Starbus 2 dedicato alle culture del cibo, in programma venerdì dalle 11 alle 13 lungo il percorso che collega la Notte a Terra Madre Salone del Gusto.

Per il ventennale torna anche la Maratona della Ricerca, cinque ore di incontri senza interruzione nell’Area Talk T3. Venerdì, dalle 18 alle 23, sarà moderata dalla redazione di Otto, il giornale dell’Università di Torino; sabato, dalle 14 alle 19, sarà curata da RKH Studio, con diretta streaming sul canale YouTube dell’ateneo. Al Castello del Valentino torneranno inoltre le escape room, quest’anno dedicate alla sicurezza nucleare con il Politecnico, alla scienza delle misurazioni con l’INRiM e ai dilemmi dell’intelligenza artificiale con l’Università di Torino.

La ricerca sarà raccontata anche attraverso linguaggi meno convenzionali. Venerdì, tra le 18 e le 19, il Politecnico presenterà il podcast «Change Makers». Negli stand del Valentino si potrà scoprire, per esempio, come la composizione del suolo influisca sulla stabilità dei pendii oppure costruire in tempo reale un modello muscoloscheletrico del proprio corpo attraverso i movimenti davanti a una videocamera.

All’Orto Botanico, tra le 17 e le 19, il workshop «SUPERHEROES: Blind Actions» metterà in relazione persone vedenti e non vedenti attraverso tatto e ascolto, grazie al dispositivo audio-tattile Tactonom. Lungo viale Mattioli, invece, l’Osservatorio sul Brain Rot proporrà una riflessione sugli effetti delle abitudini digitali sull’attenzione e sul pensiero critico.

Tra le 20 e le 21, allo Speakers’ Corner dell’Orto Botanico, l’Università di Torino presenterà inoltre le nuove campagne di crowdfunding Funds TOgether 2026: cinque progetti di ricerca ad alto impatto sociale che l’ateneo si impegna a raddoppiare una volta raggiunto l’obiettivo di raccolta.

La cultura accompagnerà la manifestazione per entrambe le giornate. Venerdì alle 18, nel Salone d’Onore del Castello del Valentino, sarà proiettato il docufilm «PLA, storia di una relazione», dedicato alle plastiche sostenibili e presentato al Festival Cinemambiente 2026. Alla proiezione seguirà un confronto con autori e ricercatori.

Alle 21.30, nello stesso Salone, andrà in scena «Dove cade la luce», una performance originale realizzata per il ventennale che unisce narrazione, musica e arte visiva attorno al tema dell’illuminare inteso come responsabilità collettiva. In scena la voce di Antonella Delli Gatti, le musiche di Rocco di Bisceglie e il live painting di Stefano Giorgi. Dalle 23, all’Imbarchino, la serata proseguirà con il dj set dell’after party ufficiale «Light up the Night!».

Sabato la giornata si aprirà alle 10.30 con il Coro PoliEtnico del Politecnico, tra il loggiato del Castello e viale Mattioli. Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19 nell’Arboreto dell’Orto Botanico, il progetto ALMARE presenterà «NEAR SILENCE», con KMRU e Fred Odede, un lavoro sul silenzio come forma di ascolto nato da una residenza nel Geoparco del Beigua.

Dalle 18 alle 19, nel Salone d’Onore del Castello, sarà invece la danza a incontrare la scienza con «En Plein Air», coreografia di Carola Giarratano a cura del CUS Torino.

Gli appuntamenti non si fermeranno al Valentino. Venerdì, dalle 18 alle 23, la Biblioteca di Scienze Umanistiche dell’Università di Torino, in via Eusebio Bava, proporrà visite guidate tra libri rari, fumetti e architetture del quartiere Vanchiglia.

Il programma completo, con gli orari e le sedi, è disponibile sul sito unightproject.eu/it.