Dopo il successo e l’entusiasmo dello scorso anno, questa mattina in riva al Po è tornata “Insieme per un Po pulito”, l’iniziativa ecologica promossa da Suzuki, Federazione Italiana Canottaggio (FIC) e Città di Torino.

Al circolo Caprera, i volontari e i giovani atleti dei circoli cittadini – tra cui Amici del Fiume, Armida, Cerea, Cus Torino, Circolo Canottieri Eridano ed Esperia – si sono ritrovati per ripulire le sponde e le acque da plastica e da altri rifiuti. Ad accoglierli l’assessore al Verde e ai Fiumi Francesco Tresso, e il Presidente e CEO di Suzuki Italia, Massimo Nalli,
I veri protagonisti di questa grande operazione ecologica sono stati i giovanissimi atleti dei circoli, un vero e proprio team della sostenibilità, che hanno lavorato con straordinario entusiasmo per ripulire il corso d’acqua da plastica e rifiuti, coadiuvato dagli adulti e dai volontari, con il coordinamento operativo della Città e il supporto delle lance motorizzate Suzuki, equipaggiate con l’esclusivo dispositivo di filtraggio delle microplastiche “#lavalacqua”. Al termine delle operazioni sono stati raccolti e sottratti all’ecosistema fluviale oltre 75 kg di rifiuti e plastiche.
La manifestazione evolve quest’anno in un progetto di ampio respiro nazionale, e oltre a Torino si è svolta nella città di Padova.
“Realizzare queste iniziative significa investire nel bene comune e contribuire a diffondere una cultura della partecipazione e della responsabilità ambientale che nasce anche dai gesti più semplici – ha commentato l’assessore Tresso -. Un ringraziamento particolare va ai giovani canottieri e ai volontari, che con il loro entusiasmo dimostrano come la sostenibilità possa trasformarsi in un’azione concreta, a Suzuki, sempre più impegnata nelle iniziative ambientali, e alla Federazione Italiana Canottaggio. Torino e il fiume Po fanno parte della Riserva MAB UNESCO CollinaPo, un modello di collaborazione tra territori che promuove l’equilibrio tra uomo e natura lungo l’asta del Po: un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e valorizzare, anche perché tutto ciò che facciamo per il nostro fiume produce effetti anche a valle. Una tutela che richiede un impegno condiviso: fare rete tra istituzioni, associazioni sportive, imprese e cittadini è la strada giusta per prenderci cura di un ecosistema prezioso, messo a dura prova dagli effetti dei cambiamenti climatici”.
“Rispettare l’acqua è un atto d’amore verso il pianeta e verso le future generazioni. Con questo spirito Suzuki porta avanti il proprio impegno, cercando di sensibilizzare sempre più persone a fare altrettanto – ha aggunto Massimo Nalli, Presidente e CEO di Suzuki Italia -: È per noi motivo di grande orgoglio vedere come questa iniziativa abbia saputo coinvolgere tutti i circoli canottieri di Torino: ben sette realtà hanno fatto squadra nel nome di un Po più pulito, dimostrando come la collaborazione possa generare un impatto positivo sul territorio. Siamo onorati che il progetto abbia ispirato anche una realtà prestigiosa come il Circolo Canottieri Padova, per il fiume Bacchiglione, dando vita a un’importante sinergia tra due territori e unendo istituzioni, mondo dello sport e cittadinanza nel segno di un impegno concreto e condiviso. Suzuki continua a investire in tecnologie ecologiche uniche, come il sistema di raccolta delle microplastiche installato sui fuoribordo Suzuki, #lavalacqua, perché crediamo che la sostenibilità debba tradursi in gesti quotidiani e condivisi. Ringrazio la Città di Torino, la Federazione Italiana Canottaggio, tutti i prestigiosi circoli che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e, soprattutto, i giovani canottieri: sono loro i veri ambasciatori di un futuro più pulito.”
Per Rossano Galtarossa, Presidente Federazione Italiana Canottaggio: “Il canottaggio è uno sport che per sua natura vive in simbiosi con l’acqua e l’ambiente circostante. Proteggere i nostri fiumi, i laghi e i campi di gara non è più solo un auspicio, ma un dovere morale e sportivo che la Federazione porta avanti con fermezza. Grazie alla solida collaborazione strategica con Suzuki, riusciamo a trasformare questo principio in azioni concrete sul territorio. Il Clean-up di oggi dimostra come lo sport sappia farsi veicolo di civiltà e responsabilità: pulire i nostri bacini significa preservare il futuro della nostra disciplina e, soprattutto, della salute pubblica. Vedere la tecnologia d’avanguardia dei motori Suzuki, capaci di filtrare le microplastiche semplicemente navigando, unita all’impegno e alla passione delle nostre società remiere, è la prova che la sinergia tra istituzioni e partner privati può generare un impatto ecologico reale, immediato e duraturo”.









